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	<title>EosArte.eu</title>
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	<description>Cosa dovrebbe cambiare per il settore dell'arte? Molto!</description>
	<pubDate>Wed, 16 May 2012 01:59:17 +0000</pubDate>
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		<title>Si riparla di abbassare la fiscalità sull’arte. E presto sarà un coro, inascoltato, a meno che…</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 01:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gallerie]]></category>

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		<description><![CDATA[ di (P.M.P.) - 
Ciclicamente, come avviene nel paese delle buone idee pensate a mai realizzate, torna sui media il vecchio discorso sull&#8217;abbassamento dell&#8217;IVA sull&#8217;arte di una fiscalità di vantaggio per i beni culturali.
Stavolta a dare il via all&#8217;apertura del libro dei sogni del popolo dell&#8217;arte è stato Andrea Carandini, presidente del Consiglio Superiore del Mibac [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox[pics-1337132942]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/copia-di-messer-bronzo.gif" title="copia-di-messer-bronzo.gif"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/copia-di-messer-bronzo.gif" alt="copia-di-messer-bronzo.gif" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a> di <strong><a href="http://www.eosarte.eu/?page_id=1913">(P.M.P.)</a> - </strong></p>
<p>Ciclicamente, come avviene nel paese delle buone idee pensate a mai realizzate, torna sui media il vecchio discorso sull&#8217;abbassamento dell&#8217;IVA sull&#8217;arte di una fiscalità di vantaggio per i beni culturali.</p>
<p>Stavolta a dare il via all&#8217;apertura del libro dei sogni del popolo dell&#8217;arte è stato Andrea Carandini, presidente del Consiglio Superiore del Mibac al Salone del Libro di Torino. E subito gli hanno fatto eco una serie di grandi personaggi del mondo dell&#8217;arte, in primis Antonio Paolucci, seguito da Claudio Strinati,  e c&#8217;è da scommettere che molti altri seguiranno nei prossimi giorni, se non altro per confermare quello che si è detto e scritto da anni.</p>
<p>E si aggiungeranno storici e critici, galleristi e artisti, antiquari e restauratori, scrittori e musicisti.</p>
<p>La cosa avveniva già quando non si parlava quotidianamente di antipolitica ma casomai queste bizzarre richieste venivano etichettate solo come utopia, rispondendo allora il mondo politico frasettine tipo &#8220;Ora non abbiamo soldi, ma allo studio abbiamo numerose iniziative che presto&#8230;anzi ne discuteremo in Commissione&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Sono passati anni, decenni anzi, visto che l&#8217;ultima buona legge di vantaggio fiscale per l&#8217;arte risale al 1982, la Scotti/Guttuso, ottima e tuttora in vigore ma sistematicamente ostacolata dal ministero delle Finanze senza vibrate ed efficaci rimostranze dei ministri che si sono succeduti al Mibac. O almeno non ne abbiamo avuto notizia.</strong></p>
<p>Ora di nuovo molti esponenti del popolo dell&#8217;arte tornano alla carica. Benissimo.</p>
<p>Ha dichiarato ieri ad AdnKronons <strong>Antonio Paolucci</strong> : &#8216;Sottoscrivo pienamente quanto ha detto Carandini. Per regolamentare la fiscalità di vantaggio, se lo si volesse, basterebbe una circolare normativa senza dovere necessariamente ricorrere alla forza di una legge&#8221;, ha aggiunto anzi  il direttore dei Musei Vaticani, ex ministro dei Beni culturali ed ex soprintendente del Polo museale di Firenze, che &#8221;ci sono molte linee sulle quali agisce la fiscalità. Bisognerebbe, ad esempio, <strong>abbattere l&#8217;iva sulla circolazione dei beni artistici</strong>.</p>
<p>Tassare l&#8217;acquisto di un&#8217;opera d&#8217;arte - ha sottolineato Paolucci - come se fosse caviale o champagne, secondo me non è giusto perché l&#8217;arte non è un bene voluttuario. <strong>C&#8217;è anche la questione che riguarda i possessori di dimore storiche</strong>, che appartengono al grande patrimonio dei beni culturali italiani. Servirebbe il contributo dello Stato per la loro manutenzione, e non gravare i proprietari con l&#8217;Imu, anche se ridotta al 50%. A parere mio questo non è giusto&#8221;. Secondo Paolucci, &#8221;dobbiamo passare da una cultura che considera un privilegiato il possessore di beni artistici, a quella che lo vede un custode di fatto di opere o immobili patrimonialmente suoi ma che appartengono alla cultura della collettività&#8221;.</p>
<p><strong>E Claudio Strinati</strong>, storico dell&#8217;arte, ex sovrintendente del Polo museale romano e dirigente generale del Mibac: &#8221;Sulla fiscalità di vantaggio Carandini ha totalmente ragione: è una chiave di volta fondamentale&#8217;.Penso che Carandini abbia indicato uno dei temi cruciali  e in questa direzione bisogna lavorare&#8221;. L&#8217;ex sovrintendente di Roma considera dirimente &#8216;&#8217;sia l&#8217;Iva agevolata che la defiscalizzazione per chi investe in beni culturali&#8221;. Quanto al modello francese, proposto dal presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, che prevede la detraibilità del 60% del capitale investito in cultura, secondo Strinati &#8221;è un buon modello e potrebbe essere adeguabile alla nostra realta&#8221;&#8217;.</p>
<p>Stessa linea dell&#8217;ex ministro dei Beni culturali<strong> Giancarlo Galan</strong>. &#8221;Sottoscrivo &#8216;in toto&#8217; le parole di Carandini, quella della fiscalità di vantaggio <strong>è stata una mia battaglia ed era quasi sul punto di essere vinta</strong>, perché le resistenze di Tremonti erano state fiaccate&#8221;, ha detto all&#8217;Adnkronos Galan. &#8221;Quando ci hanno mandati a casa - ricorda Galan - avevamo preparato un decreto fiscale. Decreto che successivamente venne trasformato in disegno di legge. In quel decreto c&#8217;era tutta una parte dedicata alla fiscalità di vantaggio, che poi venne tolta. Ma era già fatta. Basterebbe riprendere quel testo, ispirato alla legislazione della Francia, Paese simile al nostro visto che ha un&#8217;alta concentrazione di beni culturali. Ecco - ha detto ancora - io suggerisco a Ornaghi, che ha fatto molte cose buone, di recuperare quel testo e metterlo in atto&#8221;.</p>
<p>E&#8217; chiaro che sarebbero buone idee, anzi ottime e giuste, che oltretutto ben poco toglierebbero al gettito dello stato. Se difatti l&#8217;editoria ha l&#8217;Iva al 4%, proprio perché ha la funzione sociale di diffusione del pensiero, non si capisce proprio perché anche pittura, scultura, antiche moderne o contemporanee che siano, e il restauro sia dei beni immobili che mobili, insomma tutta l&#8217;arte, non debbano avere la stessa Iva, e fiscalità favorevoli, soprattutto quando il livello che invece abbiamo ci mette in posizione di svantaggio rispetto alla competizione con altri paesi europei nello stesso settore, come accade da sempre.</p>
<p>Altrettanto chiaro è che lo stato doveva e dovrebbe casomai impegnarsi a risparmiare denaro altrove: leggi intanto gli sprechi reiterati e continuati delle pubbliche amministrazioni e prosegui con la constatazione che finché si tratta di prendere dai cittadini lo fa con mano molto pesante, ma se invece si tratta di dare, si arrocca su &#8220;Ora non ci sono soldi, ma aspettate e vedremo, faremo, studieremo&#8230;&#8221;</p>
<p>Ma la questione di un uso ragionevole o dissennato del denaro pubblico è appunto anche una questione culturale, e difatti nessuno del popolo dell&#8217;arte, soprattutto mi riferisco ai <strong>ministri politici che si sono succeduti al Mibac è mai riuscito a fare capire a nessun ministro delle finanze o dell&#8217;economia che il denaro è volatile, si spreca, si svaluta, si brucia, mentre l&#8217;arte e cultura restano, </strong>e che non possono e non devono essere feudo o clientela di nessun partito o di nessuna ideologia e nemmeno si possono pretestuosamente usare per fare clientele o allo scopo principale di produrre reddito turistico. Seppure  ci hanno provato sono stati zittiti con una occhiataccia. Evidentemente sono mondi non comunicanti.</p>
<p>Il difetto temo sia  quello che nessun potentato economico, nessuna lobby, nessun partito guadagnerebbero da una liberazione della cultura, non dico in toto, ma almeno da alcuni lacci fiscali, che non sarebbe tutto ma almeno un inizio, visto che difatti si è anche chiesto ai partiti di rinunciare alla vergogna dei rimborsi elettorali, magari per destinare quelle ragguardevolissime somme per esempio ai beni culturali e alla ricerca.</p>
<p>Sembrano d&#8217;accordo solo a dimezzarli - a chiacchiere -  salvo qualche reazione piccata per esempio di <strong>Livia Turco</strong> (nei confronti di<strong> Staderini</strong>, segretario dei Radicali Italiani), se si mette in dubbio l&#8217;utilità e la legittimità del rimborso per legge e non per semplice contribuzione volontaria dei cittadini con un tetto piuttosto basso. Figurati poi cosa accadrebbe se ai partiti si chiedesse l&#8217;elenco non solo degli incassi pregressi ma anche delle loro proprietà immobiliari e partecipazioni in aziende di ogni tipo, incluse fra l&#8217;altro quelle culturali. E&#8217; un capitolo che non si deve aprire.</p>
<p>Ma i venti che corrono ultimamente sono di profonda insofferenza, di prodotti della politica corrente sulla strada del tramonto, o addirittura ormai scaduti e quindi, magari solo per recuperare un po&#8217; di credito, qualche partito tenterà di farsi antipolitica di se stesso e concederà qualcosina, tanto per metterci il cappello, promettendo che &#8221; &#8230;non ora, ma a tempo debito si farà&#8230;&#8221;</p>
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		<title>Ma dove sono tutti questi privati pronti a salvare i piccoli tesori?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Corriere della Sera - La lettura 13/5/2012, Nicola Spinosa -
«C&#8217;è un patrimonio diffuso che ha bisogno di tutele».
Nicola Spinosa è soprintendente del Polo napoletano
Nicola Spinosa è nato a Napoli nel 1943. Si laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;università di Napoli. Attualmente è Soprintendente per il Polo museale napoletano e docente di Museologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Corriere della Sera - La lettura 13/5/2012, Nicola Spinosa -</p>
<p>«C&#8217;è un patrimonio diffuso che ha bisogno di tutele».</p>
<p>Nicola Spinosa è soprintendente del Polo napoletano<br />
Nicola Spinosa è nato a Napoli nel 1943. Si laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;università di Napoli. Attualmente è Soprintendente per il Polo museale napoletano e docente di Museologia e storia del collezionismo presso il corso di Conservazione dei beni culturali dell&#8217;Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha tra l&#8217;altro curato le mostre «Caravaggio: l&#8217;ultimo tempo 1606 - 1610» (2004) e «Tiziano e il ritratto di corte da Raffaello ai Carracci», (2006) entrambe allestite al Museo di Capodimonte di Napoli</p>
<p>A fronte della grave crisi finanziaria, che sta avendo ripercussioni negative anche sullo stato del nostro patrimonio artistico e culturale, proporreste di salvaguardare i veri o presunti «capolavori», lasciando che, in attesa di tempi migliori, le opere «minori» siano destinate alla probabile distruzione o alla sicura dispersione?</p>
<p>In poche parole, concentrereste le sempre più scarse risorse finanziarie disponibili solo su interventi a tutela delle opere dei «grandi maestri» - Masaccio e Botticelli, Leonardo e Michelangelo, Raffaello e Tiziano, Caravaggio e Bernini - e lascereste in sostanziale abbandono, con altri esempi di pittori o scultori meno noti, perché poco pubblicizzati, i tanti pur splendidi manufatti di orafi e argentieri, bronzisti e ceramisti, marmisti e tessitori, che sono parte consistente di un patrimonio straordinario e inscindibile, sia per la comprensione degli stessi «capolavori», sia per evitare la definitiva perdita della nostra già labile «memoria storica» e di una identità civile e culturale sempre più obsoleta o confusa? Insomma, per fare qualche esempio, accettereste che a Bergamo o Milano, per salvare una pala di Lorenzo Lotto o un affresco del Luini, vadano distrutti, per incuria e abbandono, preziosi stalli e intarsi lignei quattro o cinquecenteschi; che a Venezia, per restaurare un dipinto di Tiziano o di Tiepolo, possano scomparire antichi paramenti musivi e marmi policromi; o che a Napoli, per «salvare», come è pur giusto che sia, una tela di Caravaggio o di Luca Giordano, si lascino andare in frantumi pavimenti maiolicati di età aragonese o barocca e raffinati stucchi rocailles?</p>
<p>Sembra, invece, che da qualche parte la proposta di suddividere il nostro patrimonio artistico, per quanto assolutamente unitario e inscindibile, tra opere di prima e seconda o terza «fascia», finalizzata alla sua almeno parziale salvaguardia e giustificata dalle aggravate carenze finanziarie, sia diventato un esercizio sempre più diffuso, ora basato anche su presunto rigore analitico e solide motivazioni estetiche. Ma, quale potrebbe essere l&#8217;alternativa a queste allucinate proposte di sostanziale applicazione delle «leggi razziali» anche al nostro patrimonio di storia e d&#8217;arte? Un più consistente e pianificato intervento dello Stato e delle altre strutture di governo regionale e locale, a fronte delle sempre più urgenti necessità di un patrimonio pur vastissimo e diffuso e delle sempre più irrisorie carenze finanziarie disponibili? Ma no! Qui ci vuole il «privato», il più volte e da più parti richiesto e acclamato intervento del «privato», panacea delle tante carenze e inefficienze anche in campo culturale!</p>
<p>Come se il «privato», per quanto benemerito, senza indicazioni mirate e puntuali, senza alcuna compensazione sul piano fiscale, come in altri Paesi occidentali, sia in grado o scelga da solo d&#8217;intervenire a salvaguardia di un patrimonio considerato «minore», piuttosto che celebri «capolavori» capaci di assicurare almeno maggiore visibilità ed esteso prestigio. Insomma, fatta pure qualche eccezione, quale «privato» preferirebbe oggi, per di più in una situazione che lo vede in gravi difficoltà, intervenire sugli affreschi o sulle pietre scolpite di un&#8217;antica chiesa rupestre o su un «retablo» quattrocentesco di un ignoto o ignorato pittore meridionale? E chi poi dovrebbe affiancarlo, guidarlo e controllarlo nelle sue scelte? Un personale di tecnici certo qualificato e di sicura esperienza, ma oggi sempre più demotivato, depresso e, purtroppo, anche in gran parte in età avanzata, per il quale, oltretutto, non si prospetta neppure un inizio del pur necessario e ormai indispensabile ricambio generazionale? E allora che si fa? Salviamo i «capolavori» con l&#8217;intervento privato e lasciamo andare tutto il resto? Certo non c&#8217;è proprio di che stare allegri!</p>
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		<item>
		<title>Va in asta a 200mila dollari la Ghia fuoriserie L6.4 di Dean Martin, stile italiano e meccanica Chrysler</title>
		<link>http://www.eosarte.eu/?p=18324</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fotografia rullo]]></category>

