Francesco Astiaso Garcia, l’arte alla sua maniera, al Complesso Monumentale L’Agostinana
E’ come un’impronta. Non siamo noi, è l’arte che sceglie. In una stanza piena di dipinti, mentre l’occhio cerca, è sempre l’arte che ci guarda e sceglie. Spalle al muro, apparentemente vuoti di passato, i quadri hanno una consapevolezza storica che a noi sfugge. Erri De Luca ha scritto che ‘se non si scrive per essere letti dagli antenati, non resta impresso niente sulla carta’. Anche l’arte è così, in ogni opera, in ogni artista, si confronta con la Storia che l’ha resa ciò che è. A volte riesci a leggere tutta quella Storia sotto le pieghe di colore, al tocco della tela. Altre volte, è un pugno nello stomaco quando entri in una sala, e un graffio di pennello sembra riconoscerti. E ogni artista di talento è un passo, un margine, oltre la linea di quella Storia. Ma anche vivo e pieno di quella Storia. Se non fosse così, l’arte sarebbe ancora disegni sulla pietra. Il pugno nel mio stomaco si chiama ‘Soffio’ ed è un dipinto di Francesco Astiaso Garcia, le cui opere sono in esposizione al Complesso Monumentale L’Agostiniana, a Piazza del Popolo, fino al 3 luglio.
La mostra, ‘A mi manera’, composta da circa 140 opere, è un viaggio nella storia dell’artista italo spagnolo. Una storia pittorica piena di tutto ciò che compone una vita. Viaggi, persone, momenti. Lasciando sempre in sospeso la domanda, fondamentale per un artista, se sia la vita a creare l’arte o viceversa. Il percorso, seminato in tre diversi momenti pittorici, spazia tra il materico, l’astratto e il figurativo. Ma è quando l’artista romano mischia –letteralmente- gli stili, in particolare l’astratto e il figurativo, che raggiunge l’eccellenza. Con una ricerca del nuovo, del particolare, e una ricercatezza dei materiali e delle tecniche. E allora basta un po’ di carta regalo tra la tela e il colore a inventare una storia; bastano delle gocce di pittura, casuali, per richiamare un paesaggio Africano. E allora, basta uno schizzo d’olio su un foglio di carta per ‘creare’, dal nulla, un pugno nello stomaco. Una contemporaneità che rimanda continuamente al classico. Ognuno dei dipinti ti guarda da dietro quella patina di astratto che è la nostra immaginazione. Ci lascia liberi di vederci dentro ciò che siamo capaci di creare, una tela fatta di suggestioni. Dipinti pieni di ciò che gli occhi di chi guarda, sono capaci di vedere. Potente.
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Nella sua pazzesca –per un ventinovenne- visione dell’arte, Francesco Astiaso Garcia impressiona per la personalità e lo stile riconoscibili, anche nella diversità dei suoi momenti artistici. Un gusto estetico che macchia anche il suo modo di parlare e forse anche il suo modo di vivere, alla sua maniera. Non sorprende che un carisma così si riconosca in una frase di Giovanni Paolo II, ‘siate quel che dovete essere e metterete fuoco nel mondo’. Anche la Fede è un’impronta. Anche la Fede, ci sceglie.
Info:
Francesco Astasio Garcia
‘A mi manera’
Complesso Monumentale Museale Galleria L’Agostiniana
Piazza del Popolo, 12
Dal 22 giugno al 3 luglio 2012