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1 Giu 2008

1998 luglio, Le ragioni della protesta

 Quando come e perchè i banchi della Fiera Antiquaria di Arezzo fecero una breve serrata. Accadde  nel luglio del 1998. 

Tratto da Il Mercante d’arte, n.0, luglio 1998, pag.4,

Di Francesco Paolo Epico

Tolta una fila di banchi sotto le Logge Vasari, tolta Via Borgunto e sistema delle graduatorie: questi i motivi delle contestazioni. Ma al fondo emergono anche altri e più vecchi problemi irrisolti.

La protesta degli espositori, per quanto è possibile capi­re, si articola su punti speci­fici, però ferma restando la divisione in due zone mer­ceologiche, di cui tutti or­mai paiono convinti, con la sola eccezione, a questo punto, chiara ed esplicita di Confesercenti (leggere in proposito l’intervento del suo Presidente Frisone), che vorrebbe «una Fiera a mac­chia di leopardo» (cioè con le cose nuove sparse a caso insieme a quelle antiche, co­me ora), e che sostiene che «in una diversa domenica del mese si potrà organizza­re una seconda fiera più te­matica, dedicata all’antiqua­riato…»

Tentiamo di riassumere qui i punti specifici della protesta del mese scorso.

Logge Vasari: è stata tolta una fila di banchi dalla par­te del muro, per motivi che L’ Assessore Lani meglio ci spiega a pagina 3, ma che comunque vanno ricondotte ad una maggiore razionalità espositiva e sicurezza. vedi ndr 1

Gli espositori hanno osservato subito, però, che sotto le Logge Vasari non passano ambulanze e quindi sostan­zialmente, non hanno condi­viso la sparizione di una lunga fila di comodi banchi.

Il Mercante osserva che: di fronte alla sicurezza, non solo sotto le Logge, ma in tutta l’Antiquaria, conviene che tutti facciano un passo indietro: è un bene irrinun­ciabile per i visitatori, per i residenti e per gli stessi espositori.

E poiché ritenia­mo si sia almeno tentato di affrontare il problema in modo concreto e non astrat­to, ci permettiamo di chie­derci cosa accadrà se lo spa­zio liberato dalla parte del muro, venisse in seguito oc­cupato dagli abusivi. Ci au­guriamo che non si faccia finta di ignorare che, ad ogni edizione, la nostra An­tiquaria subisce una piccola invasione di questo tipo, in­vasione che c’è di fatto, non ufficialmente.

Si provino ad immaginare le conseguenze, le reazioni degli espositori. Quindi, concretamente, se quel lato delle Logge deve essere utilizzato perché il pubblico possa fluire meglio e sgombrato dai banchi, lo sia per tutti.

Via Borgunto: è stata can­cellata dalla mappa della Antiquaria nonostante il pa­rere negativo del Comitato Tecnico, e nonostante vi si aprano durante l’Antiquaria, una decina di botteghe, tutte di antiquariato, alcun correttivo da por­tare, anche perché, concre­tamente, non c’è zona anti­quaria più facile dove una offerta antiquaria c’è già, come in questa strada.

Oltretutto è da notare che in Borgunto ci sono soltanto antiquari e restauratori: nessun’ altra attività ha avuto il coraggio di investirci, boni­ficando fondi abbandonati e fatiscenti. Sarebbe il caso di premiarli, almeno assegnan­do Via Borgunto a chi si presenta per la spunta. Basterebbero pochi banchi all’inizio e la strada, durante la Fiera, prenderebbe più vi­ta come merita.

Oppure si dia la possibilità ai negozi e magazzini di portare e delle quali, oltretutto, restano aperte per tutto il mese. II Mercante osserva che: fare una piantina che dimen­siona e razionalizza la Fiera è una operazione complessa che ha certamente bisogno di correttivi, e quello di Bor­gunto è un  fuori le loro merci, in modo che dal­la Piazza Grande si vedano.

Sulle altre strade: si tratta di recuperare dei posti in al­cuni punti, senza che nessuno si senta sconfitto.

La razionalizzazione non deve essere un diktat di nes­suno, questo è razionale. Infine osserviamo che la piantina Lani andrebbe vista con minore ostilità e pre­concetti, visto che il tempo per fare gli opportuni ritoc­chi c’è.

Le graduatorie: finiscono per essere il problema più delicato, al punto che «Il Mercante» vi ha dedicato una nota più ampia.

Certa­mente chi è presente da più di dieci anni, si sente pena­lizzato dall’applicazione dell’art. 6 del Regolamento. Ma di buono c’è almeno che finalmente i posti si asse­gnano secondo norme di legge e non di altro. Le ac­cuse all’Ufficio Fiere e Mer­cati, che all’uscita de «Il Mercante» dovrebbe aver già rese pubbliche tanto le graduatorie che le assegna­zioni, sono infondate. L’Uf­ficio ha svolto un lavoro complesso e faticoso, in tempi stretti. C’è poi chi può rimpiangere il sistema pre­cedente, in cui la chiarezza sulle assegnazioni non era  troppa.

Il Mercante osserva che:

un passo verso la legalità è positivo e andava fatto. C’è poi la questione che se l’os­servanza della legalità è sol­tanto formale e non sostan­ziale, rischia di diventare una presa in giro: ossia , de­vono poi seguire i control­li.

Ma guardando al proble­ma più in generale è chia­ro che il cambiamento in atto sconta molti anni di cattivi rapporti fra le am­ministrazioni, gli esposito­ri e il mondo dell’antiqua­riato e del restauro della città.

Non mancano ancora forse tutti quei servizi (bagni, panchine, illuminazione, altoparlanti etc.) adeguati ad una Antiquaria di grande afflusso e ambizioni? A questi aspetti, a questa An­tiquaria bisogna voler più bene. Il mugugno è diven­tato protesta perché da anni non c’era un buon clima di comprensione e rispetto re­ciproco, che vanno rico­struiti passo passo. Questa Amministrazione, anzi l’in­tero Consiglio Comunale, e tutto l’organismo mollo ar­ticolato che pone mano alla trasformazione hanno ereditato problemi preesistenti, tanti e sta cercando di porvi dei rimedi: nonostante sembri che nulla è cambiato, la trasformazione invece è in atto, ed era, almeno così sembra a noi, l’unica cosa da fare.

 vedi ndr 1: al posto dei banchi oggi ci sono i tavoli dei ristoranti. I camerieri passano con i piatti facendo acrobazie. Il corridoio che resta è un imbuto in cui non si passa. Chiaro che la diffidenza di allora degli espoisitori aveva un serio fonfamento, ma oggi dei motivi di sicurezza accampati allora per togliere una fila di banchi nessuno si ricorda.

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