Testata di informazione sul mercato dell'arte e la cultura
Direttore Paolo Vannini - Direttore Editoriale Pierluigi Massimo Puglisi

Articoli News Musei e Gallerie Preview Spettacolo Restauro Design Fotografia Antiquari Mercato Antiquario
Aste Europee Aste Italiane Aste Extra Europee Aste Press&Top Lots Rassegna Stampa Libri e Riviste

2 Feb 2010

Roma. I Local Natives al Circolo degli Artisti.

local-natives.jpgI Local Natives sono 5 ragazzi californiani che hanno dato vita ad una miscela di armonie pungenti e melodie orchestrali che si scontrano con pulsanti ritmi tribali e percussioni crescenti.
Disegnando una linea della loro stilistica vocale essa parte da Crosby Stills Nash & Young, passando agli Zombies per arrivare alle tinte più esoteriche del post punk ed Afro Beat.
Per i Local Natives ogni cosa è una collaborazione, dalla scrittura delle canzoni alla produzione degli artwork. Le tre parti armoniche vengono dalla tastierista Kelcey Ayer, dai chitarristi Ryan Hahn e Taylor Rice. Poi c’è Matt Frazier alla batteria e Andy Hamm al basso.

I ragazzi provengono da Los Angeles, l’area Silver Lake per la precisione.
Kelcey, Ryan e Taylor frequentavano  la vicina scuola media, un anno dopo il diploma conobbero il bassista Andy e più tardi incontrarono il batterista Matt.   Essi hanno suonato e sono cresciuti insieme anche musicalmente per più di tre anni ma solo lo scorso anno la band realizzò canzoni per un nuovo progetto.

Era il dicembre del 2008 quando la band se ne andò da Silver Lake, dove tutti e 5 convivevano nella stessa casa. In passato avevano già vissuto insieme anche nell’Orange County, in un posto affettuosamente conosciuto come  Gorilla Manor.
“Era un pazzo luogo, sporco e disordinato dove c’erano ogni giorno amici e dove si suonava sempre la chitarra o il piano” dice Ryan “E’ stata un’incredibile esperienza e  non dimenticherò mai quei tempi”
L’originale Gorilla Manor, dove la band scrisse la maggior parte dei suoi pezzi, ha avuto un così forte impatto nella band da indurla ad intitolare l’album di debutto con il suo nome.

‘Gorilla Manor’ è stato registrato da Raymond Richards a Los Angeles, il quale ha coprodotto l’album assieme alla band nel suo stesso Red Rockets Glare studio.

Caratterizzato da 12 sontuosi pezzi di sole californiano e accattivanti percussioni, l’album inizia con  la lunatica e violenta ‘Wide Eyes’.   Ryan dice, “Questa canzone parla dell’ossessione delle persone per i miracoli, i disastri e le testimonianze di eventi straordinari” . Segue l’effervescente mandolino di   ‘Airplanes’  la quale, spiega Kelcey, parla del suo desiderio di aver potuto incontrare il nonno, un grande uomo e pilota, morto prima della sua nascita”.
L’album include anche la gloriosa  ‘Sun Hands’, che è stata realizzata come un singolo ad edizione limitata a luglio. In accordo con Taylor, il testo descrive “la familiare sensazione di desiderare qualcosa che non puoi avere, specialmente quando una volta l’hai già avuto” .
C’è anche la  cover di ‘Warning Sign’ dei Talking Heads.

L’album di debutto dei Local Natives ,‘Gorilla Manor’ , è uscito il 2 novembre in Inghilterra e il 6 novembre in Italia.

MARTEDI’ 09 FEBBRAIO

LOCAL NATIVES

porte / botteghino
20:00
concerti
21:30

ingresso
8,50 euro + 1,50 euro d.p. / 10 euro al botteghino / 8,50 euro universitari & under 26

CIRCOLO DEGLI ARTISTI
Via Casilina Vecchia 42 - Roma
info 06 70305684

Share

Lascia un commento

 Gli Articoli di EOS

La Bambina nel Castello dentro il Museo, una favola dipinta da Nicoletta Ceccoli

Parma. Guttuso. Passione e Realtà.

Venti di Eos. Previsioni dal 1 settembre 2010

Urbanistica. Tor Bella Monaca, Rosponi (Associazione Ce.s.a.r): “ad ottobre presentazione master plan su Corviale”

Venezia, Pier Luigi Nervi - Architettura come Sfida, Palazzo Giustinian Lolin dal 28 agosto

Parigi, Monet et l’abstraction, Museo Marmottan Monet fino al 26 settembre