Testata di informazione sul mercato dell'arte e la cultura
Direttore Paolo Vannini - Direttore Editoriale Pierluigi Massimo Puglisi

Articoli News Musei e Gallerie Preview Spettacolo Restauro Design Fotografia Antiquari Mercato Antiquario
Aste Europee Aste Italiane Aste Extra Europee Aste Press&Top Lots Rassegna Stampa Libri e Riviste

25 Feb 2009

Giò Ponti in casa Palladio

 di Isabella Zavattaro

95_m.jpg96_m.jpg

Dove l’antico ospita il moderno. Un’idea straordinaria, che vede unite l’architettura palladiana alle creazioni di Giò Ponti, uno dei massimi esponenti del design del XX secolo.
Teatro dell’evento, curato da Dario Mattoni, è la celebre villa Badoer di Fratta Polesine, in provincia di Rovigo, una delle più belle opere architettoniche che Andrea Palladio realizzò in Veneto nel lontano XVI secolo.
97_m.jpgGli spazi messi a disposizione per questa mostra, accolgono diversi oggetti di gusto Déco, che il maestro Giò Ponti, realizzò per la manifattura di Richard Ginori. La sua maestria la si ritrova nella capacità di creare oggetti d’uso comune, nei quali convivono in armonia elementi d’ispirazione palladiana, rivisti in chiave moderna, con un tocco di assoluta originalità.
Il sodalizio tra Ponti e la Richard Ginori si definì tra il 1923 e 1930: durante questi sette anni, il designer milanese fu infatti al contempo direttore artistico e progettista per la nota Casa manifatturiera di ceramiche.
Nel 1928 Ponti fonda Domus, una rivista di architettura e design, che pubblica articoli sull’arredamento delle case italiane, desiderose di ordine e spazio.
Sarà lo stesso artista a disegnare una nuova linea di mobili moderni e “borghesi” (rivolti99_m.jpg volutamente ad un target medio- alto), per i grandi magazzini La Rinascente.
Solo dopo una prima esperienza alle prese con il design e l’oggettistica, Ponti è approdato all’arredamento, segno questo, di un percorso multiforme che ne ha consacrato nel tempo, la fama  internazionale. Egli era infatti convinto che il design, non era di per sé un tipo di arte “inferiore” alla grande architettura, ma una solida e necessaria base di partenza per arrivare successivamente alla progettazione di strutture e creazioni architettoniche.
98_m.jpgIn questa mostra aperta fino al 28 giugno 2009, la modernità degli oggetti pontiani confluisce all’interno di ambienti classici essenzialmente vuoti, riempiti per l’occasione da alcuni arredi che il  designer milanese progettò per le case del capoluogo lombardo (vedesi il divanetto di casa Ritter del 1930), cui si accompagnano suppellettili di vario genere, come le ceramiche realizzate per la manifattura di Doccia, tra le quali i due piatti in maiolica del 1923 rappresentanti “Euridice” e “Orfeo”. E ancora si potranno ammirare vasi, piatti e porcellane policrome.
“L’industria è la maniera del ventesimo secolo, è il nuovo metodo di creare, il senso della sua modernità” (Giò Ponti).

100_m.jpg

Informazioni utili:

Giò Ponti in casa Palladio
Fino al 28 giugno 2009
Villa Badoer, Fratta Polesine (RO)
Orari: feriali 10-13 e 14-18, sabato e festivi: 10-13 e 14-19, chiuso lunedì. 
Ingresso: intero € 3 - ridotto € 1,50
Informazioni: Turismo & Cultura-Tel e Fax 0425 21530

Share

Lascia un commento

 Gli Articoli di EOS

Parma. Guttuso. Passione e Realtà.

Urbanistica. Tor Bella Monaca, Rosponi (Associazione Ce.s.a.r): “ad ottobre presentazione master plan su Corviale”

Venezia, Pier Luigi Nervi - Architettura come Sfida, Palazzo Giustinian Lolin dal 28 agosto

Parigi, Monet et l’abstraction, Museo Marmottan Monet fino al 26 settembre

Arte & Dintorni: Metamorfosi in scena al castello di Agropoli , Conversazione con Rosario D’Andrea

Roma, nel tranquillo Ferragosto i 16 schizzi della Teca Mayer almeno servono a qualcosa