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24 Lug 2008

Toscana, la proposta di legge Ricci per la valorizzazione delle fiere e mercati antiquari

 Porta la firma del Consigliere Mauro Ricci la Proposta di Legge di Disciplina degli interventi regionali in materia di valorizzazione delle fiere e dei mercati antiquari della Toscana e del commercio di antiquariato in generale.

Presentata il 28 giugno al Convegno di Arezzo e fortemente auspicata dal mondo antiquario non solo toscano, può servire da modello per il rilancio del settore, attraversato non solo in Italia da una forte e perdurante crisi che ormai richiede interventi sempre più urgenti e decisi.

Bozza

Proposta di Legge di Disciplina degli interventi regionali in materia di valorizzazione delle fiere e dei mercati antiquari della Toscana e del commercio di antiquariato in generale

Articolo 1

Oggetto e finalità

La Regione Toscana, nell’ ambito della competenza legislativa riconosciutale dall’ articolo 117 della Costituzione e nel rispetto dell ‘attribuzione delle funzioni amministrative ai Comuni in forza dell’articolo 119, con la presente legge interviene a disciplinare specifici interventi frnalizzati alla valorizzazione delle fiere e dei mercati dell ‘antiquariato organizzati in Toscana ed il commercio dell’ antiquariato in generale svolto nel territorio regionale, riconoscendo nelle une e nell’altro complessivamente uno strumento strategico per la valorizzazione del territorio sotto il profilo turistico per il recupero di manufatti ed opere del passato testimonianza della storia e delle tradizioni locali .

Gli interventi di cui alla presente disciplina non contravvengono alle disposizioni comunitarie in ordine alla concorrenza e sono compatibili con le previsioni dell’articolo 87 del Trattato Costitutivo della Comunità Europea.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente legge:

1) per manufatti ed opere di antiquariato si intendono i beni di cui all’allegato A , lettera A, numeri da 1 a 15 compreso del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’ articolo 10 della legge 61uglio 2002 n. 137);

2) per fiere e mercati antiquari gli eventi rientranti nelle fattispecie previste dalle leggi regionali 31 gennaio 2005 n. 18 (Disciplina del settore fieristico) e 7 febbraio 2005 n. 28 (Codice del Commercio) caratterizzati esclusivamente dall’offerta di manufatti ed opere di antiquariato;

3) per esercizi commerciali di antiquariato, gli esercizi commerciali così come disciplinati dalla normativa vigente in materia di commercio rientranti nella classificazione ISTAT  “Ateco 2002″ contrassegnata dal codice 52.50.2.

Articolo 3

Interventi regionali a sostegno delle fiere e dei mercati dell’antiquariato

La Regione Toscana interviene a favore delle fiere e dei mercati dell’antiquariato di cui alla presente legge prioritariamente coi seguenti interventi:

contributi per l’organizzazione delle fiere e dei mercati dell’antiquariato, destinati ad attività di formazione e comunicazione, ivi compresa la redazione e pubblicazione di cataloghi delle opere e dei manufatti esposti e commercializzati, nonchè la realizzazione di studi e la loro pubblicazione attinenti direttamente o indirettamente alle opere e manufatti medesimi o all’iniziativa fieristica e mercatale se caratterizzata da un radicamento nella storia e nelle tradizioni locali;

1. I contributi per la realizzazione di interventi infrastrutturali, materiali ed immateriali, per l’ottimizzazione dell’allestimento delle fiere e dei mercati dell’ antiquariato, particolarmente sotto il profilo della compatibilità e funzionalità architettonica e logistica dei luoghi e degli stand con il contesto fisico o urbano nei quali essi si realizzano (sia per quanto riguarda luoghi al chiuso che per quanto riguarda spazi all’ aperto), dei collegamenti viari e della gestione della mobilità in generale, nonchè per la loro messa a norma.

2. Beneficiari degli interventi di cui al comma 1 possono essere:

a) enti locali, anche in forma associata, altri enti pubblici anche economici, associazioni, fondazioni od altri enti senza fini di lucro dotati di personalià  giuridica organizzatori di fiere e mercati dell’ antiquariato dotate della qualificazione di cui all’ articolo 7 della legge regionale 31 gennaio 2005 n. 18 (Disciplina del settore fieristico);

b) limitatamente alla fattispecie di cui al comma l lettera a), atenei universitari o singoli studiosi. I contributi sono erogati a condizione che la titolarità dei diritti sull’ opera di studio, ricerca o catalogazione realizzata attraverso tale sostegno entri nell’esclusiva disponibilità commerciale del soggetto organizzatore della fiera o del mercato dell’ antiquariato al quale, direttamente o indirettamente, risulti necessariamente riferibile.

3. Gli interventi di cui al presente articolo trovano disciplina di dettaglio attraverso l’adozione di una specifica deliberazione della Giunta regionale, assunta previa acquisizione del parere vincolante delle commissioni permanenti del Consiglio regionale competenti nei settori del commercio, della cultura e del turismo ed attuazione mediante bandi pubblici emanati con decretazione della competente struttura dirigenziale regionale.

