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23 Mag 2008

1997, Antiquaria, nuovo ente per la Fiera proposto dai commercianti

La Nazione, 05 gennaio 1997, di Piero Scortecci Piove sulla Fiera. Piove a catinelle. I meteorologi dell’Aeronautica ormai vanno a colpo sicuro, ogni volta che in calendario c’è la Fiera Antiquaria annunciano senza tentennamenti bassa pressione e piogge insistenti. Prima di mettere mano alla riorganizzazione della manifestazione aretina, che pure ne ha bisogno, sarebbe bene scambiare due parole con Giove Pluvio e chiarire che così non si può andare avanti.

Ma i nuvoloni che si addensano su piazza Grande e dintorni, non sono l’unico problema che pesa sull’appuntamento con l’Antiquariato aretino. C’è ben altro.

Trent’anni non sono uno scherzo. Passano in un baleno ma lasciano sulla pelle rughe e acciacchi a non finire. E’ così anche per la creatura di Ivan Bruschi: è cresciuta, ha fatto scintille, soprattutto ha generato uno stuolo di antiquari, di restauratori e tanti interessi che girano attorno all’appuntamento con la prima domenica del mese.

Ora, è tempo di oliare gli ingranaggi che hanno fatto funzionare, quasi per miracolo, un’iniziativa scopiazzata da mezza Italia. Questo hanno detto papale papale, gli operatori al primo cittadino, che li ha ricevuti a Palazzo dei Priori.

“E’ tempo di rilanciare la Fiera - hanno annunciato gli antiquari al sindaco Ricci - ma per ottenere questo risultato occorre ripartire da zero, cioè dalla individuazione dell’Ente di governo. Fino ad ora, la manifestazione si è scontrata con una serie di difficoltà insormontabili, prima fra tutte, la carenza di finanziamenti”.

Già, un progetto così importante per la città ha camminato a tentoni privo di finanziamenti e di interventi pubblici o privati.

Le poche lire a disposizione, per esempio, non hanno mai consentito di far decollare una campagna promozionale degna di questo nome.

Gli antiquari aretini hanno proposto al sindaco Ricci di dar vita ad un nuovo ente di gestione, composto da privati e soggetti pubblici. Per la parte pubblica è prevista la presenza del Comune, della Camera di Commercio, Azienda di promozione turistica, Provincia, Centro Affari,  Sovrintendenza ai beni ambientali, artistici e storici. Per la parte privata, la categoria apre la porta a uno o più istituti di credito, all’organizzazione rappresentativa degli antiquari, degli espositori, dei restauratori, dell’associazione per il centro storico.

Una partecipazione così ampia consente di raggranellare entrate adeguate e alimentare un fondo con una percentuale degli introiti acquisiti dalla Fiera, tassa per l’uso del suolo pubblico, autorizzazioni eccetera.

“Il nuovo ente di gestione - hanno chiarito i rappresentanti della categoria - dovrà essere una struttura snella, altamente manageriale e in grado di assolvere agli impegni promozionali. Inoltre dovrà verificare l’attuazione del regolamento e dei controlli qualitativi sulle opere esposte in piazza Vasari.”

La proposta, presentata dal sindacato degli antiquari, è stata accolta con interesse dal sindaco, il quale tuttavia si è riservato una più attenta valutazione.

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