		<category><![CDATA[Fotonotizia]]></category>

		<category><![CDATA[Aste Press]]></category>

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		<description><![CDATA[ Su eBay è apparso l&#8217;annuncio della Ghia L6.4 del 1962 appartenuta alla star di Hollywood Dean Martin, famoso attore-cantante italoamericano degli anni Sessanta celebre per le apparizioni in film di successo come Tre contro tutti, oppure per le interpretazioni di canzoni come That&#8217;s amore.
La fuoriserie Ghia di questa celebrity fa parte di un lotto di soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox[pics-1337107797]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/ghia-1962-dean-martin.gif" title="ghia-1962-dean-martin.gif"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/ghia-1962-dean-martin.gif" alt="ghia-1962-dean-martin.gif" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a> Su eBay è apparso l&#8217;annuncio della Ghia L6.4 del 1962 appartenuta alla star di Hollywood Dean Martin, famoso attore-cantante italoamericano degli anni Sessanta celebre per le apparizioni in film di successo come Tre contro tutti, oppure per le interpretazioni di canzoni come That&#8217;s amore.</p>
<p>La fuoriserie Ghia di questa celebrity fa parte di un lotto di<strong> soli 26 esemplari</strong> realizzati dal carrozziere torinese su meccanica Chrysler. Il suo motore è un <strong>V8 da 335 CV</strong> con cambio automatico a tre rapporti. L&#8217;esemplare nero di Martin, messo in vendita dallo specialista di<strong> Saint Louis Hyman Classic Cars</strong>, ha molte caratteristiche che la rendono ancora più particolare. Martin, infatti, da buon italiano ha voluto personalizzare ulteriormente la propria vettura facendola passare per le mani di <strong>George Barris</strong>, uno dei &#8220;customizzatori&#8221; più in voga all&#8217;epoca tra le star di Hollywood.</p>
<p>La firma di Barris si trova in una speciale targhetta posta al centro della plancia e in due adesivi originali dell&#8217;epoca tuttora applicati negli angoli inferiori del parabrezza.</p>
<p><a rel="lightbox[pics18324]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/005314-24_big.jpg" title="005314-24_big.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/005314-24_big.jpg" alt="005314-24_big.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a> <a rel="lightbox[pics18324]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/ghia-dean-martin.jpg" title="ghia-dean-martin.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/ghia-dean-martin.jpg" alt="ghia-dean-martin.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a></p>
<p>A detta del venditore, questa straordinaria Ghia si trova perfettamente conservata: tutto è come in origine, dalla vernice della carrozzeria alla pelle nera degli interni. Elementi che danno all&#8217;auto un fascino del tutto particolare. Le<strong> cromature</strong> non mancano, così come alcuni dettagli del vero made in Italy. Il <strong>volante in legno a tre razze</strong> è di marca Nardi e fa coppia con il rivestimento della consolle centrale. Anche la strumentazione, sportiveggiante con tutti gli elementi circolari, denota un certo carattere latino.</p>
<p>Decisamente americane sono, invece, le generose dimensioni dell&#8217;auto con gli sbalzi anteriore e posteriore molto lunghi. La Ghia L6.4 di Dean Martin è in vendita al prezzo di <strong>199.500 dollari</strong>.</p>
<p>La <strong>Ghia</strong> è stata una famosa azienda di carrozzeria fondata nel 1918 a Torino da Giacinto Ghia. Alla sua morte (il 21 febbraio del 1944), la produzione continuò con alla guida Felice Mario Boano collaborando tra l&#8217;altro con la Ferrari dal 1950 al 1956 per la carrozzatura di vari telai.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Karmann_Ghia_front.jpg"></a>Nel 1953 la carrozzeria torinese Ghia firmò lo stile della <em>Volkswagen Karmann Ghia</em>, coupé e cabriolet, derivata dal Maggiolino e assemblata in Germania dalla Karmann. Altri modelli famosi disegnati dalla <em>Ghia</em> furono la Lincoln Futura, la Renault Caravelle, la De Tomaso Pantera e la Fiat-Osca 1500 GT. Tra le più celebri realizzazioni di quel periodo, il prototipo di <em>coupé</em> extra lusso &#8220;Norseman&#8221; , andato perduto nel naufragio dell&#8217;Andrea Doria, prima che potesse essere visionato dal pubblico e dagli stessi tecnici e dirigenti della committente Chrysler.<a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/ghia-di-dean-martin.jpg" title="ghia-di-dean-martin.jpg"></a> Per alcuni anni, dal 1965 al 1968, la Ghia poté annoverare tra le sue file anche un altro designer destinato a fare strada nel mondo delle quattro ruote, Giorgetto Giugiaro.</p>
<p>Dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 1973 la carrozzeria venne assorbita dalla Ford, che da allora utilizza il marchio Ghia per identificare le versioni più lussuose dei propri modelli di auto.</p>
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		<title>Prima del Diluvio. Roberto Falconeri alla galleria Local/Push di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gallerie]]></category>

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		<description><![CDATA[foto di Giuseppe Di Bartolomeo -

Dal 9 maggio al 30 giugno 2012 si terrà presso la galleria Local/Push di Roma la personale di Roberto Falconieri Prima del Diluvio, curata da Corrado Trelanzi.
Con questa mostra la galleria apre i battenti e inaugura il suo ciclo espositivo presso lo spazio di via Giulia 107.
A due anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>foto di <strong>Giuseppe Di Bartolomeo -</strong></p>
<p><a rel="lightbox[pics-1337084106]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-3.jpg" title="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-3.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-3.jpg" alt="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-3.jpg" style="width: 211px; height: 141px" align="left" height="141" width="211" /></a></p>
<p>Dal 9 maggio al 30 giugno 2012 si terrà presso la <strong>galleria Local/Push di Roma </strong>la personale di <strong>Roberto Falconieri</strong> <strong><em>Prima del Diluvio</em></strong>, curata da Corrado Trelanzi.<br />
Con questa mostra la galleria apre i battenti e inaugura il suo ciclo espositivo presso lo spazio di via Giulia 107.</p>
<p>A due anni di distanza dall’ultima personale romana, l’artista presenta sette lavori su tela di media e piccola dimensione e due plastici realizzati in collaborazione con Paolo Tognon.<br />
Il lavoro Prima del Diluvio è figlio del precedente Pianeta Rosso del quale porta con se elementi formali e compositivi, ma in questa nuova serie Falconieri sperimenta per la prima volta una tecnica di mediazione del reale interessante e destinata ad essere esplorata ancora in futuro consistente nella realizzazione di plastici dei luoghi legati al suo vissuto ricostruiti a memoria e poi fotografati, riproducendo quindi su tela le immagini così ottenute.</p>
<p>Falconieri lavora con i ricordi, e trasforma un ’’prima’’ non necessariamente reale in un&#8217;immagine, passando per il filtro della memoria. Principalmente una memoria personale fatta di ricordi privati, domestici e infantili. Ma anche una dimensione mentale adulta e collettiva dove abitano vedute urbane con rari elementi umani, oggetti, architetture e arredi solitamente appartenenti ad un altro tempo, un tempo mnemonico.</p>
<p><a rel="lightbox[pics-1337084106]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-2.jpg" title="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-2.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-2.jpg" alt="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-2.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a><a rel="lightbox[pics-1337084106]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo.jpg" title="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo.jpg" alt="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a><a rel="lightbox[pics-1337084106]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-4.jpg" title="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-4.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-4.jpg" alt="roberto-falconieri-ph-giuseppe-di-bartolomeo-4.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a><br />
Roberto Falconieri è nato a Roma, dove si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti. Espone regolarmente dal 1996. Nel 2002 tiene la sua prima mostra personale “Nimm mich mit” alla galleria Oddi Baglioni di Roma; nel 2008 e nel 2009  tiene personali presso la galleria Cortese&amp;Lisanti di Roma e negli ultimi due anni ha vissuto ed esposto negli Stati Uniti.</p>
<p><strong> Info: </strong></p>
<p>ROBERTO FALCONIERI<br />
’’PRIMA DEL DILUVIO’’<br />
Inaugurazione mercoledì 9 maggio dalle 18 alle 21<br />
Roma 9 maggio &gt; 30 giugno 2012</p>
<p>GALLERIA LOCAL/PUSH<br />
Via Giulia, 107 - 00186 Roma<br />
Orario di apertura: Martedi - Sabato 16.30 - 20.00, o su appuntamento.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Macao, la cultura non si sgombera.</title>
		<link>http://www.eosarte.eu/?p=18316</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina alle 6.30 la polizia in tenuta antisommossa ha sgomberato la Torre Galfa a Milano.
Contro il potere illegittimo del denaro, invitiamo tutta la cittadinanza, unica in diritto di decidere le sorti di Macao, a partecipare all&#8217;assemblea pubblica che si terrà stamattina di fronte alla Torre, dove stanno già accorrendo in molti.
Riportiamo la dichiarazione del Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina alle 6.30 la polizia in tenuta antisommossa ha sgomberato la Torre Galfa a Milano.<br />
Contro il potere illegittimo del denaro, invitiamo tutta la cittadinanza, unica in diritto di decidere le sorti di Macao, a partecipare all&#8217;assemblea pubblica che si terrà stamattina di fronte alla Torre, dove stanno già accorrendo in molti.<br />
Riportiamo la dichiarazione del Prof. Alberto Lucarelli Assessore Beni Comuni del comune di Napoli, in merito alle occupazioni della Torre Galfa di Milano, del Teatro Valle di Roma e del Teatro Garibaldi di Palermo.<br />
&#8220;I casi del Teatro Valle, del Garibaldi, di Macao ci impongono di ritornare ad interrogarsi sull’annosa distinzione tra legalità e<br />
legittimità. Non tutti gli atti legali, ovvero conformi ad una legge, ad una regola scritta sono legittimi (quante leggi circolano indisturbate nella società pur contenendo norme in contrasto con la Costituzione e i diritti umani?) , così come non tutti gli atti illegali, ovvero in<br />
contrasto alla legge, sono illegittimi. In sostanza vi sono occupazioni di proprietà pubbliche o private che oggettivamente sono illegali, in quanto in contrasto con le norme a difesa della proprietà, ma che tuttavia in alcuni casi trovano una loro legittimità attraverso  forme  di dissenso e di azione politica, in  particolare nei momenti di crisi della rappresentanza e di negazione dei diritti sociali.<br />
Talvolta la violenza legale delle regole può determinare l’insorgere di comportamenti illegali che tuttavia trovano la loro legittimità nel quadro politico, sociale ed economico, e nel recupero di una funzione sociale degli spazi.&#8221;<br />
<em><br />
(Alberto Lucarelli, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico, Università di Napoli Federico II, dal 1999 Componente della<br />
Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni</em>)</p>
<p>La cultura non si sgombera.<br />
grazie<br />
Camilla 3478285748<br />
Giulia 3476585870<br />
Marta 3289130189<br />
&#8211;<br />
&#8211;<br />
&#8211;</p>
<p>Sito dei Lavoratori dell&#8217;Arte<br />
<a href="http://www.lavoratoridellarte.org">http://www.lavoratoridellarte.org<br />
</a><br />
Blog tumblr<br />
<a href="http://wmacao.tumblr.com">http://wmacao.tumblr.com</a></p>
<p>Pagina Facebook MACAO<br />
<a href="https://www.facebook.com/macaomi">https://www.facebook.com/macaomi</a></p>
<p>Seguici su twitter: @MacaoTwit</p>
<p>E-mail: <a href="mailto://lavoratoridellarte@gmail.com">lavoratoridellarte@gmail.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Genova. Da Cambi all&#8217;asta un&#8217;interessante collezione di arredi e oggetti d&#8217;arte</title>
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		<comments>http://www.eosarte.eu/?p=18306#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fotografia rullo]]></category>

		<category><![CDATA[Focus]]></category>

		<category><![CDATA[Antiquari e Gallerie]]></category>

		<category><![CDATA[Aste Press]]></category>

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		<description><![CDATA[(V. S.)
        
