Testata di informazione sul mercato dell'arte e la cultura
Direttore Paolo Vannini - Direttore Editoriale Pierluigi Massimo Puglisi

Articoli News Spettacolo Restauro Design Fotografia Antiquari, Gallerie e Musei Attenzione prego
Aste Europee Aste Italiane Aste Extra Europee Aste Press&Top Lots Libri e Riviste

11 Gen 2014

Quindici pietre per ricordare. Torna Memorie d’Inciampo a Roma.

cop-memorie.gif Da lunedì 13 gennaio prende il via la quinta edizione di “Memorie d’Inciampo”  a Roma, a cura di Adachiara Zevi. Gunter Demning ancora una volta in Italia per posare 15 Stolperstein in memoria dei deportati politici e razziali.

di Lucrezia Alessia Ricciardi -

Silenzioso e chino, si sente solo il rumore della piccozza che lo aiuta a togliere un semplice sampietrino dalla strada. Giacca pesante verde, pantaloni semplici, scarponi. Sembra un artigiano.

Intorno c’è un grande silenzio, qualcuno piange mentre racconta qualcosa.

Prende un sampietrino con una lastra di ottone, lo scarta delicatamente dal panno che lo avvolge. Sopra un nome una data di nascita e spesso la parola “assassinato”.

Ecco, questo è quello che succede sovente quando Gunter Demning posa uno Stolperstein. I parenti, le persone comuni. Sembra quasi un funerale postumo, quando quel silenzio e quel dolore restano a galleggiare sospesi nell’aria, mentre gli addetti chiudono la salma all’interno del loculo. I rumori sono gli stessi, ferro, pietra, cemento. Solo che qui non ci sono corpi, solo che non siamo in un cimitero. Siamo per strada. A Roma. E lui non è un operaio addetto alla sepoltura ma un artista tedesco che ha dedicato la sua vita alla Memoria di chi da quelle case è uscito per non tornare più.

Le persone che piangono sono gli eredi di quella memoria. Il dolore raccontato con un misto di dignità e rabbia. Come ha fatto la signora Giulia Spizzichino anni fa, quando posò tantissimi Stolperstein per la sua famiglia: 26 persone uccise fra le Fosse Ardeatine (di cui a marzo si ricorderanno i settant’anni) e Auschwitz. La sua è stata una vita complicata. Ma è grazie a lei che il processo contro Priebke poté prendere il via, fu lei a promuoverne l’estradizione.

Antimonumentali, semplici, sono nati dalla rabbia per la negazione della razzia di mille sinti a Colonia nel 1933. Arrivano in tutta Europa, tranne in Francia, a Monaco e Anversa dove le autorizzazioni vengono negate; vengono accuditi dai cittadini come è successo a Berlino durante l’anniversario della Notte dei Cristalli (e come si spera, e si chiede all’assessore Flavia Barca, possa succedere anche a Roma) gli Stolperstein sono incaplestabili e fortissimi. Non è possibile non commuoversi, non è possibile non comprenderne il significato forte, posti davanti l’uscio di casa, quel posto che ci sembra inviolabile e che non lo è stato per chi andava rastrellando le case. Sono una memoria per chi quelle persone le ha vendute per poche lire. Non si può negare quello che è successo, non si può non percepire la strana e simile atmosfera che lega il nostro passato più recente con quello che oggi succede.

L’odio razziale, politico, religioso c’è.

Ecco che allora le Pietre d’inciampo hanno anche una validità contemporanea.

Le parole di Adachiara Zevi arrivano forti, precise, sono ascoltate per la prima volta anche da un membro ufficiale (e fisico) del Comune di Roma.

Città che ancora fa i conti con quello che è avvenuto sabato 16 ottobre del 1943 con il rastrellamento del Ghetto (fra le 5:30 e le 14:00 vennero portate via 689 donne, 363 uomini, 207 bambini. Tornarono solo in 16, solo due ancora in vita) e che ha mal tollerato le Stolperstein, imbrattate o addirittura rimosse, come se ci fosse ancora qualcuno incapace di credere all’orrore dei campi (per fortuna a fine 2014 arriveranno le immagini di Alfred Hitchcok “Memory of the Camp” girate ad Auschwitz e Dachau, recuperate nel 1980 e riscoperte grazie all’Imperial War Museum di Londra), un gesto quasi a voler cancellare la memoria di chi nei campi c’è finito perché rom, ebreo, omosessuale o politicamente avverso.

40.000 pietre. 40.000 funerali silenzioni. 40.000 persone. Una goccia di dolore, perché il progetto di Denming è utopistico e irrealizzabile da un solo uomo, ma unico e incredibilmente forte per tutti noi.

inciampo-2010_04.jpeg inciampo-2010_06.jpeg inciampo-2010_11.jpg inciampo-2011_02.jpg

inciampo-2011_03.jpg inciampo-2011_07.jpg inciampo-2011_11.jpg inciampo-2011_08.jpg

Quest’anno verranno ricordati:


 - lunedì 13, dalle ore 12: Jean Bourdet e Paskala Blesevic (deportati politici, davanti al Carcere Regina Coeli a via della Lungara ore 12), Alberto Di Giacomo (Via di Valle Aurelia, ore 10) Settimio Spagnoletto, (Via della Reginella ore 14:30);  Marco Sciunnach, Settimio Schiunnach, Rosa Spagnoletto in Schiunnach, (Via Sant’Ambrogio 23, ore 15:15); Lazzaro Di Porto (Via Marmorata 169, ore 16:15)

- martedì 14, dalle ore 10: Dante Calò (via Marianna Dionigi 17, ore 10:00)  Gino Pace, Sergio Pace, Fernanda Piazza, Emma Seppilli, Gisella Grego (via Piramide Cestia 21, ore 11)  Alberto Pascucci (via Venezia 14, ore 12)

Per vedere tutte le Stolperstein posate

http://www.arteinmemoria.com/memoriedinciampo/sanpietrini.htm

Per informazioni:

http://www.ucei.it/giornodellamemoria/

http://www.memoriedinciampo.it/

http://www.arteinmemoria.it/home.htm

inciampo-2013_01.jpg inciampo-2013_07.jpg inciampo-2013_12.jpg inciampo-2013_14.jpg

Lascia un commento