Il contemporaneo invade Firenze, dagli Uffizi all’Accademia, perché l’arte è sempre stata contemporanea
(M.P.)È stato inaugurato ieri a Firenze il progetto “Alla maniera d’oggi. Base a Firenze”, firmato dal Centro Pecci di Prato e curato da Marco Bazzini, che porterà l’arte contemporanea tra gli spazi più prestigiosi del Polo museale fiorentino, in un confronto di linguaggi, quello dell’ antico con la contemporaneità, affidato agli artisti di oggi.
La mostra, fino all’11 aprile, si snoderà in varie sedi museali: gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Museo di San Marco e il Cenacolo di Ognissanti.
“L’obiettivo dell’iniziativa- spiega Marco Bazzini, direttore del Pecci - è quello di portare gli artisti toscani contemporanei all’interno degli spazi museali di massima affezione turistica, in strutture come gli Uffizi che oggi conosciamo come vetrine dell’arte “classica e rinascimentale”, ma che sono nati per ospitare le opere di artisti che all’epoca erano contemporanei. Il motto che abbiamo scelto per la mostra è “l’arte è sempre stata contemporanea. Quindi ciascuna delle gallerie che hanno aderito accoglierà fino ad aprile un’opera degli otto artisti selezionati”
“Un esperimento che rinsalda l’alleanza fra tradizione e contemporaneo” ha detto la sovrintendente Cristina Acidini, mentre il presidente del Centro Pecci, Valdemaro Beccaglia ha ricordato l’ottimo riscontro di pubblico e di critica per il lavoro svolto dal Pecci come unico museo regionale d’arte contemporanea.
Ecco gli artisti: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi e Remo Salvadori.
Tutti professionisti di successo che vivono in Toscana e che per la prima volta si presentano insieme a Firenze come ambasciatori del contemporaneo, nell’ambito di un progetto ambizioso che senza dubbio saprà valorizzare contrasti e diversità delle loro cifre artistiche. Sono gli artisti dell’associazione no profit “Base/ Progetti per l’arte”, che dal 1998, promuovono l’arte contemporanea in Toscana e che in questo caso la rappresentano”.
Il progetto vede il sostegno della Regione Toscana e della Soprintendenza Speciale per il patrimonio Artistico e Etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze.