Per la fine del mese di maggio 2012 la casa d&#8217;aste genovese Cambi propone una serie di appuntamenti con proposte che spaziano dagli argenti e gioielli (28 maggio) ai tappeti antichi (il 29), dai dipinti del XIX e XX secolo (sempre il 29) alla scultura e agli oggetti d&#8217;arte (il 30), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(<a href="http://www.eosarte.eu/?page_id=6270">V. S.</a>)</strong></p>
<p><a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/lotto-501.jpg" title="Lotto 501"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/lotto-501.jpg" alt="Lotto 501" style="width: 94px" class="imageframe imgalignleft" height="141" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/lotto-557.jpg" title="Lotto 557"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/lotto-557.jpg" alt="Lotto 557" style="width: 93px" class="imageframe imgalignleft" height="142" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/lotto-535.jpg" title="Lotto 535"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/lotto-535.jpg" alt="Lotto 535" style="width: 89px" class="imageframe imgalignleft" height="140" width="100" /></a></p>
<p>Per la fine del mese di maggio 2012 la casa d&#8217;aste genovese Cambi propone una serie di appuntamenti con proposte che spaziano dagli argenti e gioielli (28 maggio) ai tappeti antichi (il 29), dai dipinti del XIX e XX secolo (sempre il 29) alla scultura e agli oggetti d&#8217;arte (il 30), fino all&#8217;antiquariato e ai dipinti antichi (30-31 maggio); una serie che terminerà con una seduta dedicata all&#8217;arte orientale il prossimo 4 giugno.</p>
<p>Nella seduta Antiquariato e Dipinti Antichi/ Asta 140 che si terrà al Castello Mackenzie di Genova mercoledì 30 maggio 2012 (prima tornata, dalle ore 10), oltre a diversi affidamenti privati, spicca un importante nucleo di arredi e oggetti d&#8217;arte che provengono da <strong>una storica galleria d&#8217;antichità di Montepulciano</strong>, situata nelle stanze del palazzo trecentesco in cui nacque il poeta Poliziano, che ha cessato l&#8217;attività dopo quasi mezzo secolo.</p>
<p>I <strong>lotti dal 500 al 609</strong> formano &#8220;un considerevole insieme, eterogeneo ed interessante, di oggetti ed arredi che testimonia, in un affascinante spaccato, la storia, la cultura, ed il gusto antiquariale di un luogo e di un&#8217;epoca del nostro paese&#8221;. Tra di essi si desidera segnalare alcuni <strong>Top lot</strong>: una credenza in noce a doppio corpo con stampiglio MDCXXXI (lotto 501), una vasca circolare in travertino senese del XV secolo (lotto 557) e uno scrittoio con alzata del XVIII secolo (lotto 535).</p>
<p>La collezione sarà visibile in anteprima a Milano, in Via Senato 24, dal 17 al 19 maggio dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 e verrà poi esposta al pubblico presso la sede genovese di Cambi a Castello Mackenzie, Mura di S. Bartolomeo 16, da mercoledì 23 a domenica 27 con orario 10-19.</p>
<p>A questa prima vendita di arredi si anticipa che ne seguirà in autunno una seconda comprendente tutti gli altri mobili e oggetti d&#8217;antiquariato, i frammenti antichi e il materiale per il restauro che sono stati accumulati nei magazzini della galleria antiquaria di Montepulciano.</p>
<p><a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano1.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano1.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 92px; height: 142px" class="imageframe imgalignleft" height="141" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano2.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano2.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 89px" class="imageframe imgalignleft" height="143" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano3.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano3.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 90px" class="imageframe imgalignleft" height="141" width="100" /></a></p>
<p><strong><u>Info </u></strong></p>
<p>Cambi Casa d&#8217;Aste - Genova: Castello Mackenzie, Mura di S. Bartolomeo 16</p>
<p>Cambi Casa d&#8217;Aste - Milano: Via Senato 24</p>
<p><a href="http://www.cambiaste.com/">www.cambiaste.com</a></p>
<p><a href="mailto:info@cambiaste.com">info@cambiaste.com</a></p>
<p><a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano4.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano4.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 91px" class="imageframe imgalignleft" height="142" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano5.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano5.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 92px" class="imageframe imgalignleft" height="142" width="100" /></a>    <a rel="lightbox[pics-1337035631]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano6.jpg" title="Galleria antiquaria di Montepulciano"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/galleria-antiquaria-di-montepulciano6.jpg" alt="Galleria antiquaria di Montepulciano" style="width: 89px; height: 141px" class="imageframe imgalignleft" height="144" width="100" /></a></p>
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		<item>
		<title>Al MAXXI  &#8220;Le Frontiere come ferita&#8221;, una mostra e due incontri a cura di MAXXI B.A.S.E e Limes.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 20:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Arte contemporanea e geopolitica. Da questo singolare incontro nasce il progetto &#8220;Le Frontiere come ferita&#8221;, a cura del MAXXI B.A.S.E., il centro di documentazione del museo, e LIMES, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo.
L’occasione è l’opera di Doris Salcedo Plegaria Muda, esposta al MAXXI fino al 24 giugno 2012: il progetto  &#8220;Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arte contemporanea e geopolitica. Da questo singolare incontro nasce il progetto<strong> &#8220;Le Frontiere come ferita&#8221;</strong>, a cura del MAXXI B.A.S.E., il centro di documentazione del museo, e LIMES, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo.<br />
L’occasione è l’opera di Doris Salcedo Plegaria Muda, esposta al MAXXI fino al 24 giugno 2012: il progetto <strong> &#8220;Le Frontiere come ferita&#8221; </strong>rappresenta occasione di riflessione e approfondimento sui temi comuni alla ricerca di Salcedo e al lavoro di LIMES, temi tragici del nostro tempo, come i conflitti, le migrazioni, i confini culturali, etnici e mentali all’interno degli spazi disegnati dalle frontiere ufficiali.<br />
Il progetto prevede un’<strong>esposizione con le carte geopolitiche create per LIMES da Laura Canali </strong>(al MAXXI B.A.S.E. dal 15 maggio al 24 giugno 2012) e <strong>due focus di approfondimento sulle frontiere “ferite” in Europa </strong>(<strong>martedì 15 maggio, ore 17:30</strong>, <strong>Auditorium del MAXXI, con Laura Canali, Lucio Caracciolo, Lilli Gruber, Enrico Letta e l’artista Adrain Paci) e sulle “frontiere ferite” in Italia (martedì 19 giugno, ore 18:30</strong>,<strong> Auditorium del MAXXI, con Laura Canali, Lucio Caracciolo, la giornalista Yasemine Taskin, gli artisti Botto e Bruno e la partecipazione del Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi</strong>).<br />
In mostra (Sala Incontri MAXXI B.A.S.E., dal 15 maggio, ingresso libero, da martedì a venerdì ore 11:00-18:00). Limes ha prodotto e pubblicato in quasi vent’anni oltre 3mila creazioni cartografiche originali. Al MAXXI B.A.S.E. verrà esposta una selezione di quattro grandi carte di frontiera pubblicate da Limes e ripensate per l’occasione: Euro o non Euro e La disintegrazione monetaria che fotografano la crisi dell’Eurozona; L’Italia sola e sotto pressione in coppia con L’Italia senza Italia fa il punto sulle pressioni esterne e sulle penetrazioni delle organizzazioni criminali nel nostro Paese; Dove vivono gli immigrati in coppia con Tre Padanie  fotografa invece il grande impatto dell’immigrazione nel nostro Paese, soprattutto al Nord, in una non ben definita “Padania”. E poi una carta pensata ad hoc, esposta al MAXXI B.A.S.E. in anteprima, che dà il titolo all’intero progetto: Le frontiere come ferita. Questa carta interpreta alcune fra le più disumane linee di frattura che intersecano il mondo attuale: dal Caucaso alla Cisgiordania, dal Mediterraneo in ebollizione alla barriera Stati Uniti/Messico, fino alla tragedia ecologica del Golfo del Messico, con il petrolio occultato da agenti tossici quanto invisibili.</p>
<p><strong> Info:</strong></p>
<p>MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo<br />
via Guido Reni, 4/A , 00196 ROMA - info e prenotazioni tel. +39 06 32810 -<a href="http://www.fondazionemaxxi.it"> www.fondazionemaxxi.it</a><br />
ORARI: martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica 11:00/19:00 - sabato 11:00/22:00 - chiuso  lunedì<br />
la biglietteria chiude un’ora prima del museo<br />
BIGLIETTI :  intero €11 | ridotto €8</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Giornata Mondiale della Danza Contemporanea al Teatro Olimpico, un mondo di meraviglia</title>
		<link>http://www.eosarte.eu/?p=18299</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 19:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[di Arturo V. Adamo - 

Charles Baudelaire ha scritto che la danza può rivelare tutto ciò che la musica racchiude. La danza contemporanea è apparsa circa cento anni dopo la sua morte, ma se avesse visto danzare Martha Graham, Trisha Brown, Josef Nadj o Pina Bausch, probabilmente, lo scrittore francese avrebbe sostituito la parola musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Arturo V. Adamo - </strong></p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/296691_1540133160921_1762689420_779915_416308287_n.jpg" rel="lightbox[pics-1337023920]" title="296691_1540133160921_1762689420_779915_416308287_n.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/296691_1540133160921_1762689420_779915_416308287_n.jpg" alt="296691_1540133160921_1762689420_779915_416308287_n.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/316343_1540132000892_1762689420_779909_890143797_n.jpg" rel="lightbox[pics-1337023920]" title="316343_1540132000892_1762689420_779909_890143797_n.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/316343_1540132000892_1762689420_779909_890143797_n.jpg" alt="316343_1540132000892_1762689420_779909_890143797_n.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a></p>
<p>Charles Baudelaire ha scritto che la danza può rivelare tutto ciò che la musica racchiude. La danza contemporanea è apparsa circa cento anni dopo la sua morte, ma se avesse visto danzare Martha Graham, Trisha Brown, Josef Nadj o Pina Bausch, probabilmente, lo scrittore francese avrebbe sostituito la parola musica con la parola vita.  Non è come le altre arti la danza. La musica e la poesia diventano arte elevando lo spirito, la danza fa il giro opposto, diventa arte sporcando il corpo a contatto con l’istinto e la terra stessa. E c’è, nelle luci che il corpo disegna mischiandosi alle polveri del palcoscenico, qualcosa di pittoricamente esatto. Quando è ben danzata, ti prende alla gola, come a strangolarti il gusto di piacere. La senti  tamburellare sulla pelle, bussa alla soglia dei sensi. Anche i corpi fermi non possono fare a meno di muoversi, dentro.<br />
Ed è quasi un peccato dover anche solo accennare alla conferenza tenutasi al Teatro Olimpico il 29 aprile, in occasione della Giornata della Danza Contemporanea. E’ quasi un peccato sporcare di parole, di burocrazia, di politica la bellezza del dopo, dell’arte. L’incontro, promosso dalla Mandala Dance Company, con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Ladispoli, ha toccato molti temi riguardanti la danza contemporanea, compresa la nuova proposta di legge per lo spettacolo dal vivo. Presenti, tra gli altri, Gabriella Carlucci, relatrice della proposta di legge e Francesca Bernabini, Presidente della Federdanza. Dopo il dibattito, si è aperto il Microfestival che ha visto protagoniste cinque compagnie del panorama artistico romano e non solo.</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/9781_pr1_2_locandina.jpg" rel="lightbox[pics-1337023920]" title="9781_pr1_2_locandina.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/9781_pr1_2_locandina.jpg" alt="9781_pr1_2_locandina.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/309760_1540134040943_1762689420_779918_1350613950_n.jpg" rel="lightbox[pics-1337023920]" title="309760_1540134040943_1762689420_779918_1350613950_n.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/309760_1540134040943_1762689420_779918_1350613950_n.jpg" alt="309760_1540134040943_1762689420_779918_1350613950_n.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><br />
Apre la rassegna la Mandala Dance Company. I ballerini della Sorressa giocano con la luce, rendendo bello il buio e riempiono il palcoscenico di suggestioni dai toni caravaggeschi. Le scelte tematiche della Sorressa vanno dal misticismo all’avanspettacolo, senza spogliarsi mai del loro impatto emotivo, costringendo lo spettatore all’attesa di quei lampi di emozione con cui ha puntellato la coreografia tra passaggi di Cunningham e raffinatezze sceniche C’è, nel contemporaneo, qualcosa che va oltre la simbiosi classica tra danza e musica. Non è solo la musica a diventare danza, ma è il movimento di corpi muti a rendere musicale il silenzio.<br />
Il palcoscenico diventa uno specchio di sensazioni. Mikhail Baryshnikov ha detto che l’arte è provare piacere nel dare piacere. Si balla sulle note di emozione del pubblico. La seconda performance è della Bricolage Dance Movement. Michela Mucci ci mostra crude anime nude, spezzate e confuse nella ricerca di un’identità. Una danza fatta da quella parte del corpo che non sappiamo di avere. Una danza che ci avvicina alle nostre paure con una perfezione inconsapevole.<br />
E poi la Double fire di Francesca Moro, le sue bambone indistinguibili, se non nei movimenti, modellano i nostri occhi a una grazia spontanea. E ancora Equilibrio Dinamico di Roberta Ferrara, i suoi colori e il suo apparente caos non bastano a mimetizzare il talento di Gianni Notarnicola, difficile distogliere lo sguardo quando è in scena. Ultima, solo in ordine di uscita, Mddanza, la compagnia di Veronica Sassi e i suoi eleganti danzatori, vittime della perdita di memoria.<br />
Quando alla fine si accendono le luci in sala, si è sempre increduli. Quello della danza è un mondo che ci somiglia, nel quale sono seminate briciole di quello che siamo, quello che cerchiamo ogni volta che guardiamo il mondo con meraviglia, questo è quello che ci emoziona. Ma è anche un mondo lontano, fatto di quello che non saremo mai,  un’allegoria perfetta di quello che saremmo se non sporcassimo la nostra vita degli inevitabili gesti quotidiani, questo ci affascina.<br />
‘Io crederei solo a un Dio che sapesse danzare’, scriveva Nietzsche. E neanche lui, ha mai visto danzare Martha Graham.</p>
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		<item>
		<title>Letterature e Magazzini Einstein: ancora insieme per l&#8217;edizione 2012</title>
		<link>http://www.eosarte.eu/?p=18298</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il contenitore televisivo di Rai Educational, dedicato ai temi dell&#8217;arte e della cultura, seguirà anche quest’anno il Festival Internazionale di Roma 
Dal 16 maggio al 21 giugno presso la Basilica di Massenzio al Foro Romano ritorna il Festival Internazionale delle Letterature, storica rassegna culturale giunta quest’anno all’undicesima edizione. Un evento di grande richiamo – realizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il contenitore televisivo di Rai Educational, dedicato ai temi dell&#8217;arte e della cultura, seguirà anche quest’anno il Festival Internazionale di Roma </em></p>
<p>Dal 16 maggio al 21 giugno presso la Basilica di Massenzio al Foro Romano ritorna il Festival Internazionale delle Letterature, storica rassegna culturale giunta quest’anno all’undicesima edizione. Un evento di grande richiamo – realizzato dall’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale, con l’ideazione e la cura artistica della Casa delle Letterature di Roma, l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura – che dal 2005 può contare sulla collaborazione di Magazzini Einstein come partner televisivo di riferimento.<br />
Una sinergia che si ripete anche per l’edizione 2012 e che permetterà al programma di Rai Educational, diretta da Silvia Calandrelli, di raccontare i momenti più salienti del Festival, attraverso la ripresa delle serate, le interviste ai protagonisti e il contributo di quanti, a vari livelli, permettono all’iniziativa di rinnovarsi.<br />
E’ dal 2005 che Magazzini Einstein segue il Festival Internazionale delle Letterature, garantendone la copertura televisiva e raccontando al pubblico l’evento attraverso docu-film tematici. Tanti gli interpreti di spicco della letteratura mondiale che, negli anni, ne hanno fatto parte raccontando esperienze, storie e punti di vista personali: da Stefano Benni a Wilbur Smith, da Roberto Saviano ad Alda Merini, da Salman Rushdie a Herta Muller. Un elenco lungo e di primissima qualità.<br />
Per la nuova edizione del Festival, in cui verrà riproposta la formula consolidata negli anni che vede gli autori invitati leggere testi inediti su un tema (quest’anno sarà quello del “semplice/complesso”), Magazzini Einstein realizzerà tre puntate che saranno inserite a stretto giro nel palinsesto televisivo di Rai Educational. La prima puntata (in onda il 2 giugno su Rai Storia alle 20:00 e l&#8217;8 giugno su Rai Tre alle 00.45) riguarderà la serata di poesia del 22 maggio. Insieme a Robert Hass, uno tra i più importanti poeti americani contemporanei, saranno protagonisti dieci poeti italiani che leggeranno poesie di maestri del secondo Novecento italiano.<br />
Il secondo appuntamento (trasmesso il 4 luglio su Rai Tre alle 00:45 e il 7 luglio su Rai Storia alle ore 20:00) avrà come protagonista le donne e le tante scrittrici che animeranno la rassegna con le loro performance. La terza e ultima puntata (l’11 luglio su Rai Tre alle 00:45 e il 14 luglio su Rai Storia alle 20:00), infine, focalizzerà l’attenzione sulla serata conclusiva di Letterature, protagonisti Ascanio Celestini, Massimo Gramellini e lo scrittore indiano Jeet Thayil.<br />
Maria Paola Orlandini è il capo progetto di Magazzini Einstein, il contenitore televisivo di Rai Educational dedicato a temi, eventi e personaggi dell&#8217;arte e della cultura, del presente e del passato. Un laboratorio di nuovi linguaggi per comunicare l&#8217;arte, attraverso la cronaca e la società,  uno spazio per seguire sul piccolo schermo i principali eventi culturali e letterari dell’anno, un modo per viaggiare con il cuore e la mente nell’arte dei secoli. Più di 600 puntate in cui “la cultura fa spettacolo”.</p>
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		<title>#ByMySide: &#8220;Hey Boy Hey Girl&#8221; dei Bud Spencer Blues Explosion l&#8217;ottava traccia della colonna sonora della web series di Flavio Parenti.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>