Articolo 4

Interventi regionali a sostegno del commercio dell’antiquariato

Mediante il Piano Regionale di Sviluppo Economico di cui alla legge regionale 200 n. 35 (Interventi regionali in materia di attività produttive) la Regione definisce contenuti e modalità di attuazione di uno specifico protocollo di intesa da sottoscrivere con gli esercizi commerciali di antiquariato così come definiti all’ articolo 2 comma 1 lettera c) o loro associazioni di rappresentanza di categoria o sindacale) della presente legge finalizzato a qualificare l’offerta commerciale di settore anche a garanzia dei consumatori.

Il protocollo è approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione ed è strumento finalizzato a definire:

1) comuni strategie di comunicazione, informazione, marketing e pubblicità degli esercizi tese a rappresentare la serietà e la qualità dell’offerta ed il legame dell’attività commerciali coinvolte coi rispettivi territori;

2) percorsi formativi per i gestori e gli operatori degli esercizi commerciali di antiquariato funzionali a migliorare, anche attraverso l’acquisizione di titoli abilitativi allo svolgimento dell’attività peritale in materia di opere e manufatti di antiquariato, la loro conoscenza della materia e il servizio di consulenza nei confronti della clientela;

3) la costruzione di banche dati comuni riguardo al patrimonio antiquario in disponibilità dei soggetti commerciali coinvolti e posto in vendita, al fine di agevolare la reciproca conoscenza della tipologia di offerta ed intensificare l’attività di consulenza al servizio della clientela;

4) specifici interventi a sostegno degli investimenti degli esercizi commerciali di antiquariato dedicati alla loro qualificazione infrastrutturale, particolarmente in ordine alla compatibilità dei medesimi coi contesti urbani e architettonici di profilo storico rilevante nei quali trovano collocazione.

Il protocollo di cui al comma 1 comprende anche un disciplinare tipo relativo all’attività commerciale il cui rispetto è vincolante per la stessa permanenza nella partecipazione all’iniziativa di cui al presente articolo per i soggetti imprenditoriali coinvolti. Il disciplinare deve inderogabilmente prevedere:

a)  l’impegno dell’esercizio commerciale a rilasciare per ogni opera o manufatto di antiquariato venduto, se non soggetto alla disciplina di cui all’articolo 64 del Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell ‘articolo 10 della legge 6 luglio 2002 n. 137) relativo all’ attestazione di autenticità e provenienza di opere artistiche o oggetti di antichità, apposita dichiarazione scritta posta in calce alla copia fotografica dello stesso relativamente alla appartenenza del medesimo alla categoria degli oggetti di antiquariato;

b) l’adesione alle iniziative formative (in tutto o in parte) previste nell’ambito del protocollo, anche a prescindere dall’ eventualità della disponibilità di specifiche risorse pubbliche erogabili sotto forma di contributi.

3. Al rispetto dei requisiti necessari per il mantenimento della condizione di aderente al protocollo sovrintende un comitato tecnico di monitoraggio e controllo appositamente istituito con Decreto del Presidente della Giunta Regionale, composto da un minimo di quattro persone in rappresentanza paritetica della Regione e della realtà  regionale del commercio di antiquariato, anche sotto forma di associazioni di categoria o sindacali, che opera secondo modalità e tempi specificamente definiti all ‘interno del protocollo medesimo.

4. Il protocollo di cui al presente articolo individua infine uno specifico elemento identificativo grafico che identifichi l’iniziativa e sia nella disponibilità degli operatori commerciali aderenti per le propria attività, anche ai fini di attività pubblicitaria.

Articolo 5

Relazione al Consiglio Regionale

l. Entro il 30 aprile di ogni anno la Giunta regionale relazione al Consiglio Regionale in ordine all’attuazione della presente legge e agli effetti da essa apportati alla qualificazione delle fiere e dei mercati dell’ antiquariato organizzati in Toscana al turismo nei territori interessati e alla qualificazione dell ‘offerta commerciale antiquaria realizzata nel territorio regionale .

2. In sede di prima applicazione della presente legge, la relazione di cui al presente articolo avviene entro il 30 aprile del secondo anno successivo alla sua entrata in vigore.

Articolo 6

Norma finanziaria

Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge è stabilito un impegno di euro…. a valere sul bilancio di previsione per l’esercizio finanziario relativo all’anno solare successivo a quello di approvazione della stessa (definire prospetto ripartizione in aumento ed in diminuzione su UPB).

Articolo 7

Norme finali

In sede di prima applicazione della presente legge, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, la Giunta regionale propone al Consiglio specifica modificazione del Piano Regionale di Sviluppo economico al fine di inserire il protocollo di intesa di cui al precedente articolo 4 .

Entro il 31 gennaio dell’ anno solare successivo a quello di approvazione della presente legge, la Giunta regionale approva la deliberazione di cui al precedente articolo 3.

- Mauro Ricci -

Per seguire in video l’intervento di Mauro Ricci al Convegno di Arezzo clikka   Una proposta di legge regionale …

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