Stanley Kubrick fotografo. Il sogno americano di Hollywood in 168 scatti del famoso (ma non ancora) regista al PAN di Napoli.
di Lucrezia Alessia Ricciardi - foto di Marco Moscato
Cinema e fotografia sono arti sorelle.
Si perdono l’una nell’altra, la mente del regista spesso lavora per “scatti” fotografici, una foto è un segnalibro della mente, un progetto, lo schizzo sul taccuino.
E così le foto che Stanley Kubrick scattò per Look Magazine fra il 1945 e il 1950 sono un anticipo di quello che poi troveremo nei suoi film, dopo, di quello che i suoi occhi fissavano. Eccitato dopo la vendita del suo primo scatto nel 1945 (a Helen O’Brian), Kubrick si incammina nel mondo delle star di Hollywood, nelle feste, nel progetto Bethelem. Con la sua Leica III, Kubrick riusciva a fermare dei momenti particolarissimi sia della vita di giovani attrici, sia della città. Un po’ come Weegee, il suo stile cinematrografico è lì a due passi. La scelta del bianco e nero che lo accompagnerà anche quando le pellicole erano “a colori”, il taglio dato ad alcune scene, alcuni personaggi che sembrano essere dei bozzetti per personaggi famosi dei suoi film (Il Dottor Stranamore così simile allo scienziato che lavora alla bomba atomica) sono tutti in questi 168 scatti che fino a settembre, saranno esposti al PAN di Napoli.
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La mostra, prodotta da Gamm Giunti in collaborazione con il Museum of the City of New York e per la prima volta in Italia con il Musées Royaux Des Beaux-Arts de Belgique, si snoda per tutto il secondo piano del museo, offrendo ai visitatori, per la prima volta, le stampe dei negativi originali, che Kubrick non aveva mai stampato.
Il progetto, curato nei minimi dettagli, prevede una prima tappa a Napoli per poi proseguire in altre città italiane, per ora ancora non note. La mostra su cui il comune di Napoli punta per l’estate, come sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Turismo Antonella Di Nocera, fatta con impegno e sacrifici, con passione, soprattutto.
Le stampe - da scansione, su carta baritata - hanno formati diversi e si concentrano in alcune sale per tematiche. La scelta sia di formati grandissimi per alcune foto, sia di raggruppamenti tematici, permette allo spettatore di “perdersi” un po’ fra le foto - in senso buono, per una volta - e cercare rimandi al lavoro di Kubrick cineasta.
Se si vuole.
Se non si vuole andare oltre e ci si vuole invece fermare sul lavoro di un giovane fotografo preso con la vita di New York negli anni ’50, ci si prederà in un mondo fatto di feste, sportivi, divi nascenti, circensi e lustrascarpe. Aspetti così diversi, così distanti fra loro eppure uniti in costruzioni perfette, in attimi che resteranno impressi per sempre, in curiosi episodi (come il quadro di Picasso alle spalle di Betty von Furstemberg, sparito nel nulla, Peter Arno in studio con una modella nuda che ricorda la posa della Gorgone di Sartorio) dove il suo occhio è indiscreto, invisibile e presente.
Stupisce il fatto che in alcuni scatti il fotografo sembra quasi non esserci.
Compare in alcuni autoritratti, essere curioso e un po’ stupito, con quel suo taccuino meccanico che è la macchina fotografica.
Sguardo curioso, critico, che non lo abbandonerà mai.
Info:
Stanley Kubrick. Fotografo
PAN - Palazzo delle Arti Napoli
dal 13 luglio al 9 settembre 2012