		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[La web serie #ByMySide di Flavio Parenti, arrivata al settimo episodio dei dieci previsti per la prima stagione, continua a riscuotere sempre più apprezzamenti anche per la sua colonna sonora ufficiale che vede protagonisti grandi Artisti indipendenti italiani con alcune delle sicure next big thing made in Italy.

L&#8217;ottava traccia che sveliamo è &#8220;Hey Boy Hey [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La web serie <a href="http://www.youtube.com/user/bymysidewebseries">#ByMySide </a>di Flavio Parenti, arrivata al settimo episodio dei dieci previsti per la prima stagione, continua a riscuotere sempre più apprezzamenti anche per la sua colonna sonora ufficiale che vede protagonisti grandi Artisti indipendenti italiani con alcune delle sicure next big thing made in Italy.</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/cs_bms_cover_ost1.jpg" rel="lightbox[pics18288]" title="cs_bms_cover_ost1.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/cs_bms_cover_ost1.jpg" alt="cs_bms_cover_ost1.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a></p>
<p>L&#8217;ottava traccia che sveliamo è <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rBnS2lpNK6A">&#8220;Hey Boy Hey Girl&#8221;</a>, famoso brano dei Chemical Brothers rivisto stupendamente in chiave guitar rock da una delle migliori band alternative italiane ( e senza dubbio tra le più calde e travolgenti dal vivo di tutta la scena indie): i romani Bud Spencer Blues Explosion.</p>
<p>Questo il link del videoclip del brano: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rBnS2lpNK6A">http://www.youtube.com/watch?v=rBnS2lpNK6A</a></p>
<p>Nelle prossime tre settimane verranno svelate le ultime quattro tracce delle dodici totali della tracklist. Dal primo giugno la colonna sonora &#8220;OST #BYMYSIDE WEB SERIES SEASON 1&#8243; sarà interamente disponibile al pubblico per il download gratuito.</p>
<p>A oggi questa la tracklist (XXX le canzoni ancora &#8220;segrete&#8221;) già disponibile in streaming sul sito ufficiale di #ByMySide e sul profilo soundcloud della indie label RedLed Records:</p>
<p>OST #ByMySide Web Series<br />
(RedLed Records, 2012)</p>
<p>1. XXX<br />
2. Agent Pazz &amp; The Workaholics - &#8220;#ByMySide Opening Theme Song&#8221;<br />
3. Hate Boss - &#8220;Time of the signs&#8221;<br />
4. Mistaman &amp; Dj Shocca - &#8220;Troppo e poco&#8221;<br />
5. Sick Tamburo - &#8220;E so che sai che un giorno&#8221;<br />
6. Bologna Violenta - &#8220;Blue Song&#8221;<br />
7. Edipo - &#8220;Idroscalo&#8221;<br />
8. The Sleeping Tree - &#8220;Love is an eternal lie&#8221;<br />
9. Bud Spencer Blues Explosion - &#8220;Hey Boy Hey Girl&#8221;<br />
10. XXX<br />
11. XXX<br />
12. XXX</p>
<p>Alla prossima settimana con un nuovo brano dell&#8217;OST di #ByMySide! ma non dimenticate prima l&#8217;appuntamento più importante con l&#8217;ottavo e nuovo episodio:</p>
<p>Giovedì 17 Maggio - H.23:00 - YOUTUBE<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=GRySZdW10_E">&lt;&lt;#ByMySide Web Serie S01E08&gt;&gt;</a></p>
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		<title>Intreccio di vernacoli dell’aretino per un classico partenopeo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vernacolo  sarà protagonista incontrastato Venerdì 18 Maggio alle ore 21.15 presso il Centro di Aggregazione Sociale Fiorentina, Via Vecchia 11 (S. Clemente), in occasione del Festival Nazionale di Teatro Spontaneo – ingresso gratuito –, quando andrà in scena la compagnia “Teatro Popolare di Sansepolcro” con lo spettacolo “Tòtta colpa del nonno Cèco” , scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vernacolo  sarà protagonista incontrastato <strong>Venerdì 18 Maggio alle ore 21.15 presso il Centro di Aggregazione Sociale Fiorentina, Via Vecchia 11 (S. Clemente)</strong>, in occasione del <strong>Festival Nazionale di Teatro Spontaneo</strong> – ingresso gratuito –, quando andrà in scena la compagnia “Teatro Popolare di Sansepolcro” con lo spettacolo “Tòtta colpa del nonno Cèco” , scritto da Franca Neri e diretto da Caterina Casini. La commedia è liberamente ispirata alla più celebre opera “L’amico di papà” del grande Eduardo Scarpetta, anche se trama e linguaggio risultano fortemente modificati dall’autrice, che si è dilettata a modellare i caratteri dei personaggi sulle potenzialità e caratteristiche dei componenti della compagnia, di cui lei stessa fa parte. Alcuni personaggi hanno quindi ottenuto più spessore, altri una cattiveria popolaresca molto marcata, altri ancora una nuova identità.</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/nonnocieco1.jpg" rel="lightbox[pics18286]" title="nonnocieco1.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/nonnocieco1.jpg" alt="nonnocieco1.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="103" width="154" /></a><br />
La storia è ambientata nella Sansepolcro del 1960, dove una famiglia patriarcale agiata, con a capo la signora Pasquina Benci, vede turbata la propria serenità domestica dall’arrivo della figlia di una defunta amica della stessa Pasquina. La trama si dipana, aprendosi subito scoppiettante, per l’arrivo in casa di questa figlia: equivoci e tresche amorose movimentano l’opera. Questo  potrebbe  far pensare che “Tòtta colpa del nonno Cèco” sia soltanto una delle tante commedie degli equivoci; invece è qualcosa di più: è una straordinaria farsa che diventa esilarante fin dall’inizio, in un crescendo di gag, continue e inaspettate, esaltate dalla freschezza e trascinante comicità del contrasto tra i dialetti. La novità dell’opera è infatti la presenza di due vernacoli, quello biturgense e quello sangiovannese, che si alternano e si fondono, rendendo il componimento una schermaglia di parole, rappresentativa dei due estremi della provincia di Arezzo. Il lessico che caratterizza l’opera, grazie anche alla consulenza di due esperti di vernacolo, quali Giuliana Del Barna e Lorenzo Lorenzini, è rigorosamente fedele alla parlata biturgense dei primi anni Sessanta ed è caratterizzato da soluzioni linguistiche popolari, che non scivolano mai in facili volgarità.<br />
Sebbene il risultato sia quello di una comicità genuina di tempi che sembrano orami lontani, lo spirito che sostiene l’opera è senza tempo, rendendo lo spettacolo godibile per ogni fascia di età.<br />
La compagnia “Teatro Popolare di Sansepolcro” vanta al suo attivo numerose opere in vernacolo, caratterizzate tutte da un ritmo corale sostenuto e da una pacata sensibilità nell’uso di forme colorite del linguaggio parlato, che le ha permesso, negli anni, di collezionare numerosi premi e riconoscimenti.</p>
<p><strong><br />
Personaggi ed interpreti</strong><br />
Benito (Domestico) Massimo Mazzi<br />
Cesira (Mamma di Benito) Franca Ricciarelli<br />
Caino (Cameriere) Danilo Panicucci<br />
M° Pierfranco Neri (uomo di lettere) Luciano Bartolini<br />
Aldo Benci (figlio della padrona) Claudio Baroni<br />
Felicina (moglie di Caino) Michela Milli<br />
Berto Benci (Marito di Pasquina) Giancarlo Baglioni<br />
Pasquina Benci (Padrona di casa) Giuliana del Barna<br />
Oronza Sodi (figlia di un’amica di Pasquina) Franca Neri<br />
Rosa (Innamorata di Aldo) Moira Bigi<br />
Attanasio Carboni (Dottore) Adelmo Del Siena</p>
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		<title>BiblioGrafica: a Cento mostra mercato di libri fuori commercio, stampe, grafica, collezionismo cartaceo.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News Mostre Antiquarie]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 20 maggio 2012, a Cento (FE), sotto i portici di via Matteotti, ritornerà BiblioGrafica, Mostra mercato di libri usati, rari, fuori commercio, e di stampe, grafica e collezionismo cartaceo in genere.
L&#8217;appuntamento si rinnova poi ogni terza domenica del mese..
Sono presenti librai professionisti e collezionisti, provenienti da noti studi bibliografici di Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 20 maggio 2012, a Cento (FE), sotto i portici di via Matteotti, ritornerà BiblioGrafica, Mostra mercato di libri usati, rari, fuori commercio, e di stampe, grafica e collezionismo cartaceo in genere.</p>
<p>L&#8217;appuntamento si rinnova poi ogni terza domenica del mese..</p>
<p>Sono presenti librai professionisti e collezionisti, provenienti da noti studi bibliografici di Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria e Lazio. I banchi si succedono per un totale di oltre 160 metri reali di esposizione.<br />
Nata per iniziativa dell&#8217;Associazione Culturale &#8220;BiblioGrafica&#8221;, in collaborazione con il Comune di Cento e con la Pro Loco, la manifestazione, che ha visto il suo debutto nello scorso aprile, è in continua crescita di consenso e si affianca all&#8217;ormai consolidato &#8220;Mercatino delle cose antiche&#8221;, arricchendone l&#8217;offerta con un settore dedicato che attira  un pubblico di appassionati, attratti dalla certezza di trovare opere interessanti.</p>
<p>Fin dalla prima edizione, infatti, “BiblioGrafica” si è caratterizzata  per la presenza di una grande varietà di testi a stampa (tra gli altri alcune “cinquecentine”) di ogni genere, dal saggio storico al testo scientifico, dalla letteratura al catalogo d’arte, dal libro religioso ai fumetti da collezione &#8230;Accanto ai libri, è possibile trovare stampe antiche, manifesti, locandine cinematografiche, opere di grafica contemporanea.</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong></p>
<p><a href="mailto://bibliografica.cento@libero.it">bibliografica.cento@libero.it</a>; cell. 338/7209186.<br />
Nella stessa occasione sarà aperta la libreria “amica” Il Posto delle Fragole, sita in Cento in Borgo del Ghetto n. 8 (orario 10-13).</p>
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		<title>I passi del viaggio di Arianna Malagoli in mostra nella storica location milanese  de &#8220;Le Biciclette&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Memo]]></category>

		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[ “Come chi prova un’emozione fortissima riguardando le foto di un viaggio passato… io posso rivivere con precisione vivida ogni singolo
pensiero che ha scandito i passi di questo percorso all’interno della mia mente”.
Arianna Malagoli

