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18 Gen 2013

Mauro Fratini: la trasparenza della satira e il gioco di prestigio della vita

Il comico romano a Satiriasi, alla Locanda Atlantide, il 21 gennaio.

di Rossana Soldano -

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Non dice molto di sé neanche nella sua biografia Mauro Fratini. E forse questo dice molto di più del personaggio di un’intervista intera. Lo presentano come il più vecchio dei comici di Satiriasi, forse per fargli dispetto. Forse chissà, perché è diventato un rito scaramantico. E lui fa anche finta di prendersela. O forse no. Anche questo è difficilmente decifrabile. La nostra chiacchierata si è svolta nello studio d’arte del mio amico Alessandro Calizza, a San Lorenzo. Sulle pareti i suoi baobab troneggiano al centro di paesaggi africani. Palcoscenici spogli, riempiti di personalità.

Abbiamo parlato molto. Abbiamo parlato abbastanza. O forse no. Non so mai, a caldo, se ciò che mi hanno raccontato basti a tratteggiare un carattere, una personalità. A capire il personaggio. Mi affido alle impressioni. Cerco dopo, nei fili della memoria, qualcosa di particolare. E a volte accade qualcosa di strano. Un artista ti sorprende. Non in bene o in male. Ti sorprende e basta. Lo vedi durante gli spettacoli, sul palcoscenico, e non pensi mai che quello possa diventare un mondo ma che non tutti, necessariamente, riescano a fare del mondo –quello fuori- un palcoscenico. Che certe espressioni artistiche siano giustamente sintetizzabili in quei pochi metri dietro un microfono. In quei pochi passi di palco. E che del resto della propria vita, quei ritagli che restano fuori dai monologhi, siano anche gelosi. E invece.
Mauro Fratini inizia come autore e interprete insieme ad Antonio Rezza. Dopo una parentesi da regista e produttore, torna al teatro comico. Poi due anni di ‘Non Rassegnata Stampa’, web video blog satirico in combutta con Filippo Giardina. L’esperienza televisiva, a ‘Un due tre Stella’, programma di Serena Dandini, su La7. E per il quarto anno Satiriasi. Un punto d’arrivo o un momento di passaggio. Oppure, entrambe le cose. Una maturità artistica che settimana dopo settimana sublima capacità e velleità. Dopo aver provato l’esperienza televisiva  Satiriasi risulta una sorta di paradiso del pensiero. Del pensiero libero. La possibilità di esprimersi senza quella censura che è il purgatorio di un comico.

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Intervistare Mauro Fratini è stato un po’ come giocare a nascondino nel deserto. Sembra volersi centellinare, per timidezza, riservatezza. E poi ti accorgi che certi comedian sono parsimoniosi della propria vita perché la usano sul palcoscenico. Perché mettono tanto di se stessi in un pezzo di satira. E allora devono centellinare con te perché poi, come fai a non vederli? Sono lì, sul palco. Si mostrano, si mettono a nudo. E questo dovrebbe bastare. La satira di Mauro Fratini è pura e spuria. Pura perché tagliente, cattiva, come dovrebbe essere la satira. Spuria perché inquinata da una comicità altrettanto riconoscibile. Crea quella certa simbiosi col pubblico perché nasce da episodi che ognuno di noi riconosce nel proprio vissuto. È solo un gioco di prestigio però. E’ quella risata agrodolce che nasce da qualcosa che crediamo di vedere finché non ce la mostrano. La satira di Mauro Fratini è l’altra parte della nostra vita, quella che riusciamo a vedere davvero solo quando impariamo a riderne. Di cui, in qualche modo ci liberiamo quando riusciamo a riderne.
Quando anche noi, smettiamo di nasconderci nel deserto.

I baobab di Alessandro Calizza sono ancora lì a guardarci. Anche loro sono un equivoco di personalità. Scruti il paesaggio, cerchi il protagonista, finché non comprendi che è sempre stato lì, davanti a te. Un baobab in mezzo al deserto. Non puoi non vederlo. Non può non piacerti.

 L’evento in pillole:

Satiriasi – Stand Up Comedy
21 gennaio 2013
Locanda Atlantide
Via dei Lucani, 22

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