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24 Mar 2013

Crisi: effetti collaterali. Dalla ribollita all’abigeato. E a Pasqua chi salverà Nonna Papera?

nonna-papera.gif ‘No facio mai piu’. Dio benedice voi e vostri animali bravi. Grazie e perdona’.  

di  PierLuigi Massimo Puglisi -

Il biglietto e’ stato trovato ieri nel giardino di un abitazione di Igea Marina (Rimini) dopo un furto. Sono stati rubati patate, cartoni d’acqua, mele, uova dal pollaio e, dallo stendino per asciugare i panni, mutande e magliette dei figli dei padroni di casa. Dall’abitazione non e’ stato invece portato via nulla.

Intanto yougurt, pane, biscotti e conserva di pomodoro, sempre di più si fanno in casa. Tradizioni familiari e forme di risparmio che ritornano, come il baratto. Anche per crescente necessità si attuano pratiche di decrescita e  ritorno alla saggezza antica che dice: “il primo guadagno è il risparmio”.

Certe ritorni sono cosa nobile e buona come la Ribollita, minestra toscana squisita fatta con pane raffermo e altre semplicità segrete dell’orto di casa, o ritorni fatti per passione e per forza, come i mercatini degli hobbysti: finito l’oro e l’argento svenduti a prezzo di squaglio, le famiglie vanno a vendersi i vecchi comodini che erano in soffitta

Reazioni al disagio dilagante che attraversa l’intera società.

Poi un grosso negozio di elettrodomestici fa una vendita promozionale, la  pubblicizza a dovere, ci vai e rischi di trovarti in mezzo ad un vero e proprio assalto che evoca quello manzoniano al forno del pane, con tanto di feriti. Oggi si chiama esproprio proletario, ma sa di antico. Di nuovo c’è che vedi il filmato.

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E tornano altri antichi reati, tanto desueti che i giovani non ne conoscono nemmeno il nome: per esempio l’ABIGEATO, il furto di animali, gravissimo in antico tanto che era punito con speciale rigore.

Ma nel villaggio globale ci si modernizza: rubare un maiale è complicato, e poi perché rubare un maiale? Meglio rubare direttamente il prosciutto o il salame. Giusto.

Sulla stessa logica, perché in inventare una fontana? Basta prendere un orinatoio, rovesciarlo e cambiargli nome, vedi Duchamp 1917. Tanto ha fatto scuola che la nostra politica l’ha applicata al Finanziamento pubblico dei partiti, che è bastato rinominarlo come un qualsiasi file e chiamarlo Contributo per cuccarsi i soldi per altri 20 anni.

E oggi perché comprarsi un giovane albero di pere? Basta andare in campagna, dove ci sarà pure chi ne ha piantato uno, sradicarlo e portarselo via. 

Se poi c’è anche una palma di 3 o 4 metri meglio, sono soldi.

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E il parmigiano? E’ notizia di qualche giorno fa che per più di un anno dal banco frigo di un supermercato di Rubiera ogni giorno sono sparite quattro punte di Parmigiano Reggiano da circa un chilo. A rubarle, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, due ragazzini di 17 e 18 anni. Risultato: in un anno si sono portati via più o meno una tonnellata di Parmigiano,  l‘equivalente di 20/25 forme, con un danno di 20mila euro per la Coop del paese.

Paradosso: hanno agito quotidianamente, uno stillicidio, come agisce il canone di noleggio di un contatore, che non puoi acquistarlo e continua a ciucciare all’infinito.

E polli, galline, tacchini e papere? Se non ti organizzi e gli fai la guardia spariscono, perché  l’abigeato, reato che si riteneva estinto come certe epidemie, è ritornato alla grande.  

Del resto fuori tempo sembravano  anche i banchi pegni, i monti di pietà, che invece assieme ai compro-oro hanno riaperto negli ultimi anni e fatto affari.. E qui i cittadini hanno capito che se l’orologio o la catenina te li puoi vendere, il cellulare invece proprio non lo vogliono, ossia il segno è stato anche quello che nei tempi buoni devi comprare beni durevoli, e non consumismo.

Un po’ di  cifre  spiegano in maniera chiara l’entità del fenomeno: nelle festività di fine anno è salito alla cifra record di 689 milioni di euro il valore dei prodotti, alimentari e non, rubati nei supermercati. Scusate se è poco.

Cosa si ruba?

Dai salami ai carciofi, dalle arance alle mimose, dalla legna da ardere a polli, papere e  tacchini, fino addirittura ai vasi di fiori  e le statuette del cimitero.