L’esposizione è articolata in 27 polaroid di grandi dimensioni (40&#215;50cm) che raccontano, mediante immagini e parole, i “passi” del percorso introspettivo dell’autrice e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <em>“Come chi prova un’emozione fortissima riguardando le foto di un viaggio passato… io posso rivivere con precisione vivida ogni singolo<br />
pensiero che ha scandito i passi di questo percorso all’interno della mia mente”.<br />
Arianna Malagoli</em></p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/pannello-passi_low.jpg" rel="lightbox[pics-1336986575]" title="pannello-passi_low.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/pannello-passi_low.jpg" alt="pannello-passi_low.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="119" width="169" /></a></p>
<p>L’esposizione è articolata in 27 polaroid di grandi dimensioni (40&#215;50cm) che raccontano, mediante immagini e parole, i “passi” del percorso introspettivo dell’autrice e dove ogni scatto ritrae i suoi piedi su uno sfondo, da soli o con altre persone.<br />
Gli scatti fotografici dei “piedi” rappresentano simbolicamente il “qui e ora”, reso discorsivo da un testo che si accompagna a ogni immagine e che traduce emozioni e pensieri evocati in quel momento particolare.<br />
Le 27 immagini di “passi” esposti, su un percorso complessivo di 77, divengono così memoria cruciale di un cammino interiore che trova il suo punto focale nella ricerca dell’essere e nella scoperta dell’energia insita nel pensiero.<br />
Il simbolo del “+”, riportato in ogni singola immagine, esprime il senso ultimo che “chiude il cerchio” dell’interno percorso: la scoperta del potere della condivisione del bene reciproco.</p>
<p><strong> Info:</strong></p>
<p>Opening mercoledi 16 maggio 2012 ore 19</p>
<p>Le Biciclette</p>
<p>via Conca del Naviglio 10, tel. 02 8394177<br />
<a href="http://www.lebiciclette.eu">www.lebiciclette.eu</a></p>
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		<item>
		<title>Cultura dimenticata dai politici</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 23:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ IL SOLE24ORE, 11 maggio 2012 , Stefano Salis -
Riportare la cultura al centro dello sviluppo strategico del Paese, proporre soluzioni concrete per ridare vigore agli investimenti ma anche un allarme che risuona in sottofondo: che la classe politica non creda davvero alla cultura come opportunità. Il convegno che ieri al Salone del Libro di Torino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> IL SOLE24ORE, 11 maggio 2012 , Stefano Salis -</p>
<p>Riportare la cultura al centro dello sviluppo strategico del Paese, proporre soluzioni concrete per ridare vigore agli investimenti ma anche un allarme che risuona in sottofondo: che la classe politica non creda davvero alla cultura come opportunità. Il convegno che ieri al Salone del Libro di Torino ha inaugurato la presenza del Sole 24 Ore (tutti i giorni alle 16, fino a domenica, in Sala Rossa) è stato incentrato, naturalmente, sul Manifesto per la cultura pubblicato lo scorso 19 febbraio e tutti gli interventi hanno esplorato, con competenza e taglio innovativo, le diverse facce della questione.</p>
<p>A cominciare da un preoccupato, ma fermo, Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, che, stimolato dal moderatore, Armando Massarenti (responsabile del supplemento Domenica, sulle cui colonne è stato pubblicato il Manifesto), ha stilato un breve elenco delle cose da fare.</p>
<p>«Prima di tutto - ha detto Carandini - va ribadita l&#8217;autonomia della cultura. Cultura che, oggi, in Italia, è in rovina. Qui l&#8217;idea che la cultura sia importante è matura, ma non passa. Infatti basti pensare che il Ministero dei Beni Culturali nel 2012 avrebbe fondi per 114 milioni di euro, con notevoli tagli rispetto all&#8217;anno precedente. Se pensiamo che da esso dipendono 277 centri di spesa, si scopre che per ciascuno di essi c&#8217;è un umiliante investimento di 411mila euro. E i tagli complessivi ammontano a 312 milioni di euro». Non basta.</p>
<p>Carandini ha auspicato una fiscalità agevolata per la cultura (su questo punto si veda Il Sole 24 Ore di ieri), che «la metà dei cosiddetti rimborsi elettorali ai partiti venga destinato alla cultura e che i soldi non spesi non vengano sottratti al Ministero, per essere reimpiegati. Carandini ha poi chiuso denunciando «l&#8217;ennesimo scempio al nostro patrimonio: la discarica che si vuole costruire a Corcolle, a 750 metri da uno dei monumenti che tutto il mondo ci invidia: la Villa Adriana a Tivoli. Mi auguro che il Governo ci ripensi».</p>
<p>La veemenza di questo appello di Carandini è stata riecheggiata dall&#8217;indignato intervento di Marco Polillo, presidente degli editori, che ha sferzato la classe politica. «Il vero problema è a monte. Qui bisogna dirselo chiaro. Il Governo non ci crede. I ministri, dopo gli interventi sul Sole 24 Ore, non hanno fatto nulla. Le risorse per la cultura, se si vuole veramente, le si trova. Noi editori ci troviamo, addirittura, a finanziare le iniziative statali, come quelle del Centro per il Libro. Gli editori sono pronti, l&#8217;Italia è quella che è grazie alla cultura, ma in troppi sembrano non accorgersene».</p>
<p>Per Evelina Christillin, manager culturale al vertice del Teatro Stabile di Torino e del Museo Egizio e per Francesco Micheli è tempo di rivedere le strategie manageriali per gli enti culturali. «C&#8217;è una mutazione epocale - ha detto Micheli -. Non si può più pensare di gestire musei o teatri come si faceva una volta. Va reinventato un modo di amministrare le istituzioni culturali». Oltre al discorso di «una corretta e migliore locazione delle risorse», Micheli ha ricalcato il fatto che «la gestione deve essere adeguata a tempi. Le produzioni teatrali mostruose e faraoniche non ci potranno più essere». È d&#8217;accordo Christillin. «Occorre un discorso di sistema, quando le risorse vengono continuamente tagliate e senza preavviso. Al Teatro di Torino nel budget 2012 di 14 mln, ne sono stati tagliati 1,2. Questo significa mettere in crisi chi gestisce un teatro. È ora che si trovi collaborazione fra ministeri, fra assessorati e istituzioni, anche sul versante del costo del lavoro, cercando soluzioni con i sindacati creative e condivise».</p>
<p>Per il matematico Alberto Conte, preside della Facoltà di Scienze Naturali a Torino, va posto l&#8217;accento sull&#8217;importanza della scienza come fattore di sviluppo. «Prendiamo esempio dalla Cina, che ha avuto questo eccezionale sviluppo grazie a questi investimenti. E ricordiamoci che il merito, in un momento di crisi, deve essere ancora di più il faro dell&#8217;allocazione delle risorse economiche e finanziarie per la cultura». Lo storico Sergio Luzzatto ha spiegato come «l&#8217;Università sia la grande assente nel dibattito sulla cultura» e ha ripreso la questione della scuola e del merito.</p>
<p>A chiudere il convegno, il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano che ha sottolineato: «Il nostro giornale non ha fatto il Manifesto per testimoniare la nostra attenzione per la cultura, ma per ottenere qualcosa. Il senso più profondo e vero di questa iniziativa è togliere l&#8217;attenzione episodica sul tema per collocarlo dove merita. Il Manifesto va fatto vivere: noi abbiamo tentato con umiltà di porre la cultura al centro dell&#8217;agenda politica del Paese».</p>
<p>La stagione cui rifarsi, ha ricordato Napoletano, è quella di De Gasperi, che sotto le macerie fumanti della guerra, nel 1946, non perde tempo a inaugurare la Scala di Milano («perché abbiamo lavoro e cultura e da qui possiamo ripartire» diceva), o la stagione del boom economico, quando innovazione, industria, imprese illuminate, riformismo cattolico e cultura laica, tutti «hanno concorso a fare ripartire il paese». «Non cederemo - ha chiuso Napoletano -. E continueremo con gli Stati Generali della cultura che faremo prossimamente a proporre la nostra idea di vedere la cultura come motore dello sviluppo, studiando soluzioni concrete con relazioni tecniche, ponendoci in un&#8217;ottica non solo italiana, ma europea». La dimensione che compete al tema.</p>
<p>Il Manifesto del Sole 24 Ore<br />
Sul Sole 24 Ore Domenica del 19 febbraio è stato pubblicato il manifesto in cinque punti «Per una Costituente della cultura». Eccoli: una Costituente per la cultura; strategie di lungo periodo; più cooperazione tra ministeri; arte e scienza integrate a scuola; sgravi ed equità fiscale.</p>
<p>1. Una Costituente per la cultura<br />
Cultura e ricerca sono capisaldi della nostra Carta fondamentale. L&#8217;articolo 9 della Costituzione «promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Sono temi intrecciati tra loro. Perché ciò sia chiaro, il discorso deve farsi economico. Niente cultura, niente sviluppo. &#8220;Cultura&#8221; significa educazione, ricerca, conoscenza; &#8220;sviluppo&#8221; anche tutela del paesaggio.</p>
<p>2. Strategie di lungo periodo<br />
Se vogliamo ritornare a crescere, se vogliamo ricominciare a costruire un&#8217;idea di cultura sopra le macerie che somigliano a quelle su cui è nato il risveglio dell&#8217;Italia nel dopoguerra, dobbiamo pensare a un&#8217;ottica di medio-lungo periodo in cui lo sviluppo passi obbligatoriamente per la valorizzazione delle culture, puntando sulla capacità di guidare il cambiamento. Cultura e ricerca innescano l&#8217;innovazione, e creano occupazione, producono progresso e sviluppo.</p>
<p>3. Cooperazione tra i ministeri<br />
Oggi si impone un radicale cambiamento di marcia. Porre la reale funzione di sviluppo della cultura al centro delle scelte del Governo, significa che strategia e scelte operative devono essere condivise dal ministro dei Beni Culturali con quello dello Sviluppo, del Welfare, della Istruzione e ricerca, degli Esteri e con il premier. Il ministero dei Beni Culturali e del paesaggio dovrebbe agire in coordinazione con quelli dell&#8217;Ambiente e del Turismo.</p>
<p>4. A scuola arte e cultura scientifica<br />
L&#8217;azione pubblica contribuisca a radicare a tutti i livelli educativi, dalle elementari all&#8217;Università, lo studio dell&#8217;arte e della storia per rendere i giovani i custodi del nostro patrimonio, e per poter fare in modo che essi ne traggano alimento per il futuro. Per studio dell&#8217;arte si intende l&#8217;acquisizione di pratiche creative e non solo lo studio della storia dell&#8217;arte, con movimenti e protagonisti. Ciò non significa rinunciare alla cultura scientifica, ma anche assecondare la creatività.</p>
<p>5. Merito, sgravi ed equità fiscale<br />
Una cultura del merito deve attraversare tutte le fasi educative, formando i cittadini all&#8217;accettazione di regole per la valutazione di ricercatori e progetti di studio. La complementarità fra pubblico e privato, che implica l&#8217;intervento dei privati nella gestione del patrimonio pubblico, deve divenire cultura diffusa. Provvedimenti legislativi a sostegno dei privati vanno sostenuti con adeguati sgravi fiscali: queste misure presentano anche una forma di equità fiscale.</p>
<p>11 maggio 2012</p>
<p><a target="new" href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-05-11/cultura-dimenticata-politici-064255_PRN.shtml">http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-05-11/cultura-dimenticata-politici-064255_PRN.shtml</a></p>
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		<item>
