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5 Apr 2018

Pavia. Giovanni Manzo e l’Impressionismo contemporaneo

Giovanni Manzo

Dal 7 aprile al 21 Aprile 2018 Libreria Edizioni Cardano a Pavia presenta la mostra personale dell’artista napoletano “Giovanni Manzo e l’Impressionismo contemporaneo”

Sarà la prestigiosa e storica libreria pavese a presentare la mostra personale dell’artista napoletano Giovanni Manzo e l’originale stile pittorico che l’artista ama chiamare Impressionismo contemporaneo.
In libreria verranno presentati una ventina di lavori ad olio e acrilico di piccole e medie dimensioni, tra i quali alcuni quadri che fanno parte della nuova produzione.
“Ho accolto con entusiasmo l’idea dell’editore Fausto Pellegrin di presentare i miei lavori nella sua prestigiosa libreria. Il connubio cultura e arte è perfetto per introdurre al pubblico alcuni nuovi quadri dove la figurazione appare ancora più sintetica rispetto a quella precedente” dice Giovanni Manzo.

L’“Impressionismo contemporaneo” è il genere pittorico concepito dall’artista Giovanni Manzo al fine di catalogare il suo personale modo di figurare. Anche se i primi quadri videro la luce agli inizi del 2000, già molto tempo prima l’artista amava così descrivere il suo lavoro.

Fotografia, grafica e pittura sono i cardini fondamentali attraverso i quali l’artista esprime il suo originale modo di figurare. E’ un lavoro ispirato alla relatività dei punti di vista con i quali l’uomo contemporaneo interpreta il mondo e le sue problematiche.

“Ciò che può sembrare astratto non è altro che un piccolo pezzo di un disegno più grande” dice Giovanni Manzo “e ciò che da lontano può sembrare perfetto, da vicino è in realtà incomprensibile”

La necessità artistica del pittore è quella di ridare al mondo, attraverso questa nuova tecnica, nuove forme, diversi punti di vista e contemporaneità. Le immagini dei quadri di Giovanni Manzo sembrano perfette viste da lontano e astratte quanto più lo spettatore si avvicina. Linee, punti, quadri determinano movimento, luce, forme.

BIOGRAFIA
Giovanni MANZO è nato nel 1966 a Napoli dove vive e lavora.
Pittore riconosciuto in Italia ed all’estero per la sua pittura innovativa che fonde armoniosamente tre tecniche dell’arte: fotografia, grafica e pittura . I suoi oli su tela in bianco, nero e varie tonalità di grigio sono un omaggio alla fotografia d’autore; la grafica conferisce all’immagine la contemporaneità e la modernità, mentre la pittura la rende umana in una visione romantica che appartiene alla storia della cultura napoletana. Napoli è la città che predilige dipingere rivisitandola in chiave moderna come mai nessun artista aveva intuito prima. La tecnica adottata segna un punto di rottura con la figurazione tradizionale napoletana e rende moderne e suggestive le strade più caratteristiche e storiche della città, proiettandola, così, nel mondo in una visione del tutto nuova. Il profondo senso di appartenenza del pittore a Napoli rende necessario, infatti, un nuovo modo di descriverla per rilanciarla culturalmente nel mondo, attraverso la documentazione storica di scene reali che accadono quotidianamente in città, cogliendone appieno la verità e la antichissima storia delle architetture. In ogni tela il movimento è espresso dalla naturalezza dei personaggi e delle cose; la città è colta di sorpresa dallo scatto fotografico esprimendo ciò che, erroneamente, potrebbe sembrare “caos“, ma che è in realtà il cuore e la storia di una delle più antiche città del mondo.

ESTRATTO CRITICO
L’opera rappresenta scorci metropolitani , la semplice verità del quotidiano, la concretezza della vita cittadina nei suoi banali, ripetuti e, talvolta, inconsapevoli gesti.
E’ un lavoro sugli opposti: il bello di un edificio, di una pavimentazione stradale storica, di un porto marittimo, di una cattedrale e il brutto di un insegna, di un tetto abbruttito da un mucchio di antenne selvagge, del traffico automobilistico; il grande di una metropoli vista dall’alto ed il piccolo di un tipico vicolo napoletano; l’esterno di un borgo marinaro , di un lungomare assolato e l‘ interno di un basso spiato, della vita familiare su un balcone.Il bianco ed il nero. Tutto è contrasto: luce ed ombra. Ma, tutto è uniformato, proprio dal bianco e nero. Utilizzare il colore è scelta sociologica, perché rivela la cruda realtà, invece, il non colore, il bianco e nero, che tutto uniforma, è lirica, da un tocco assorto e poetico alla realtà del contesto urbano, del vicolo: elimina ogni contrasto sociale e storico, in una armonia di colore, forma e azioni. La drammatica verità del quotidiano, la concretezza della vita brulicante della città, dei suoi quartieri storici e popolari, nei suoi lividi contorni, danno un ruolo, conferiscono una identità ad ogni personaggio, una storia ad ogni figura rappresentata, nell’attimo stesso in cui riproposta sulla tela viene “fissata”; un armonia all’insieme …]
[…L’artista sembra cogliere attraverso l’immagine pregi e difetti della società, ma superando l’arte della provocazione o della delusione riesce a costruire una poetica nuova della realtà della sua città.L’approccio dell’artista rimane quello di un paesaggista tradizionale. Le tele sembrano iper realista senza esserlo. Il ritorno al paesaggio napoletano mostra l’anima della città: la bellezza paesaggistica e storica e l’atmosfera metropolitana si sono fuse dando un immagine nuova …]. Anna Faraci

Libreria Edizioni Cardano
Via Cardano, 48/52
27100 Pavia
+39 0382 23377
info@cardano.it
www.cardano.it

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