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1 Mar 2010

La grande fotografia del ‘900 a Lugano.

0153-penn.jpgGiovedì  6 maggio si inaugura a Lugano Photographica FineArt, una galleria destinata, come indicato dalla denominazione, alla presentazione della fotografia nella sua connotazione di espressione d’arte. E l’inizio avviene con una scelta di immagini dedicate alla natura morta.
Photographica FineArt nasce dall’aspirazione di Marco Antonetto a mostrare in maniera semplice ed esauriente la fotografia a quelle persone che sentono il desiderio di approfondirne la conoscenza e trovano nelle opere fotografiche un piacevole “oggetto del desiderio” da ammirare e collezionare.
Tra le quasi infinite possibilità della fotografia vi è anche quella di riesaminare temi classici percorsi ed amati da sempre dalla pittura, quali l’architettura o la natura morta. Ed è proprio dedicata alle Naturae mortae - com’erano definite nel Rinascimento - la prima esposizione di Photographica FineArt. Protagonista della mostra è quindi l’interpretazione in chiave fotografica ed attuale di ciò che proviene dalla natura tutta - sia essa virtuale o reale - e che ne è stato separato al fine di comporre un’immagine destinata a comunicare una sensazione o una riflessione.

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A volte è il bianconero della stampa ai sali d’argento a trasmettere la purezza di un vegetale o l’evanescenza di un fiore o la tensione di qualche sigaretta spenta; a volte invece è il colore - ora nelle tinte pastello ora in tutta la sua forza - a esprimere il fascino di una composizione che richiama i grandi artisti del passato, da Caravaggio a Willem Claesz, da  Giovanna Garzoni a Jan Brueghel fino a Paul Cézanne e oltre, e che raduna e rappresenta oggetti, frutta, fiori, animali e altro ancora.
Protagonisti  della mostra sono quindi le idee fatte immagini di fotografi più o meno noti tra cui Edward Weston, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Paulette Tavormina, Tillman Crane, Man Ray, Irving Penn e molti altri. Tutti, comunque, da scoprire visitando le sale dell’esposizione.
La fotografia è entrata ufficialmente a far parte delle arti visive inizialmente negli Stati Uniti all’inizio del 900 e quindi in Europa dove la sua accettazione è stata più lenta, ma inevitabile. Dotata di immense potenzialità creative, l’opera fotografica nasce nella mente dell’artista e, grazie alle sue capacità tecniche ed espressive, si traduce in immagine per mezzo dell’apparecchio fotografico (strumento dell’arte) sulla pellicola e quindi sulla carta. Processo intellettivo e tecnico, quindi: é brevissimo il tempo per sensibilizzarlo quanto é lungo e complesso il processo per materializzarlo.

Dida:

Mario Giacomelli
Natura Morta con fichi, 1975
stampa crono genica,  29,2 x 39,8 cm
Irving Penn
Cigarettes 123, 1972
stampa al platino-palladio,  63 x  55,8 cm
Paulette Tavormina
Lemons and Pomegranates, after J.V.H, 2008
stampa ai pigmenti, 40,6 x 50,8 cm

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