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23 Ott 2012

LE RETI D’IMPRESA PER LA RISCOSSA DEL MADE IN ITALY DELLE PMI

pmi.gif Firenze- Circa duecento le adesioni alla proposta di Metropoli, azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze, di presentare la propria impresa alle altre convenute, in vista di possibili sinergie assistite. Da Milano al mattino in teleconferenza, le esperienze di coloro che stanno già facendo rete.

Dunque si sono mossi in molti, dall’associazionismo, dagli ordini professionali, ma, quel che più conta, dalle imprese, per rispondere alla convocazione di Metropoli, azienda speciale della Camera di Commercio per l’internazionalizzazione, che ha voluto questo Convegno in collegamento con Milano, dove le reti d’impresa hanno già attecchito con successo e con soddisfazione per gli imprenditori coinvolti.

Ai primi di ottobre di quest’anno, in tutta Italia sono 458 i contratti di rete già operativi, che coinvolgono 2.469 imprese, di cui più della metà sono società di capitali.

Molte le fattispecie: ne possiamo trovare di tipo orizzontale, verticale, territoriali e non territoriali, specialistiche, di professionisti, di subfornitura, orientate alla difesa dei brand o finalizzate ad affrontare mercati importanti ed esigenti come quello russo o cinese.

Esistono anche reti d’impresa transnazionali, anche se, al momento, non possono usufruire dei benefici di legge riservati a quelle totalmente italiane.

Questi ultimi, in tempi di vacche magre, sono tutt’altro che trascurabili e invitano all’abbandono di resistenze, più che altro culturali e tradizionali, alla condivisione di scopi precisi tra imprenditori teoricamente anche in concorrenza tra di loro.

La giornata - intensa e articolata - si è aperta al mattino con i saluti in teleconferenza di Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano e di Vasco Galgani, presidente di Unioncamere Toscana e della Camera di Commercio di Firenze.

Entrambi hanno ribadito che priorità per il sistema camerale diventano la promozione dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, attraverso l’aggregazione in reti finalizzate all’export. Tali azioni saranno tanto più rilevanti quanto più punteranno ad aumentare il numero delle imprese esportatrici non in grado - da sole - di accedere ai mercati esteri. In questo ambito, non si considera secondario il sostegno a tutte quelle reti “orizzontali” di servizi per l’internazionalizzazione (ad es. reti di produttori per la creazione di marchi comuni per prodotti destinati a mercati esteri; reti di consulenti in servizi per l’export; reti per l’offerta integrata di servizi per l’accesso ai mercati esteri di una o più filiere; reti di supporto per la tutela della proprietà intellettuale e la difesa dalla contraffazione e pirateria in ambito internazionale).

E’ seguita la relazione di Renato Mannheimer, che ha dato conto dell’immagine che hanno di sé gli imprenditori milanesi, evidenziando i pro e i contro della piccola dimensione aziendale e le aspettative proprie e del sistema Italia per l’anno venturo. La percezione è chiara: gli imprenditori sono consapevoli che il principale vantaggio è dato dai risparmi che si ottengono con le sinergie tra imprese diverse e che il principale punto di dubbio è il rischio di limitazioni nella strategia consolidata della propria realtà aziendale.

f.v.

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