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4 Feb 2013

Daniele Fabbri, non sapendo scegliere cosa diventare, scelse di essere un artista, per poter essere chiunque

Informatico, attore, giornalista, fumettista e comedian. Artista in molti modi differenti, dal Cruci Fiction Tour al palco della Locanda Atlantide, il comedian più eclettico di Satiriasi.

di Rossana Soldano -

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“Non aver paura della perfezione, tanto non la raggiungerai mai”
Salvador Dalì

Da quando ho l’insana abitudine di presenziare alle serate di Satiriasi, accuso un fastidio ricorrente. Dimentico facilmente la maggior parte delle cose che ascolto ma ho la tendenza a ricordare brevi stralci dei monologhi di questi comedian. E sarebbe una cosa ottima se non fosse che finisco per ricordare esattamente ciò che non posso pubblicare, perché, come sapete, Satiriasi è uno spettacolo vietato ai minori.
Daniele Fabbri non fa alcuna eccezione per la mia memoria malata ma ha, per un giornalista, quella apprezzabile qualità che si chiama versatilità. E’ quel genere di artista del quale si potrebbe parlare per ore, perché è artista in molti modi diversi.  E’ quel tipo di artista che non si esalta per gli applausi, cioè li apprezza ma si esalta solo per quelli a marchio doc. E’ un artista ma non è innamorato di se stesso. Cioè, lo è, ma con lucidità. E’ un artista che ti fa venire voglia di esserlo. Perché sembra dare una consuetudine all’eccezionalità.
Informatico, attore, giornalista, fumettista, ballerino (solo a volte), comedian. Daniele Fabbri non si fa mancare nulla. E non ci fa, mancare nulla. L’uomo che ha coniato il concetto di ‘bestemmia sostenibile’ è autore (con Stefano Antonucci) di ‘Cruci Fiction Tour’, fumetto maleducato e irrinunciabile edito da Made in Kina (questo l’indirizzo per leggerne le prime pagine http://edizionimadeinkina.blogspot.it/p/pubblicazioni.html , ndr), si esibisce come mimo e scarica molti suoi talenti sul palco di Satiriasi. E’ molto di più di un comico quello che si esibisce alla Locanda Atlantide. C’è molto della sua formazione di attore nei suoi monologhi. Sembra quasi scontato dire che un attore, sul palco, faccia l’attore. Ma una delle caratteristiche della Stand Up Comedy è proprio quella di spogliarsi dei personaggi e interpretare soltanto il testo. Il confine è sottile. Daniele Fabbri è proprio in bilico su quel confine ma senza sbavature d’equilibrio.

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Tiene in pugno tempi scenici, espressione e pubblico, senza balbuzie. Mi stupisce settimana dopo settimana come questi artisti, di natura così diversa, tengano quel palco senza imbarazzi. Lo dico perché è nella natura umana sentire l’applauso prima e inciampare in un gradino. Loro, non inciampano mai. Sospetto che ci sia molto di Filippo Giardina in questa capacità di leggere molti applausi in un applauso solo. E’ un attimo, per il pubblico, passare dall’entusiasmo per la fine di un pezzo, all’entusiasmo per l’inizio di un altro. Quell’attimo è il momento fermo in cui ancora non sai chi sarà il prossimo a salire sul palco. Daniele Fabbri è uno che su quel palco ti mette a tuo agio. Sembra un errore, non lo è. Lui è uno che si addentra nelle cose con quella spontanea eccitazione di chi sa godersi il momento. E’ bravissimo in questo. E tu, ti sbraghi. Così, quando il suo cinismo si manifesta, ti prende in contropiede. Ti sorprende come un estraneo in casa mentre esci nudo dalla doccia. Devastante. Per questo ridi. Perché se ci pensi, è peggio. Molto molto cattivo nel suo modo di essere comedian.

Ed è troppe cose insieme Daniele Fabbri perché, incontrandolo, non si senta il peso di questa sua versatilità. E’ come se dal concentrato di tutto quello che fa, mostrasse la crusca di tutto quello che è. Talento, suppongo. Ma non solo talento artistico. Penso si chiami talento di vivere.

Eppure, come tutte le persone che sanno fare molto, confessa di avere –per usare un eufemismo- del risentimento verso se stesso, per quel poco che non sa fare. Il margine. La parte mancante. Come si dice, non si può arrivare lontano di pochi passi se non si mira almeno alla Luna. E magari alla Luna non ci arriverà neanche lui, ma è un po’ come Dalì, Daniele Fabbri, uno che non si lascia imbarazzare dal pensiero della perfezione.

INFO:

Satiriasi – Stand Up Comedy
Lunedì 4 febbraio 2013
Locanda Atlantide, via dei Lucani - Roma

  1. 1 Comment(s)

  2. By credit sans justificatif salaire on Giu 21, 2016 | Reply

    WOW just what I was searching for. Came here by searching for fotografia
    rullo

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