		<title>Corte dei Conti: crocifisso Michelangelo, entro 30 giorni la sentenza</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 22:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ Procura regionale chiede a Cecchi restituzione 600mila euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 mag - Arrivera&#8217; entro i prossimi 30 giorni la sentenza della Corte dei Conti sul giudizio contabile che chiama in causa il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi, e altre cinque persone per l&#8217;acquisto nel 2008 di un crocifisso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Procura regionale chiede a Cecchi restituzione 600mila euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 mag - Arrivera&#8217; entro i prossimi 30 giorni la sentenza della Corte dei Conti sul giudizio contabile che chiama in causa il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi, e altre cinque persone per l&#8217;acquisto nel 2008 di un crocifisso, attribuito a Michelangelo, da parte del ministero per i Beni culturali per 3 milioni e 250mila euro. La causa e&#8217; stata discussa questa mattina davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Lazio, presieduta da Salvatore Nottola, che al termine si e&#8217; riservata di decidere con sentenza. Il Pm, Pio Silvestri, ha ribadito la richiesta di condannare Cecchi e la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini, a risarcire all&#8217;erario 600mila euro, e i quattro membri del Comitato tecnico-scientifico presieduto da Marisa Dalai Emiliani, che valuto&#8217; l&#8217;acquisto per conto del ministero, a risarcire 300mila euro ciascuno, per totale di 2,4 milioni. Il Pm ha tuttavia invitato il collegio a valutare la possibilita&#8217; di utilizzare &#8220;il potere riduttivo&#8221; dei risarcimenti richiesti &#8220;tenuto conto delle oggettive difficolta&#8217; di valutazione&#8221; del valore dell&#8217;opera.</p>
<p>dlu-lc-</p>
<p>(RADIOCOR) 10-05-12 13:09:10 (0226) 5 NNNN</p>
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		<title>Sentenza storica della Cassazione: &#8220;I blog non sono stampa clandestina&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ (Adnkronos/Ign) -
I giudici, annullando la multa ad &#8216;Accade in Sicilia&#8217;, sancisce che non vanno equiparati a tradizionali quotidiani cartacei e quindi &#8220;non devono registrarsi&#8221;
Il blog non è stampa clandestina. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione annullando senza rinvio &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221; una multa a 150 euro inflitta al direttore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos/Ign) -</p>
<p>I giudici, annullando la multa ad &#8216;Accade in Sicilia&#8217;, sancisce che non vanno equiparati a tradizionali quotidiani cartacei e quindi &#8220;non devono registrarsi&#8221;</p>
<p>Il blog non è stampa clandestina. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione annullando senza rinvio &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221; una multa a 150 euro inflitta al direttore del blog &#8216;Accade in Sicilia&#8217; Carlo Ruta in base al reato di stampa clandestina previsto dalla legge 47 del 1948. In particolare, piazza Cavour, accogliendo il ricorso della difesa del blogger, ha annullato la decisione della Corte d&#8217;appello di Catania che, il 2 maggio 2011, aveva multato il blog in questione sostenendo che il blog avrebbe dovuto essere registrato presso il Tribunale competente dovendo essere equiparato ad un tradizionale quotidiano cartaceo. Ora è prevalsa la tesi della difesa che già in primo e in secondo grado aveva fatto presente che un blog come quello di &#8216;Accade in Sicilia&#8217; altro non è che &#8220;uno strumento di documentazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Esprimiamo soddisfazione per la sentenza in favore di Carlo Ruta&#8221;, afferma, in una nota, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. &#8220;Si tratta di una sentenza importante - continua - e che stronca sul nascere qualsiasi tentativo di tornare a colpire nel futuro blog e siti attraverso un&#8217;interpretazione strumentale della legge sulla stampa del &#8216;48 e della nuova legge sull&#8217;editoria del 2001&#8243;.</p>
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		<title>LA SOPRINTENDENTE, &#8220;Sue&#8221; e cessione dei beni minori</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sole24OrePlus-
Agli antiquari ha cercato di rispondere Sndrina Bandera, Soprintendente e Direttore della Pinacoteca di Brera: «Da quando c&#8217;è il Sistema informativo degli Uffici Esportazione (SUE), circa due anni, siamo in una nuova era - afferma -. E stato un processo lungo ma con l&#8217;informatizzazione del sistema c&#8217;è il passaggio veloce delle immagini e si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Sole24OrePlus-</p>
<p>Agli antiquari ha cercato di rispondere Sndrina Bandera, Soprintendente e Direttore della Pinacoteca di Brera: «Da quando c&#8217;è il Sistema informativo degli Uffici Esportazione (SUE), circa due anni, siamo in una nuova era - afferma -. E stato un processo lungo ma con l&#8217;informatizzazione del sistema c&#8217;è il passaggio veloce delle immagini e si possono accelerare i tempi perché non è più necessaria la visita personale a meno che, vedendo l&#8217;immagina l&#8217;ufficio esportazioni non ritenga necessaria la visi-ta». Bandera si dimostra aperta anche rispetto all&#8217;idea di creare una scala di vincoli per l&#8217;Europa come proposto dal collega della Soprintendenza di Siena e Grosseto Mario Scalini. «Oppure - conclude Bandera - chiedere una contropartita, magari versando un&#8217;indennità al Ministero dei Beni Culturali, per i beni di minore importanza». (S. A. B.)</p>
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		<item>
		<title>Antiquari sul piede di guerra La crisi colpisce gli acquisti, la categoria chiede interventi al governo</title>
		<link>http://www.eosarte.eu/?p=18278</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mercanti d&#8217;arte antica a convegno. Chiuse tra il 2010 e il 2011 il 20% delle attività commerciali, ecco i rimedi -
Sole24OrePlus, Marilena Pirrelli -
Se il mercato dell&#8217;arte moderna e contemporanea brilla consegnando alla storia ripetuti record con le tele di Munch e Rothko in asta a New York, il mercato dell&#8217;antiquariato, invece, numeri alla mano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Mercanti d&#8217;arte antica a convegno. Chiuse tra il 2010 e il 2011 il 20% delle attività commerciali, ecco i rimedi -</p>
<p>Sole24OrePlus, Marilena Pirrelli -</p>
<p>Se il mercato dell&#8217;arte moderna e contemporanea brilla consegnando alla storia ripetuti record con le tele di Munch e Rothko in asta a New York, il mercato dell&#8217;antiquariato, invece, numeri alla mano, soffre la crisi E la Federazione italiana mercanti d&#8217;arte (<strong>Fima)</strong> ha chiesto lunedì, 7 maggio, alle istituzioni di ricorrere ai ripari con delle modifiche alle norme sulla tutela e libera circolazione dei beni artistici antiquariali. I dati della crisi li ha snocciolati <strong>il generale di Brigata Pasquale Muggeo</strong>, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) facendo il punto sulle dichiarazioni di cessata attività, raccolte da UnionCamere, dai siti internet e riscontrate sul territorio. «La congiuntura si riflette sul mercato antiquariale con la chiusura del 20% degli esercizi - 480 tra il 2010 e il 2011 - con qualche apertura nel centro nord» ha spiegato. Le aree più colpite sono Triveneto, Calabria e Sicilia che hanno perso il 50% in media degli esercizi, mentre in Lazio e Abruzzo le chiusure sono state meno significative. Le città dove l&#8217;allarme &#8220;chiusure&#8221; è più sentito sono Venezia, Brescia, Verona, Bergamo, Bologna, Napoli, Palermo e Firenze. Solo Siena è in contro-tendenza: sono più i nuovi esercizi avviati che quelli che hanno chiuso i battenti.</p>
<p><strong>E la congiuntura non ha risparmiato neanche le case d&#8217;asta: «Sono nove ad aver cessato l&#8217;attività - conferma il generale Muggeo - tra Milano, Genova e Venezia».</strong> Fortuna che nel capoluogo lombardo nel biennio si sono insediate Bonhams, Pandolfini e Artcurial «Mentre si registra l&#8217;assenza nel 2011 di manifestazioni antiquariali rilevanti in Campania. Molte gallerie preferiscono, poi, vendere via web, così si superano i confini». E negli uffici della dogana i nodi vengono al pettine. «Nelle attività di controllo ci ritroviamo false dichiarazioni d&#8217;importazioni per rimpatriare opere rubate ed esportate clandestinamente o attribuzioni di scuola per opere di autori certi per evitarne il blocco». È ricca la fantasia di falsari e truffatori e la banca dati dei «Beni culturali illecitamente sottratti» dei Carabinieri con oltre 4 milioni di pezzi segnalati dal 1985, registra solo 145 consultazioni da parte degli operatori, che però dichiarano difficile la consultazione in un&#8217;indagine del Nucleo Tpc.</p>
<p><strong>Ma gli antiquari come valutano il presente e il futuro del mercato? La Fima</strong> lo ha chiesto ai suoi iscritti (poco meno di un migliaio), per la maggior parte antiquari (89,4%), ma anche restauratori (7,8%). Premesso che circa l&#8217;80% del campione svolge la propria attività in città e perla maggior parte al nord, la categoria si approvvigiona di beni artistici antiquariali in primis da privati (35%), poi in asta (16%) e dal web (2%), nel 25% dei casi ciò avviene sul mercato italiano, nel 17% su quello europeo e solo per il 5% fuori dal vecchio continente. Il 66% del campione ha partecipato a mostre mercato, nel 95% sul territorio nazionale e per il 15% all&#8217;estero. Ma qual è il bilancio commerciale nel 2011 rispetto al 2010? <strong>Per l&#8217;80% degli antiquari è in calo</strong>, stabile per il 12% e in crescita solo per l&#8217;8%, tra questi il 66% valuta l&#8217;incremento tra l&#8217; 11 e il 20%, mentre per il 73% dei mercanti d&#8217;arte il calo è stato superiore al 20% degli scambi. <strong>Del resto la propensione dei collezionisti agli acquisti è scesa perla maggior parte del campione (95%), così come ancora la maggioranza (84%) prevede in futuro un calo del commercio dei beni antiquariali</strong> rispetto a un 12,30% stabile e solo il 3,7% in ripresa</p>
<p>Come correre ai ripari? «<strong>Attraverso la riforma di alcune regole del settore - spiega Carlo Teardo</strong>, presidente della Fima -, soprattutto rivedendo quelle sulle esportazioni per equipararci agli stessi obblighi dei colleghi europei». Il nodo è la necessità di conciliare la tutela del patrimonio artistico italiano e le esigenze di esportazioni del mercato.</p>
<p><strong>«ll mercato interno non esiste e quello internazionale è una chimera» lamenta Giovanni Pratesi,</strong> presidente dell&#8217;Associazio-ne Antiquari d&#8217;Italia. Le attese per i permessi di esportazione sono lunghissime, l&#8217;appello degli antiquari è uno: «Liberalizzare il commercio degli oggetti di poco valore o poca rilevanza storico-artistica individuando delle griglie di valore - già ipotizzate in un tavolo tecnico ora da riconvocare -, semplificare gli adempimenti burocratici e il rapporto con le soprintendenze: abbreviare i tempi&#8221; prosegue <strong>Teardo</strong>.</p>
<p>E soprattutto emendare il disegno di legge delega <strong>Galan </strong>per il contrasto dei reati nei confronti del patrimonio culturale, ora in Commissione Giustizia, in dirittura d&#8217;arrivo entro il 20 maggio. «Il progetto di legge aumenta le pene per i reati di esportazione di beni culturali e ne amplia l&#8217;applicazione. Si rischia di applicare ai mercanti d&#8217;arte lo stesso rigore previsto per i pedofili, dando libera iniziativa alle forze dell&#8217;ordine di operare sotto copertura senza informare il magistrato - spiega Teardo - In un sistema dell&#8217;arte globale bisognerebbe pensare da europei e ipotizzare la libera circolazione tra gli stati Ue, previa una comunicazione alle autorità competenti e, in caso d&#8217;interesse pubblico, prevedere l&#8217;acquisto del bene come già fanno lo Stato francese e inglese» conclude.</p>
<p>Marilena Pirrelli</p>
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		<title>L’International Tattoo Expo di Roma fa 13</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 23:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Rossana Calbi -

