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20 Mag 2008

1993, Qui è sempre antiquariato

 Da Espressione, Italia ed oltre, anno III, Firenze, periodico trimestrale. settembre 1993, pagg. 145-150

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L’antica via Cassia, proveniente da Chiusi, passava da Arezzo e metteva , in comunicazione la nascente cultura latina con quella etrusca.

Arezzo può vantare, dunque, lonta­nissime origini come centro di incontro di uomini e di culture e come punto di scambio di merci; niente di strano quindi se nel lontano 1969, maturò nella fervida e geniale mente di Ivan Bruschi l’idea di organizzare un mer­cato all’ aperto di antiquariato, per le storiche strade del centro di questa città, permeata dalla passione per i pezzi d’epoca, tanto che numerosi sono anche gli operatori. E qui ne facciamo una breve rassegna. L’iniziativa, a quei tempi un po’ pionieristica, piacque subito a tutti e a tutti venne il desiderio di collaborare. Una intera città si mise a “ruotare” intorno ad un mer­cato. Cosa c’è di più sano e naturale al mondo?

Oggi, a distanza di 25 anni, quello “scherzo” di Ivan, è una realtà economica che non ha pari in Italia, e forse nel mondo: può vantare di avere fino a 500 espositori ogni mese. Su queste eterogenee bancarel­le oramai si può trovare veramente tutto, dalle lamet­te da barba per collezione ai quadri di valore; dai mobili antichi alle scatole di sigaro di legno; la fama di questa “fiera” ha raggiunto e varcato i confini d’Italia e oggi non c’è più nessuno che non ne abbia sentito parlare. Tra l’altro, ed è storia vera, tempo fa un ap­passionato acquistò un quadro: scoprì, poi, che era un Gauguin autentico.

I due giorni di Arezzo, tale è la durata della manife­stazione, riuniscono una quantità infinita di mercanti, collezionisti, compratori, amatori, artisti e curiosi e sono caratterizzati da un continuo e pulsante viavai di persone che comprano, barattano, vendono e scambiano merci, oggetti e quant’ altro rientra nella categoria specifica della voce “antiquario”. Dall’ alba del sabato, fino alle ultimi luci della domenica (la prima di ogni mese), gli instancabili visitatori percor­rono chilometri e chilometri di strade e vicoli fra banchi e negozi alla ricerca dell’oggetto più raro o di quello più prezioso, mentre i valenti antiquari e com­mercianti fanno a gara ad esporre i loro pezzi più bel­li e più prestigiosi.

Così è la vita ad Arezzo, ogni fine settimana, di ogni primo del mese di ogni anno da venticinque anni. E allora, miei cari, si potrebbe anche dire: “Lo è da sempre!” .

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