Con la crisi è boom di piccoli furti messi a segno per soddisfare anche i più elementari bisogni e le più tradizionali abitudini. Ovvio però che non si parla solo di bisogni, se consideri il rame, che sparisce dai cantieri, con l’aggiunta delle grondaie dalle case coloniche, da cui già negli anni scorsi sparivano i vecchi pavimenti e tegole antiche in cotto (grazie alle prescrizioni  delle soprintendenze che obbligavano per un restauro della colonica “a procurarsele” in qualche modo), e poi i camini, persino le pietre.

Ma non basta: piante da frutto e ornamentali, olivi e palme, semplicemente sterrate e portate via. E in questo ruba ruba - e qui la fame non c’entra proprio niente - da qualche centro storico della civilissima Toscana, Arezzo per esempio, sparivano prima le piante dalle fioriere dei negozi, poi anche le stesse fioriere, se è vero come è vero, che i commercianti del centro ormai le incatenano di giorno e spostano all’interno del negozio di notte. Telecamere di protezione? Neanche a parlarne, con quel poco di tasse che pagano i cittadini, i soldi certo che non si sono trovati. Di promesse invece tante.

Ma torniamo alle campagne: tanto la cosa è seria che Coldiretti chiede un rafforzamento  dell’attivita’  di controllo delle forze dell’ordine sul territorio.

Numerose segnalazioni - continua la Coldiretti - confermano il ritorno dei ladri di polli come in un piccolo allevamento nella zona di Voghera in provincia di Pavia dove scompaiono ripetutamente le galline o nell’agriturismo Sant’Anna a Paese in provincia di Treviso dove sono stati rubati due tacchini e un gallo mentre sei tacchini sono stati fatti sparire in un allevamento a Ferrara”. Tra i prodotti di stagione, in provincia di Palermo i carabinieri hanno arrestato due persone impegnate a rubare carciofi in un’azienda agricola, e un pregiudicato di 36 anni, nel Veneto è stato trovato con decine di salumi sotto il letto. Anche le arance vanno letteralmente a ruba in questi primi mesi del 2013. Sventati furti in agrumeto a Noto (Siracusa) ad Acate (Ragusa), a Ramacca (Catania) e ancora nelle campagne di Siracusa.

I nuovi ladri colpiscono indistintamente tutte le produzioni commestibili presenti in campo con i furti che avvengono preferibilmente di notte e oltre alle perdite provocate dalla sottrazione dei prodotti provocano spesso anche danni alle strutture e alle coltivazioni in campo.

Insomma ” Francia o Spagna, purchè se magna”

La Coldiretti chiede quindi un rafforzamento dell’attività di controllo delle forze dell’ordine sul territorio anche per le festività della Pasqua in cui è facile prevedere il ritorno dell’abigeato con furti nei greggi di pecore e agnelli.

Oltre ai prodotti agricoli - sottolinea Coldiretti - vengono però rubati anche gli alberi: è il caso di due ulivi secolari nei comuni di Galatina (Lecce) e Paolo Del Colle (Bari), e alcune piante di faggio all’interno del Parco naturale regionale delle Serre (Vibo Valentia).,

Naturalmente non solo lì

Intanto la crisi economica sta coinvolgendo ogni settore senza risparmiare, anche quello del sesso, con una diminuzione effettiva dell’acquisto di condom. E difatti secondo una rilevazione statistica sui consumi delle famiglie condotta in novembre per conto di Contribuenti.it, il consumo dei condom nell’ultimo anno è diminuito dell’11,2%. Per curiosità,  punte record del 13% nelle città di Venezia, Napoli, Milano, Genova e Roma. Bisognerebbe indagare perchè in quelle città la media è più alta.

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Fino a qualche tempo fa  quando si interpretava  il senso di certi dipinti del ‘600, il classico Pastore con armenti. si riteneva che questi dipinti fossero soprattutto un richiamo alle meraviglie della vita Bucolica, da Pastore Arcade,  ma oggi a guardarli meglio, si capisce che non c’è solo questo. E che le nature morte seicentesche non  narrano solo  le meraviglie della natura e cosa cresce sui campi, ma anche, implicitamente ciò che riesco a portare fino alla mia tavola, senza farmelo portar via.

Da grandine e gelate, da gabellieri e  rubagalline.

Nel ritorno all’antico, i Gabellieri si credono onnipotenti, e i rubagalline degli impuniti.

Si torna all’antico, e va bene, ma con la Pasqua in arrivo, chi difenderà Nonna Papera?

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