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15 Mar 2012

L’arte in tempo di crisi: ad Art News si parla di impresa e cultura. Ma troppo poco se ne parla altrove.

mariapaolaorlandini.jpg (P.M.P.) -

Bisognerebbe parlarne in prima serata perché il problema è fra i maggiori del paese, ma intanto, in attesa che si smetta di lucrare pubblico e audience con l’articolo 18 e Parolisi, ossia col giornalismo facilefacile, almeno l’appuntamento settimanale di Art News parlerà di cultura e impresa. E l’appuntamento con il magazine culturale di Rai Educational è per venerdì 16 marzo su Rai Tre alle ore 1:10 (il sabato alle 14:00 su Rai Storia)

Finalmente passata di moda - ma è passata davvero? -  la visione mercantilistica che considerava i nostri beni culturali come giacimenti petroliferi,  oggi si può ripartire proprio dalla crisi economica, se vissuta come opportunità, per avviare un piano nazionale di sviluppo con al centro l’industria culturale e creativa.

Ma è passata davvero? Assodato finalmente da molti amministratori locali che ora si sbracciano a gridare allarmi, che le città d’arte sono da anni (ma non si doveva dire) in guerra economica fra loro per accaparrarsi fette di turismo con cui le attività delle zone più antiche delle nostre città - sempre più svuotate di residenti e ridotte a distese di tavolini fra l’altro spesso piuttosto vuoti ma molto rumorosi - cercano di sopravivere; verificato che musei, monumenti e chiese sono spesso più utili per far vendere caffè e gelati ai bar vicini più di quanto siano utili a se stesse, ecco che la crisi stà obbligando le amministrazioni ad “inventare” soluzioni.

Ne saranno capaci?Forse, ma  bisogna cambiare atteggiamento.     

La logica del grande evento, della manifestazione che attrae pubblico pagante in mostre o festival, iniziative tutte temporanee, e prive di sinergia, effimere e spesso inutili, va superata; come va superato il criterio del marketing, quello che traspariva anche da alcuni spot e manifesti del ministero per i beni culturali che minacciavano gli italiani di esportare i loro monumenti se non avessero incrementato le visite ai musei statali. 

Ovvio che è necessario un cambiamento culturale anche nella politica, che segni una svolta nella mentalità di amministratori locali, parlamentari, membri del governo. E anche fra i giornalisti e conduttori tv. E’ necessario ribaltare una gerarchia di valori che, come accade per l’informazione, chiude il telegiornale con il servizio di cultura, e considera l’arte, il cinema, il teatro, la musica buoni solo per lo svago e il tempo libero.  Sempre che non ci sia da parlare del solito gossip parecchio bischero, che ha fatto scuola.

E qui sarà ora che i padroni dell’audience si prendano le proprie responsabilità e ammettano i loro vistosi limiti. più che errori od omissioni.

Lo stesso orario in cui viene relegata questa trasmissione è significativo, ma almeno Art News dedica un ampio spazio ai temi sollevati da Federculture, nell’ultima conferenza stampa de l’8 febbraio, dove, l’associazione, una tra le più importanti e attive nel comparto culturale, ha continuato, con energia e passione, a stimolare la politica a risposte più concrete e, soprattutto, di urgente definizione.   

«Ciò che lamentiamo da tempo è l’assenza di un dibattito serio visto che si fanno convegni fino alla nausea ma atteggiamenti concreti non se ne vedono - conferma Roberto Grossi, presidente di Federculture - Senza un disegno, senza un confronto si rischia di costruire una situazione totalmente diversa da quella che ci ha portato a riscoprire la forza della bellezza, della musica, del teatro e di tanti altri ambiti».

Se da un lato non progetta, dall’altro la politica quando decide di coniugare cultura e impresa, usa la lente del mercato, e misura il profitto della cultura e dell’arte in termini mercantili, puramente economici. Una situazione paradossale perché, per dirla con le parole del direttore di Federculture Servizi, Claudio Bocci, «la cultura non può fare profitto, può creare valore, soprattutto sociale, rappresentando il primo attrattore per i turisti che decidono di venire a visitare il nostro Paese».

Insomma - e si dice ormai da anni - la cultura deve essere fra i primi cinque punti del programma di governo, di questo come di quelli che seguiranno. Al momento però si continua a svuotare il mare con il secchiello: parole, parole. Le stesse da venti anni almeno. Personalmente sono stufo di scriverle.

Ma intanto seguiamo e incoraggiamo Art News venerdì 16 marzo su Rai Tre alle ore 1:10 (il sabato alle 14:00 su Rai Storia) , il  magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura ideato da Maria Paola Orlandini ed Enzo Sferra, con la collaborazione di Gianfranco Angelucci e Paolo Di Paolo. Regia di Andrea Montemaggiori ed Enzo Sferra. �

  1. 1 Comment(s)

  2. By roberto tagliazucchi on Mar 17, 2012 | Reply

    Nel corso della trasmissione è stato presentato un libro delle Edizioni Mulino su quello che è stato fatto in Italia: potreste inviarmi il titolo e l’autore?
    Vi ringrazio anticipatamente
    roberto tagliazucchi di Carrara Arte

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