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10 Feb 2016

Milano. Kengiro Azuma, l’armonia degli opposti

L’Associazione Culturale Renzo Cortina celebra con una mostra i 90 anni del Maestro Kengiro Azuma, scultore e pittore giapponese, italiano di adozione, che ha infuso nelle sue opere e nella sua vita tutta la spiritualità Zen della sua tradizione.

di Vittorio Schieroni

Kengiro AzumaKengiro Azuma, MU-765P, 1980, bronzo, 60×30x30 cmKengiro Azuma, MU-27, 1961, bronzo, 63×59x2 cm, foto Osamu MuraiKengiro Azuma, MU - IMA I, 2007, bronzo, 94×67x4 cm

Quella di Kengiro Azuma è una figura ricca di fascino, a cui ho sempre guardato con profonda ammirazione, con lo sguardo del curatore, del collezionista, ma soprattutto con quello dell’amante dell’arte. Nella produzione artistica del Maestro giapponese regnano la poesia, la calma, il silenzio. Nelle sue sculture, come nelle opere pittoriche, riscontriamo un insieme armonico di forme, segni e geometrie, un perfetto equilibrio tra gli opposti, il naturale e l’artificiale, i pieni e i vuoti, la sostanza della materia e ciò che non si può vedere a occhio nudo: l’aspetto invisibile del reale. Proprio il rapporto tra i pieni e i vuoti dà nome alla mostra MU - YU inaugurata ieri, martedì 9 febbraio, negli spazi dell’Associazione Culturale Renzo Cortina in Via Mac Mahon a Milano, dove è esposta una selezione di lavori del Maestro realizzati a partire dai primi anni ’60, con sculture in bronzo, oli su tela e disegni a matita su carta o legno.

Il destino di Azuma, nato nel 1926 a Yamagata in una famiglia di artigiani del bronzo che produceva campane per templi, sembrava destinato a compiersi con il suicidio come pilota-kamikaze, ma la fine della seconda guerra mondiale cambiò radicalmente una sorte che sembrava già scritta; la profonda crisi esistenziale seguita alla sconfitta del Giappone lo portò ad avvicinarsi all’arte e nel 1956 ad approdare in Italia per diventare allievo di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in seguito suo assistente. La sua arte è divenuta nel corso del tempo una fusione tra il pensiero Zen e la lezione di Marino Marini e Lucio Fontana, le due figure in cui ha ricercato dei punti di riferimento prima di raggiungere un proprio linguaggio espressivo.

La mostra da Cortina Arte, a cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina, diventa occasione per celebrare i 90 anni di Kengiro Azuma, un artista a cavallo tra due culture che è riuscito a trovare una convergenza tra le proprie radici orientali e la cultura europea, un percorso di ricerca che ha fatto di lui un grande Maestro della contemporaneità.

Kengiro Azuma, MU-75P, 1975, bronzo, 42×67x32 cmCortina Arte - Allestimento

Cortina ArteCortina Arte

Kengiro Azuma. MU - YU il vuoto e il pieno
A cura di Susanne Capolongo e Stefano Cortina
Associazione Culturale Renzo Cortina, Via Mac Mahon 14/7, Milano
9 febbraio-12 marzo 2016
Orari: lunedì 16.30-19.30, martedì-sabato ore 10-19.30
Informazioni: www.cortinaarte.it, artecortina@artecortina.it, 02.33607236

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