“L’odore della Luce”, in mostra alla Pinacoteca G. De Nittis a Barletta i profumi dei paesaggi rurali
di Rossana Soldano - Foto di Giuseppe Di Bartolomeo
La chiamano Sindrome di Proust.
E si potrebbe cominciare da questo per raccontare la mostra ‘L’odore della luce, il mondo femminile nella pittura dell’’800 e del primo ‘900’, dal 5 maggio al 19 agosto’ alla Pinacoteca G. De Nittis di Barletta. Si potrebbe cominciare con la particolare connessione tra olfatto e sensazioni, da quella incredibile capacità che hanno certi odori di farci rivivere le emozioni. Ma non serve importunare Proust. La Puglia, da sola, è sufficiente. Con la sua storia bastarda di terra al confine tra due continenti, compresa tra due mari, due riverberi di luce e l’inconfondibile odore dei suoi ulivi centenari. E’ sufficiente a creare suggestioni tra luci e odori e a spiegare perché una mostra così , non poteva trovare asilo che in un posto come questo, dove la terra trasuda opere d’arte, che siano alberi o artisti.
E così, in questa mostra, curata da Emanuela Angiuli, in collaborazione con la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è la campagna ad essere al centro della vita. L’esposizione è il perfetto prosieguo di una linea artistica non casuale, che ha contraddistinto tutte le scelte per le temporanee di Palazzo della Marra, incentrata sul dialogo tra località e linguaggi e forme provenienti dal di fuori. Percorso che è passato dalle esposizioni di opere di Tissot, Zandomeneghi, Renoir, Fattori.
E ancora la collezione del Petit Palais di Parigi o l’Oriente nell’Ottocento italiano. E oggi questa mostra incentrata sulla dicotomia donna-natura, 86 dipinti, di cui 19 provenienti da Palazzo Pitti, 3 dal Quirinale e i restanti da collezioni private e altri musei italiani. Questa multisensorialità tra vista e olfatto è evidente soprattutto nei dipinti dei Macchiaioli, Borrani, Cannicci, Fattori, Lega, Signorini. Sono esposte a Palazzo Marra anche le opere di Pellizza da Volpedo, Boldini, Corcos ma anche pittori meno noti come Tito, Chiesa, Irolli, Joris. Non è difficile leggere nei dipinti anche una sorta di sinestesia artistica, i colori, le forme e le storie stesse che vengono fuori dai quadri richiamano al verismo letterario di Verga e Capuana ma anche del naturalismo di Zolà. Ma non va dimenticata la doppia tematica dell’esposizione con la donna protagonista di una realtà di cui la campagna non è più paesaggio ma teatro.
Il ruolo della Puglia, nell’attuale scenario culturale del Mezzogiorno d’Italia, sta crescendo in maniera esponenziale e sotto molti punti di vista. La Pinacoteca G.De NIttis è solo una delle tante scelte presenti nel carnet turistico, forte di un significativo connubio tra offerta culturale e di intrattenimento.
Durante la conferenza stampa di presentazione della mostra, il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sottolineato come si stia perdendo quel rapporto tra città e campagna che è in realtà parte della nostra storia. Perché il confine tra il contesto rurale e quello urbano delinea una personalità sociale e per questo dovrebbe essere a tutti i costi conservato e preservato.
Ma se davvero la memoria è così legata all’olfatto, l’odore dei suoi sessanta milioni di ulivi dovrebbero bastare alla Puglia a non perdere mai nulla della sua storia.
Info:
L’ODORE DELLA LUCE
- Il mondo femminile nella pittura dell’Ottocento e del primo Novecento.
Pinacoteca De Nittis - Palazzo della Marra
Orario: tutti i giorni 10 - 20; chiusura tutti i lunedì non festivi. Ingresso euro 8, ridotti euro 4.
5 maggio – 19 agosto