Anghiari, Renzi scrive alla soprintendente: “Autorizzi la fase due”
Corriere Fiorentino, Ludovica V. Zarrilli
Acidini: aspettavo da tempo la richiesta, ora valutiamo
L’Opificio «Il nostro compito è tutelare le opere d’arte Come l’importante affresco del Vasari»
Un altro tassello nel puzzle della Battaglia di Anghiari: Matteo Renzi ha preso carta e penna e ha scritto alla soprintendente. E passato un mese dalla prima visita ufficiale di Lorenzo Ornaghi a Firenze, un mese esatto da quando il ministro per i beni culturali ha incontrato il sindaco e alla domanda fatidica, se avesse intenzione di dare o meno il nulla osta alla ripresa delle indagini sulla parete est del Salone dei Cinquecento dietro la quale potrebbe nascondersi l’affresco leonardiano, aveva risposto laconico: «Non sono io che dico se la ricerca va avanti, ma la Soprintendenza». Un rinvio di competenze inatteso, che ha portato Renzi, a trenta giorni di distanza da quella conversazione, ad inviare una lunga lettera alla soprintendente Cristina Acidini - mandata per conoscenza anche al Ministro Ornaghi, al direttore generale del Mibac Salvatore Nastasi, al direttore dell’Opificio delle pietre dure Marco Ciatti e al vice presidente di National Geographic Terry Garcia - nella quale vengono enumerate le motivazioni a sostegno della prosecuzione della ricerca e i vari perché che stanno dietro alla volontà di riprendere in tempi brevi le indagini.
Tre pagine che ripercorrono a grandi linee le tappe di una vicenda che ormai va avanti a singhiozzi da decenni e che sembrava volgere a una conclusione quando, lo scorso dicembre è arrivato l’ennesimo stop, a causa delle polemiche sollevate intorno ai metodi di indagine. «Ritengo che fermarsi a questo punto - scrive il sindaco - sarebbe un grave errore nei confronti della città di Firenze, dei ricercatori, degli studiosi e anche del finanziatore privato coinvolto nell’iniziativa». E qui entra in ballo National Geographic, società statunitense che si è accollata l’onere della ricerca finanziando il noleggio dei ponteggi (tutt’ora nel Salone) e il costo delle attrezzature indispensabili ad andare avanti, denari che - come aveva già denunciato tempo fa lo stesso Maurizio Seracini, docente dell’Università californiana di San Diego nonché fautore della ricerca, - «è improbabile che National Geo- graphic intenda continuare a sostenere all’infinito senza avere un riscontro in termini di avanzamento dell’indagine». Il primo cittadino elenca i progressi della caccia all’affresco: dalla conferma della presenza di un’intercapedine dietro la pittura vasariana al ritrovamento di materiale assimilabile a pigmenti e finiture, e chiede di effettuare «nuovi prelevamenti attraverso i passaggi già aperti in modo da ottenere una conferma a quanto già pubblicato su riviste scientifiche da Seracini».
Renzi accenna anche alla possibilità di sfruttare i ponteggi per una pulitura della pittura del Vasari e auspica che «laddove si rendesse necessaria la rimozione di parte degli intonaci staccati per il consolidamento, si potesse procedere alle verifiche endoscopiche nelle aree di muratura messe a nudo dalla suddetta rimozione». Dal canto suo, la soprintendente, che era fuori città ed è rientrata nella serata di ieri, prende tempo. «Sono lieta che il sindaco Renzi mi abbia spedito la lettera con la richiesta di prosecuzione della ricerca, che attendevo da tempo e che mi è stata trasmessa, per via informale, dagli uffici di Palazzo Vecchio solo nel tardo pomeriggio - si legge in una nota -. La proposta sarà oggetto di un’attenta riflessione, adeguata all’importanza e alla delicatezza dei temi trattati». Nemmeno al direttore dell’Opificio delle pietre dure Marco Ciatti la lettera era ancora arrivata tra le mani ma, raggiunto al telefono, spiega che il compito dell’istituto che rappresenta «è tutelare le opere d’arte. Siamo un istituto pubblico e quello che facciamo è mettere a disposizione le nostre competenze cercando di bilanciare le esigenze della ricerca con quelle della conservazione di un affresco importante come quello del Vasari». Ludovica V. Zarrilli