“Queste cose accaddero in un’epoca in cui ancora fioriva la nobile virtù della frivolezza&#8230; Tutti cercavano di essere belli e per raggiungere lo scopo venivano versati sui corpi umani colori variopinti. Alla superficie della pelle delle persone si intrecciavano in una specie di danza, linee, colori soavi e brillanti. Chi si recava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> di<strong><a href="http://www.eosarte.eu/?page_id=5494"> Rossana Calbi</a> </strong>-</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/locandina-roma-tatoo.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="locandina-roma-tatoo.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/locandina-roma-tatoo.jpg" alt="locandina-roma-tatoo.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/nikki-leigh-pozo.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="nikki-leigh-pozo.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/nikki-leigh-pozo.jpg" alt="nikki-leigh-pozo.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="152" width="107" /></a></p>
<p><em>“Queste cose accaddero in un’epoca in cui ancora fioriva la nobile virtù della frivolezza&#8230; Tutti cercavano di essere belli e per raggiungere lo scopo venivano versati sui corpi umani colori variopinti. Alla superficie della pelle delle persone si intrecciavano in una specie di danza, linee, colori soavi e brillanti. Chi si recava nei quartieri dei piaceri, sceglieva come portatori della sua lettiga uomini dal corpo abilmente tatuato, e le cortigiane di Yoshiwara e Tatsumi offrivano il proprio amore a coloro che potevano vantare i più bei tatuaggi.”<strong>*</strong></em><br />
Non sembra sia cambiato molto dal 1910, anno in cui Tanizaki Jun’ichirō scriveva Shisei, Tatuaggio, ma a oggi il tattoo ha assunto aspetti molto diversi soprattutto nella cultura occidentale.<br />
Era il simbolo del Caino, del reietto; erano marchiati i corpi delle prostitute, delle streghe, dei ladri. Come spesso accade, le forme di cultura bassa si incastravano  stranamente con quelle alte, e fin dai primi del ‘900 erano i nobili occidentali, i colonizzatori inglesi e spagnoli che si facevano tatuare dai maestri che incontravano nei loro viaggi di conquista.</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/angie-miya.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="angie-miya.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/angie-miya.jpg" alt="angie-miya.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/1211-1328607424.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="1211-1328607424.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/1211-1328607424.jpg" alt="1211-1328607424.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="148" width="111" /></a><br />
Aneddoti storici raccontano che il famoso Vlad III di Valacchia, trasformato dalla penna di Bram Stoker nel Conte Dracula, fosse stato tatuato alla nascita come segno di riconoscimento della sua nobile stirpe. E c’era chi, come capita anche adesso, si tatuava con imprudenza, Carlo XIV Giovanni di Svezia, anche re di Norvegia con il nome di Carlo III Giovanni, non si faceva visitare volentieri dai medici, sul petto, si scoprì alla sua morte, aveva tatuato “Morte ai Re”, ma ai tempi della Rivoluzione era solo Jean-Baptiste Jules Bernadotte e se lo poteva permettere. Oggi anche dal palco del Teatro Ariston possono svolazzare colorate farfalle, e si sa che le farfalle svolazzano di fiore in fiore, per questo in spagnolo mariposa, farfalla, appunto è anche sinonimo di prostituta.</p>
<p>Di farfalle ne saranno volate e impresse tante nel corso dell<strong>’International Tattoo Expo di Roma</strong>, giunta ormai alla sua tredicesima edizione. Dal<strong> 4 al 6 maggio</strong> oltre duecento tatuatori da tutto il mondo hanno dato dimostrazione di come un’arte antica si trasforma e <a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/226714-7378294-7.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="226714-7378294-7.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/226714-7378294-7.jpg" style="width: 100px" alt="226714-7378294-7.jpg" align="right" width="100" /></a>diventa sempre più contemporanea. Non si può dire la stessa cosa di tutte le forme artistiche. Il tatuaggio è costretto a fare i conti con le mode di cui è vittima e icona, con la tradizione e la sperimentazione, una bella ambivalenza per una forma espressiva che deve mettere d’accordo il tatuatore e chi presta la sua pelle come una tela. Difficile la commissione diretta con un corpo che vive e che si evolve con il desiderio espressivo di chi al posto della matita usa l’ago per disegnare.<br />
Un’arte che mescola stili e fa nascere nuovi interessi artistici. Lo dimostra la mostra <strong>Vis Dearum</strong> (La forza delle dee) <strong>in corso fino al 27 maggio presso la galleria romana Mondo Bizzarro.</strong> Dopo la fortunata esperienza dello scorso anno de Le sante peccatrici, <strong>Viola Von Hell</strong>, in collaborazione per quest’ultima mostra da<strong> Ilaria Beltramme,</strong> cura la collettiva che coivolge diciotto tatuatrici di fama internazionale tra cui spicca<strong> Angelique Hautkamp  </strong>con la sua Aphrodite e <strong>Morg Armeni </strong>con Hecate rappresentata secondo l’iconografia classica con le tre facce.<br />
Le conventions degli ultimi anni sono diventati degli spazi espositivi non solo di corpi, ma anche di vere e proprie mostre d’arte, La collettiva Le sante peccatrici ha inaugurato il suo tour da Mondo Bizzarro e successivamente ha fatto il giro delle più importanti conventions tattoo nazionali, perché in ogni convention è ormai uso avere una sede per l’esposizione di vere e proprie tele, anche non legate strettamente al mondo del tatuaggio.<br />
<a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/1016-andrealanzi.jpg" rel="lightbox[pics-1336988312]" title="1016-andrealanzi.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/1016-andrealanzi.jpg" style="width: 100px" alt="1016-andrealanzi.jpg" align="left" width="100" /></a>I tatuatori sono artigiani bravissimi e spesso artisti duttili; sperimentano stimolati anche dalla materia che diventa sempre nuova sotto le loro mani, dimostrazione di questa particolare commissione è <strong>Andrea Lanzi, in arte Antikorpo</strong>. A Lanzi non basta usare i colori sul corpo e realizzare dei lavori caratterizzati per il realismo, Antikorpo il corpo lo deve creare con la resina, definito il figlio maledetto di Cattelan, Antikorpo si dimostra ancora più coraggioso ed è scevro da quell’irriverenza fine a se stessa del più famoso artista padovano. Soprattutto, Antikorpo Lanzi realizza ogni sua opera. Un vero artigiano oltre che artista, nessuna commissione, i peli sono capelli umani che Lanzi mette uno per uno nel corpo dei ratti che si abbeverano nella tinozza ricolma di sangue sotto una parete di Ex Voto, così venivano presentati in occasione dell’edizione della Florence Tattoo Convention di novembre 2011.</p>
<p>La sua volontà di rappresentare i corpi nel modo più realistico possibile non vuole impressionare il pubblico, ma avvicinarlo a delle sensazioni vere e dovute in una realtà che tendiamo a dimenticare e cancellare nella quotidianità. Così il cuore si riempie di siringhe ed è anestetizzato non dalle ferite della vita, non come nei tatuaggi old school in cui è il pugnale a trafiggerlo e a farlo sanguinare. Antikorpo serve il cuore su un vassoio bloccandolo come un puntaspilli, incapace di funzionare; sono le siringhe ad anestetizzarlo per fermarlo di fronte alla vita. Il cuore non si fa più toccare da nulla adesso è immobile e fermo.<br />
Uno degli artisti più interessanti non solo tra i tatuatori italiani, ma tra gli artisti della scena italiana contemporanea. Antikorpo Lanzi riesce a fermare il tempo con delle sculture che fanno male per il loro realismo e  che sbattono in faccia una realtà nuda e cruda. Non usa mezzi termini per dichiarare la sua denuncia a una società che ha fatto del male ed è rappresentata con il volto di Hitler non dimenticato e consumato dai vermi, ma liscio e immutato perché baciato dalla bava delle lumache. Una cura di bellezza per la crudeltà, che noi vediamo rifiorire e che non ci spaventa, e qui l’arte serve a dichiarare la sua perplessità di fronte all’orrore e alla tragedia.<br />
Un luogo strano la convention si incontrano tatuatori di grande sensibilità, si sente buona musica e si assiste a concorsi di bellezza. Miss Cover Girl, la fanciulla tatuata che probabilmente sarà sulla prossima copertina della rivista Tattoo Italia, nel corso dela premiazione la vincitrice ha decisamente interdetto il pubblico e non solo quello femminile. Al primo posto per la giuria si è classificata <strong>Angie Miya</strong> che ricorda i voli fluttuanti delle farfalle sanremesi e la deliziosa ventiseienne pin-up <strong>Nikki Leigh Pozo</strong> ha ‘solo’ catturato i cuori del pubblico della convention che non ha neanche battuto le mani all’elezione della vincitrice.<br />
A volte il pubblico non è tanto stupido come credono in molti, e una frangetta che segue degli occhi grandi e sensuali suscita maggiore attenzione di un corpo troppo esposto persino o forse soprattutto in una convention.</p>
<p><em>*Tanizaki Jun’ichirō, Shisei, 1910, in AA.VV. , Narratori giapponesi moderni, a cura di A. Ricca Suga, Bompiani, Milano, 1986, p. 229</em></p>
<p><a href="http://www.tattooexporoma.com">www.tattooexporoma.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Cultura senza fondi butta 80 milioni di euro. Per anni il Mibac ha avuto a disposizione i soldi. Ora dovrà restituirli al Mef.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il Tempo - Fabio Peruga  -
Ottanta milioni buttati. Tenuti una decina di anni in un cassetto del ministero dei Beni culturali e sfumati in un attimo. Il mondo della cultura lamenta da sempre una mancanza di fondi per mantenere e rinnovare il grande patrimonio italiano. Eppure i soldi per fare qualcosa c&#8217;erano, salvo però non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Il Tempo - Fabio Peruga  -</p>
<p>Ottanta milioni buttati. Tenuti una decina di anni in un cassetto del ministero dei Beni culturali e sfumati in un attimo. Il mondo della cultura lamenta da sempre una mancanza di fondi per mantenere e rinnovare il grande patrimonio italiano. Eppure i soldi per fare qualcosa c&#8217;erano, salvo però non averli mai utilizzati. Ogni anno venivano riaccreditati al Mibac nonostante non fossero impegnati. Un meccanismo possibile solo perché il ministero benificia (anzi, beneficiava) di una contabilità speciale.</p>
<p>Ma, prima o poi, i nodi vengono al pettine. Nelle pieghe della legge di stabilità 2012, infatti, è decretata la chiusura delle contabilità speciali. Risultato: addio soldi. Il Mibac dovrà restituire al ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze 64 milioni di euro entro questo maggio e 10 milioni di euro entro il prossimo maggio. Insomma, un bel po&#8217; di risorse che potevano servire a valorizzare il patrimonio in tempi di magra vengono meno. Un fatto, questo, che ha fatto balzare dalla sedia alcuni operatori del settore cultura come il consigliere di amministrazione del PalaExpo, Michele Gerace. «Questi soldi potevano essere utilizzati per la conservazione dei beni culturali, per la produzione culturale o la valorizzazione o promozione. Ormai non possiamo farci nulla», spiega Gerace che spera invece di poter vedere una migliore gestione del denaro pubblico nelle future leggi e documentazioni di programmazione economico finanziaria.</p>
<p>Il consigliere, tra i primi ad accorgersi del paradosso che si è venuto a creare al Mibac, è convinto che «la produzione culturale, le imprese creative e tutta la loro filiera, non hanno bisogno di essere assistititi da sovvenzioni pubbliche per eprimersi e per produrre,perché se lo Stato è in grado di garantire a tutte le imprese, comprese quella culturale e creativa, la possibilità di competere ad armi pari, le imprese stesse da una parte si andranno a selezionare sul mercato e tutte quelle che meritano potranno camminare con le proprie gambe e non con i soldi dei cittadini, anche nel tempo della crisi. Ovviamente, purché lo stato non droghi il mercato». Dall&#8217;altra parte, questi soldi, come quegli ottanta milioni tornati al Mef, e che normalmente sono destinati alla produzione, «dovrebbero essere indirizzati alla valorizzazione e alla promozione, perché il sistema da solo non basta».</p>
<p>Del resto, per un Paese come l&#8217;Italia, investire in questa direzione dovrebbe essere un fatto naturale. I dati parlano chiaro. Negli stati Ue il fatturato del settore tocca i 600 miliardi l&#8217;anno, superando l&#8217;alimentare, il tessile e il chimico. In Germania, per esempio, le 237 mila piccole e medie imprese culturali e creative (77 mila solo a Berlino) hanno fatto crescere il Pil del 3 per cento e l&#8217;occupazione del 2 per cento. I Paesi Bric hanno costruito sulla cultura il proprio asset di riferimento (caso eclatante è l&#8217;Argentina che il giorno dopo la grande crisi ha investito nel settore). Eppure nel Piano nazionale delle riforme (Pnr) di molti Paesi europei e, quindi, anche in Italia non compare mai la voce «cultura». «E questo è un fatto curioso - dice Gerace -. Tutti quelli che scrivono i manifesti sulla cultura, il giorno dopo dovrebbero essere pronti a mettere in pratica le buone intenzioni, essere consequenziali. Per avere possibilità di sviluppo mi immagino un governo che sia consequenziale delle cose che sottoscrive, quando va a stanziare le voci di bilancio, e questa è la strada buona per puntarci veramente». Oppure, il rischio è trovarsi di nuovo di fronte a occasione perse. Come quegli ottanta milioni lasciati per anni in un angolo del ministero dei Beni culturali. E ora «svaniti».</p>
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		<title>Le scelte e l&#8217;ambiente. Il balletto delle parole</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ Corriere della Sera, di Andrea Garibaldi -
Come smaltire i rifiuti cittadini (4-5000 tonnellate al giorno) nei prossimi anni? Questa è una storia romana. Cioè, italiana. Basta prendere, a caso, la giornata di ieri, con le parole dei protagonisti. Prefetto (e commissario per l&#8217;emergenza rifiuti), Pecoraro: «Il presidente del Consiglio Monti mi aveva chiesto una discarica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Corriere della Sera, di Andrea Garibaldi -</p>
<p>Come smaltire i rifiuti cittadini (4-5000 tonnellate al giorno) nei prossimi anni? Questa è una storia romana. Cioè, italiana. Basta prendere, a caso, la giornata di ieri, con le parole dei protagonisti. Prefetto (e commissario per l&#8217;emergenza rifiuti), Pecoraro: «Il presidente del Consiglio Monti mi aveva chiesto una discarica entro il 30 aprile, ho indicato Corcolle. Se l&#8217;idoneità del sito sarà confermata, faremo espropri e gara europea». Ministro dell&#8217;Ambiente, Clini: «Non sono informato, ma siccome sono il ministro dell&#8217;Ambiente mi informeranno». Prefetto Pecoraro: «Entro questa settimana sarà tutto definito». Ministro Clini: «Se per fare una discarica a Corcolle, bisogna modificare il piano per il bacino del Tevere approvato con Dpr del 2010, staremo a vedere. Una discarica deve garantire l&#8217;assoluta impermeabilità. Corcolle non rispetta i requisiti tecnici». Prefetto Pecoraro: «Corcolle potrà durare massimo due anni, due anni e mezzo». Ministro Clini: «Nel governo almeno due ministri, Ambiente e Beni culturali, si sono espressi su Corcolle. Pretendo che il prefetto di Roma, che è un funzionario dello Stato, si allinei, nel rispetto delle leggi italiane e delle direttive europee». Ministro dell&#8217;Interno, Cancellieri: «Il prefetto Pecoraro è assolutamente sicuro della sua scelta. Io ho il massimo rispetto per i ministri dei Beni culturali e dell&#8217;Ambiente». Presidente Italia Nostra di Roma, Carlo Ripa di Mea-na: «La scelta di Corcolle è in totale dispregio del vicino sito Unesco di Villa Adriana». Coordinatore comitato &#8220;Salviamo Villa Adriana&#8221;, Urbano Barberini: «La commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha aperto un&#8217;istruttoria sul progetto di discarica a Corcolle». Presidente della Regione, Polverina: «Lasciamo lavorare il prefetto sulla discarica provvisoria». Presidente regionale Verdi, Nando Bonessio: «Se si deroga alle direttive europee, si rischia la fine dei Mondiali di nuoto, sotto indagine della magistratura». Sindaco Alemanno: «Un ministro e un prefetto sono due emanazioni del governo: non devono polemizzare tra loro, ma trovare una soluzione univoca». Segretario Pd romano, Miccoli: «Sulla discarica Alemanno fa lo scaricabarile. Il sindaco è stato incapace di scegliere un sito». Segretario Aduc, Primo Mastrantoni: «A causa del tira e molla tra Stato, Regione, Provincia, Comune e commissario di governo i rifiuti rischiano di finire accumulati per le strade di Roma, come a Napoli». Finale, con spiragli di speranza. Ministro Clini: «Per evitare l&#8217;emergenza rifiuti a Roma è necessario far partire la raccolta differenziata e il recupero di materia ed energia, secondo le direttive europee. Su questo c&#8217;è la convergenza dei presidenti di Regione e Provincia e del sindaco. Roma ha avuto per 40 anni un sistema incardinato su una discarica, ora il sistema si orienta in una direzione completamente diversa». Ama: «La raccolta differenziata a gennaio è al 25,6 per cento. Nel 2007 era al 17 per cento». La storia continua. A domani. (<a href="mailto:agaribaldi@corriere.it">agaribaldi@corriere.it</a>)</p>
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		<title>Roma: &#8220;Stop al sottopasso dell´Ara Pacis o si rischia un danno da 25 milioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Repubblica, 09 maggio 2012 - Roma. Laura Serloni -
I residenti diffidano il Campidoglio: rinunci subito al progetto. &#8220;L´opera così com´è è irrealizzabile La ditta vincitrice può chiedere un risarcimento&#8221;
Dalle proteste con le lenzuola appese alle finestre, il &#8220;caso&#8221; del sottopasso dell´Ara Pacis approda in tribunale. Il limite di 30 giorni fissato dalla legge per l´aggiudicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La Repubblica, 09 maggio 2012 - Roma. Laura Serloni -<br />
I residenti diffidano il Campidoglio: rinunci subito al progetto. &#8220;L´opera così com´è è irrealizzabile La ditta vincitrice può chiedere un risarcimento&#8221;</p>
<p>Dalle proteste con le lenzuola appese alle finestre, il &#8220;caso&#8221; del sottopasso dell´Ara Pacis approda in tribunale. Il limite di 30 giorni fissato dalla legge per l´aggiudicazione definitiva dell´appalto sarebbe ormai scaduto, ma ancora non c´è stata da parte del Campidoglio una formale rinuncia al progetto né il procedimento sarebbe ancora stato chiuso. Per questo 18 associazioni del centro storico hanno presentato una diffida al sindaco: «L´inerzia degli uffici può causare un ingente danno erariale alle già provate casse capitoline: fino a 25 milioni di euro. Ora il Campidoglio faccia chiarezza». E c´è di più: con un esposto, è stato chiesto l´intervento della sezione di controllo della Corte dei Conti e dell´Avcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici) perché per il progetto del sottopasso e del parcheggio interrato non è mai stato svolto uno studio di fattibilità completo ed approfondito.<br />
I lavori della conferenza dei servizi sono stati chiusi lo scorso 21 febbraio. Il verbale riporta una serie di pareri e prescrizioni al progetto del gruppo Todini spa, che ha vinto la gara, con richieste di modifiche di tale entità ed importanza da stravolgere il piano originario. Dalla data di chiusura dei lavori, i trenta giorni per l´aggiudicazione definitiva sono ormai decorsi. Il rischio segnalato dalle associazioni è che, in mancanza di un provvedimento del Comune, che chiuda il procedimento e dichiari di rinunciare al progetto, possa scattare - con un meccanismo equivalente al silenzio-assenso - l´aggiudicazione definitiva dei lavori a favore di Todini spa, come prevede il Codice degli appalti pubblici.<br />
<strong>Il progetto, però, così com´è non può essere realizzato, visti i tanti pareri espressi dai diversi uffici tecnici e dalle Soprintendenze.</strong></p>
<p>«Il pericolo - sottolinea Roberto Tomassi, del Coordinamento residenti centro storico - è che si apra un contenzioso con la ditta appaltatrice, che può chiedere al Comune un notevolissimo risarcimento danni (almeno 25 milioni di euro) nel caso il progetto non venisse realizzato. Tutte le problematiche emerse in sede di conferenza di servizi avrebbero potuto essere rilevate prima di dare corso alla gara: sarebbe così emersa l´impossibilità di procedere ai lavori. Invece il Comune si è infilato in un vicolo cieco, e ha già speso notevoli risorse umane e finanziarie per un´opera irrealizzabile». A ribadire i &#8220;limiti fisici&#8221; del progetto è Antonio Tamburrino, ex consulente del Campidoglio per il piano strategico della mobilità: «La pendenza delle rampe del 10%, il collettore delle acque basse e i resti archeologici che insistono nell´area sono limiti invalicabili. Già con i lavori della teca il piano fu modificato all´ultimo momento perché furono trovati dei lastricati marmorei di epoca augustea. Lì sotto, con ogni probabilità, c´è il porto di Augusto».</p>
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		<title>Da Salvestrini a Rosai, da Campigli a Bonalumi, da Cecconi a Hayez: all&#8217;asta alla Galleria Pananti di Firenze e in esposizione a Milano dall’11 al 14 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fotografia rullo]]></category>

