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12 Apr 2012

Presentata la Settimana della Cultura 2012, il Mc MiBac dell’arte italiana.

 di Rossana Soldano -

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Ecco l’Italia del Mc MiBac.

Scusate, so che la battuta era proprio facile, ma non ho saputo resistere.
E’ che, quando sento dire a una conferenza stampa che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano è il primo al mondo per numero di siti artistici di cui occuparsi (circa 450) mi si accappona la pelle e istintivamente penso ‘che Dio ci aiuti’. Alla presentazione della XIV edizione della Settimana della Cultura, che si terrà tra il 14 e il 22 aprile, ci sono andata con tutte le migliori intenzioni e tutto l’entusiasmo da cui sono pervasa quando so che mi aspettano otto giorni di musei gratis e siti inconsueti da poter visitare. Ma, certe volte, il rovescio della medaglia è meglio non conoscerlo. La mia settimana di abbuffata museale e conseguente piacere non cambieranno ma, sentire il Direttore Mario Resca che si riferisce ai giovani fruitori di bellezze artistiche come di futuri dirigenti che potrebbero venire a investire in Italia, mi fa venir su una certa aria di sufficienza e penso ‘non è possibile’.
Non doveva essere questo il mio lead per l’articolo sulla Settimana della Cultura. Avevo trovato una bellissima frase del poeta americano Edgar Lee Masters, che durante il suo soggiorno a Roma ebbe a dire ‘mi sembra di raggiungere le altezze dell’arte, di respirare l’aria respirata dai maestri e di vedere il mondo con i loro occhi’. Si innalzavano tutti a Roma, anche Henry James, che scrisse ‘se non fossi venuto a Roma, non mi sarei mai innalzato, e se non mi fossi innalzato, non sarei caduto’. Oggi a Roma non si innalza più nessuno, anzi, il livello è bassissimo. Perché parlare del nostro patrimonio artistico come di un patrimonio da sfruttare economicamente invece che di qualcosa da valorizzare, è come prendere la dieta mediterranea e sbatterla in un fast food  solo per monetizzarla meglio (e sono ricascata nella battuta facile).
Quest’anno la ‘gelata’ ha fatto, pare, danni incalcolabili, anzi, calcolabili in un milione di euro solo per il complesso Palatino. Per questo motivo, quest’anno Colosseo e Fori Imperiali non si potranno visitare gratuitamente nel corso della Settimana della Cultura, perché si dovranno recuperare le risorse che saranno investite nei restauri. Casualmente, il Colosseo, che è, pare, il monumento che più di tutti ha subito i danni causati dalla neve, è anche il monumento più visitato d’Italia (dati MiBac 2011). Certo, se una spruzzata di neve ogni vent’anni fa questi danni, si comprende bene perché la Groenlandia non sia famosa per il suo patrimonio artistico. Scusate l’ironia, ma quando cresci a contatto con un sistema politico in cui la norma è la menzogna, impari anche a convivere con la Presunzione di colpevolezza, fino a prova contraria.
E’ anche piuttosto imbarazzante sentir dire, alla Segretaria Generale del MiBac  Antonia Pasqua Recchia, che i musei italiani sono i meno costosi d’Europa, primo perché dare un prezzo all’arte è sempre toglierle valore e comunque di cattivo gusto e poi perché non è neanche vero, a Londra i musei sono assolutamente gratuiti.
Fortunatamente il fascino del patrimonio artistico italiano resiste anche all’intenzione di farne un gigantesco menù museale (si lo so, un’altra battuta facile) e, quindi, che l’abbuffata abbia inizio.

E se vi state chiedendo qual è il programma della Settimana della Cultura, sappiate che alla presentazione della suddetta non se n’è parlato affatto, non nello specifico almeno. Ci è stato comunque raccomandato di scaricare l’applicazione della manifestazione dal sito del Ministero. Raccomando anche a voi di far così.

E che Dio ci aiuti.

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