		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<category><![CDATA[Aste Press]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il mese di maggio la Casa d’Aste Galleria Pananti di Firenze propone una doppia sessione di asta che raggruppa sia l’antiquariato che gli autori moderni e contemporanei. Verranno battuti capolavori di Salvestrini, Rosai, Campigli e  Bonalumi, vere e proprie rarità del mercato dell’arte.

Andando nel dettaglio la Casa d’Aste propone nella prima sessione dedicata all’antiquariato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il mese di maggio la Casa d’Aste Galleria Pananti di Firenze propone una doppia sessione di asta che raggruppa sia l’<strong>antiquariato</strong> che gli <strong>autori moderni e contemporanei.</strong> Verranno battuti capolavori di<strong> Salvestrini, Rosai, Campigli e  Bonalumi, </strong>vere e proprie rarità del mercato dell’arte.</p>
<p><a rel="lightbox[pics-1336566265]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/santa_hayez.jpg" title="santa_hayez.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/santa_hayez.jpg" alt="santa_hayez.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a><a rel="lightbox[pics-1336566265]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/salomone-incensa-gli-idoli_salvestrini.jpg" title="salomone-incensa-gli-idoli_salvestrini.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/salomone-incensa-gli-idoli_salvestrini.jpg" alt="salomone-incensa-gli-idoli_salvestrini.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="123" width="136" /></a><br />
Andando nel dettaglio la Casa d’Aste propone nella prima sessione dedicata all’<strong>antiquariato</strong>, fra i vari dipinti,  l’opera <strong>“Santa” </strong>di <strong>Francesco Hayez </strong>(stima € 12.000/14.000 euro), il <strong>“Pomo in avorio con nostromo”</strong>, (attribuito ad Andrea Pisano), (stima € 8.000/10.000); il <strong>“Seppellimento di Cristo” </strong>di <strong> Galeazzo Mondella detto “Moderno” </strong>(stima €5.000/7.000); il <strong>“Paesaggio con brigante” </strong>di <strong>Stefano della Bella</strong> (stima € 10.000/15.000) e l’opera che fa da copertina al catalogo, ovvero il<strong> “Salomone incensa gli idoli” </strong>di <strong>Bartolomeo Salvestrini</strong> (stima € 120.000/180.000). All’asta anche diversi<strong> mobili </strong>del XVII secolo emiliano, si evidenzia fra questi per la sua bellissima architettura il Mobile da sacrestia del XVII (stima € 8.000/10.000).<br />
Per l<strong>&#8216;oggettistica moderna</strong> e sicuramente degno di nota anche un vaso, anni ’20 della Manifattura <strong>Chini di Borgo San Lorenzo,</strong> di forma ovoidale, in maiolica dipinta con motivi floreali verdi e blu su fondo bianco (stima € 5.000/7.000).<br />
Fra i dipinti del Novecento si segnala innanzitutto una raccolta di opere del pittore <strong>RAM (Ruggiero Alfredo Michahelles) </strong>provenienti da una collezione privata fiorentina. Bellissima, l’opera di grandi dimensioni di <strong>Giovanni Colacicchi, “Dalla terrazza”,</strong> (stima € 10.000/15.000), il bellissimo ed eccezionale, per le sue dimensioni, disegno acquerellato di<strong> Ottone Rosai,</strong> il <strong>“Panorama di Firenze del 1935 (Porta romana</strong>) (stima € 25.000/30.000) che fu il primo bozzetto disegnato a grandezza naturale (cm 254&#215;450)eseguito dall&#8217;artista per il buffet della stazione di Firenze.<br />
Ed ancora una raccolta di opere provenienti da un’importante collezione fiorentina di autori macchiaioli tra cui <strong>Gioli, Ciani, Bartolena, Sorbi, e Andreotti.</strong></p>
<p><a rel="lightbox[pics-1336566265]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/panorama-di-firenze_rosai.jpg" title="panorama-di-firenze_rosai.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/panorama-di-firenze_rosai.jpg" alt="panorama-di-firenze_rosai.jpg" class="imageframe imgalignleft" height="81" width="142" /></a><a rel="lightbox[pics-1336566265]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/scacchiera_campigli.jpg" title="scacchiera_campigli.jpg"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/scacchiera_campigli.jpg" alt="scacchiera_campigli.jpg" class="imageframe imgalignleft" width="100" /></a><br />
Fra gli autori dell’800  sono  bellissimi i dipinti:<strong> “Autunno con cacciatore” </strong>di<strong> Eugenio Cecconi </strong>(stima € 23.000/25.000) e l’opera “<strong>A</strong> <strong>Chioggia” di Beppe Ciardi</strong> (stima € 23.000/26.000).<br />
Per il &#8216;900<strong> “Composizione” di Enrico Prampolini  </strong>(stima € 10.500/12.500) e la meravigliosa<strong> “Scacchiera” di Massimo Campigli </strong> (stima  € 70.000/80.000), per concludere con l’opera <strong>“Blu” di Agostino Bonalumi</strong> (stima € 33.000/35.000).<br />
L’asta, in doppia sessione, si svolgerà il <strong>25 e 26 maggio alle ore 16 al Palazzo Ridolfi</strong> (via Maggio 15) di Firenze e sarà preceduta da un’<strong>esposizione</strong> che si terrà <strong>in anteprima a Milano, nella sede di Brera, in via dell’Orso 9,</strong> <strong>dall’11 al 14 maggio</strong> (10.00/13.00 - 14.00/18.00) e a Firenze, a Palazzo Ridolfi (via Maggio 15, Firenze) dal 18 al 24 maggio (orario 10-19).</p>
<p>Ufficio Stampa, Mastrorilli Comunicazione, Silvia Mastrorilli, tel. 3281050923, e-mail <a href="mailto://silviamastrorilli@gmail.com">silviamastrorilli@gmail.com</a><br />
Galleria Pananti Casa d&#8217;Aste, Palazzo Ridolfi, Via Maggio 15 - 50125 Firenze,<a href="http://www.pananti.com"> www.pananti.com</a></p>
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		<title>“Heart Black” is the first jewel designed by the Italian sculptor Emanuele Rubini in marble black belgium dedicated to Amy Winehouse</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

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“Heart Black”   is the first jewel designed by the Italian sculptor  Emanuele Rubini in marble black belgium dedicated to Amy Winehouse  inspired to &#8216;album Back to Black success that led to the victory of five  Grammy Awards

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-5.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-5.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-5.JPG" alt="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-5.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" alt="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-marble-black-belgium-mm48x36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" alt="black-heart-marble-black-belgium-mm48×36x18-peso-28-grammi-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a></p>
<p>“Heart Black”   is the first jewel designed by the Italian sculptor  Emanuele Rubini in marble black belgium dedicated to Amy Winehouse  inspired to &#8216;album Back to Black success that led to the victory of five  Grammy Awards</p>
<p><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" alt="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-3.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" alt="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-2.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a><a href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-1.JPG" rel="lightbox[pics-1336566033]" title="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-1.JPG"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-1.JPG" alt="black-heart-by-emanuele-rubini-sculptor-1.JPG" class="imageframe imgalignleft" width="100px" /></a></p>
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		<item>
		<title>Milano. Mostra personale di Franco Francese allo Studio d&#8217;Arte del Lauro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 19:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EosArte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gallerie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eosarte.eu/?p=18258</guid>
		<description><![CDATA[Studio d&#8217;Arte del Lauro - Via Mosè Bianchi 60 - 20149 Milano
Dal 10 maggio al 28 giugno 2012
Inaugurazione giovedì 10 maggio 2012 dalle ore 18
    
A Milano nello spazio dello Studio del Lauro si inaugura il 10 maggio una mostra dedicata a Franco Francese. Un&#8217;iniziativa che appare significativa per rinnovare l&#8217;incontro con questo artista.
Francese fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Studio d&#8217;Arte del Lauro - Via Mosè Bianchi 60 - 20149 Milano</p>
<p align="left">Dal 10 maggio al 28 giugno 2012</p>
<p align="left">Inaugurazione giovedì 10 maggio 2012 dalle ore 18</p>
<p align="left"><a rel="lightbox[pics-1336499505]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/malinconia-del-durer-1964-olio-su-tela-81x65-cm.bmp" title="Malinconia del Dürer, 1964, olio su tela, 81×65 cm"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/malinconia-del-durer-1964-olio-su-tela-81x65-cm.bmp" alt="Malinconia del Dürer, 1964, olio su tela, 81×65 cm" style="width: 91px; height: 116px" class="imageframe imgalignleft" height="119" width="100" /></a>   <a rel="lightbox[pics-1336499505]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/senza-titolo-1945-matita-su-carta-20x175-cm.bmp" title="Senza titolo, 1945, matita su carta, 20×17,5 cm"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/senza-titolo-1945-matita-su-carta-20x175-cm.bmp" alt="Senza titolo, 1945, matita su carta, 20×17,5 cm" style="width: 95px; height: 116px" class="imageframe imgalignleft" height="116" width="100" /></a> </p>
<p align="left">A Milano nello spazio dello Studio del Lauro si inaugura il 10 maggio una mostra dedicata a Franco Francese. Un&#8217;iniziativa che appare significativa per rinnovare l&#8217;incontro con questo artista.</p>
<p align="left">Francese fu certamente una presenza riconosciuta nei decenni del Secondo Novecento; ma pure un artista su uno sfondo quasi di isolamento di eccentricità, in un atteggiamento biografico a volte di insofferenza.</p>
<p align="left">Oggi appare più sintomatica e urgente la sua lezione.</p>
<p align="left">Siamo immersi in una concezione dell&#8217;arte come su una superficie mediatica, desimbolizzata.</p>
<p align="left">L&#8217;opera di Franco Francese presenta dialetticamente, in una consapevolezza di pensiero e di espressione, le grandi tematiche del tempo, del viaggio, dell&#8217;altrove della malinconia. La mostra ha una sua eventicità di omaggio, di scelta. Viene proposto un percorso, con un avvio nelle &#8220;notti stellate&#8221;, nella &#8220;bestia addosso&#8221;, nelle struggenti &#8220;notti d&#8217;amore&#8221;. È la vita che si restringe, si dibatte, senza tempo, senza spazio, senza colori, senza illusioni.</p>
<p align="left">Riappare il grande tema dell&#8217;imbarco che è appunto il senso del viaggio. Le malinconie oltre la finitezza le contingenze: toccante la malinconia bianca dove il bianco è vuoto, mistero, improbabilità poetica rispetto alle probabilità socio-linguistiche. Possiamo accostarci alla vanitas del teschio e allo spazio-tempo della memoria che è l&#8217;atelier. Accanto ai dipinti è rappresentata in mostra una sequenza di opere su carta. Il disegno, per Francese, non era un momento progettuale, ma un inveramento del tempo, un continuo cammino diaristico. Commuovono i disegni per la compagna Elide nell&#8217;addio.</p>
<p align="left">Il testo di Stefano Crespi, in catalogo, <em>Il viaggio nell&#8217;esistenza</em>, suggerisce l&#8217;aspetto di un ritratto della figura di Francese e del percorso della sua opera.</p>
<p align="left">Franco Francese (Milano 1929-1996) ha studiato all&#8217;Accademia di Brera in Milano, dove ha frequentato i corsi di scultura sotto la guida di Giacomo Manzù. Negli anni del dopo-guerra ha partecipato al dibattito culturale e artistico. Significativa la sua presenza negli eventi espositivi come le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma. Apparentemente ritirato a Milano, vive le tematiche della sua pittura e del pensiero. È stato accompagnato da una vasta attenzione critica: si menziona l&#8217;apporto partecipe nei saggi di Arcangeli e Testori; e le testimonianze di poeti e letterati (come Betocchi, Sereni e Isella).</p>
<p align="left"><strong><a rel="lightbox[pics-1336499505]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/atelier-1987-olio-su-tela-655x106-cm.bmp" title="Studio per l’Atelier, 1987, olio su tela, 65,5×106 cm"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/atelier-1987-olio-su-tela-655x106-cm.bmp" alt="Studio per l’Atelier, 1987, olio su tela, 65,5×106 cm" style="width: 117px; height: 75px" class="imageframe imgalignleft" height="68" width="100" /></a>   <a rel="lightbox[pics-1336499505]" href="http://www.eosarte.eu/public/2012/05/interno-rustico-fantastico-1944-carboncino-146x224-cm.bmp" title="Interno rustico-fantastico, 1944, carboncino, 14,6×22,4 cm"><img src="http://www.eosarte.eu/getThumbnail.aspx?img=/public/2012/05/interno-rustico-fantastico-1944-carboncino-146x224-cm.bmp" alt="Interno rustico-fantastico, 1944, carboncino, 14,6×22,4 cm" style="width: 110px; height: 75px" class="imageframe imgalignleft" height="73" width="100" /></a> </strong></p>
<p align="left"><strong><u>Info</u> </strong></p>
<p align="left"><strong>Mostra personale di Franco Francese </strong></p>
<p align="left">Studio d&#8217;Arte del Lauro, Via Mosè Bianchi 60, Milano</p>
<p align="left">Durata mostra: 10 maggio-28 giugno 2012</p>
<p align="left">Inaugurazione: giovedì 10 maggio 2012, dalle ore 18</p>
<p align="left">Orari mostra: martedì-giovedì ore 10-14 e 16-19.30; per appuntamenti tel. 340.8268664</p>
<p align="left">Informazioni: <a href="http://www.studiodartedellauro.it/">www.studiodartedellauro.it</a>, <a href="mailto:studiodartedellauro@gmail.com">studiodartedellauro@gmail.com</a></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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