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8 Ago 2005

Arezzo: gli uccelli liberati a casa son tornati

da eosarte.it  del 08.07.2005  a firma Agatopisto Cromaziano

Sono stati dissequestrati e finalmente sono ritornati in possesso della legittima proprietà i due uccelli, un Nibbio Reale ed un Fenicottero Rosa, entrambi antichi, fatti sequestrare ad un antiquario di Arezzo, che è anche di Direttore Editoriale di questa testata,  per iniziativa del WWF nell’ottobre del 2003.
In questi giorni, l’antiquario, Pierluigi Puglisi, rientrato da Grandi Antiquari a Fiuggi, li ha finalmente rivisti nella sua Galleria ed ha voluto festeggiare l’avvenimento con alcuni suoi colleghi: Artemio Buzzi, Willy Giusti, Luca Raspini, Giuseppe Ceccatelli, Piero Pierini, Francesco Conti. Il primo era stato anch’egli denunciato, per possesso di coccodrillo anch’esso antico,  processato e poi assolto “perché il fatto non costituisce reato” analogamente al caso dei due uccelli.
L’evento però, è stato deciso dagli antiquari di Arezzo, dovrà essere più adeguatamente festeggiato: ” Faremo una festa - ci dice Puglisi -  in settembre, dopo la Fiera Antiquaria di Arezzo e prima del Mercantinfiera di Parma. Intanto la chiameremo ” La Festa dell’Uccello Liberato”. Poi forse per l’occasione mangeremo cacciagione, improvviseremo poesie sul tema dell’uccello et similia, insomma vedremo. Ma di sicuro inviteremo gli ambientalisti a festeggiare con noi, perché se sono più sportivi che talebanculturali, riconosceranno con fair play la grossa fesseria che hanno fatto. Poi non vorremmo solo antiquari, ma per esempio amici ed amiche fra cui quelle della Lega per la Difesa dell’Uccello (dell’antiquario), Presidente Alessandra Marini, che mi hanno espresso solidarietà per l’occasione, preoccupate anche dalle conseguenze: la confisca e distruzione dell’uccello, come la legge invocata  dal wwf, la famosa Convenzione di Washington,  avrebbe imposto. Poi ci piacerebbe invitare un po’ di quelle simpatiche e geniali ragazze della redazione di Bazarweb, perché loro tempo fa  hanno festeggiato Rocco Siffredi attraverso una divertente grafica realizzata dal pittore Franco Solmi e presentata dal critico Luca Beatrice. Guardatela nel loro sito: divertentissima. Si intitola “Rocco never dies…”  Ho pensato che  tutto sommato io potrei dire “Non solo Rocco…” perché se Siffredi c’e l’ha speciale, io ce l’ho addirittura raro e protetto. Discutiamone. Insomma c’è tempo, ci penseremo, ma è chiaro che vogliamo scherzarci su e divertirci, “alla faccia di chi ce vo’ male.”
Lui dice proprio così, alla faccia di chi ce vo male, non a caso ma  perché poi al processo che lo ha visto assolto”perché il fatto non costituisce reato”, è saltato fuori che tutto era da una telefonata anonima.
Ricostruiamo un po’ i fatti essenziali: ottobre del 2003, protagoniste le guardie volontarie del wwf che vanno a contestargli un reato ambientale nella vetrina del suo negozio, mentre fotografa pezzi da Wunderkammern per fare una copertina di Eos, la rivista che edita: “grave, molto grave. Quei due uccelli fanno parte di razze protette”.
All’inizio l’antiquario pensa ad  una candid camera. Invece il sequestro dei due esemplari di volatili imbalsamati, risalenti alla fine dell’Ottocento, come lui spiega subito e come fu poi confermato dalla perizia depositata in Tribumale, lo vede subito condannato, siamo nel marzo 2004, per la “detenzione di un esemplare imbalsamato di nibbio reale ed un altro di fenicottero rosa, specie particolarmente protette” ad una salata ammenda, pari a 11mila 166 euro (di cui 3mila 420 in sostituzione di tre mesi di arresto)
Poi si scopre informandosi nel mondo degli antiquari, che di situazioni come queste ce ne sono state e ce ne sono ancora, numerose Accade anche all’antiquario di fronte, Artemio Buzzi, che la mattina successiva viene denunciato per possesso di un coccodrillo imbalsamato antico. E si viene a sapere che non sono poi casi sporadici, tanto che sulla questione gia da anni, nel 1998, è dovuto intervenire in proposito con una circolare, il Ministero delle Politiche Agricole era gia il 1998,  che chiariva, e poi la Federazione Italiana Mercanti d’Arte. Inutilmente, secondo gli ambientalisti perché il “Neotalebanismo” come lo chiama Puglisi, non sembra poter essere arrestato e dal ‘98 i casi non sono stati pochi ed isolati.
I fatti l’antiquario li mette su EOS, cartaceo e on line: molti ridono, ma di più sono quelli che si preoccupano, mentre c’è chi pensa che sia tutto un polverone inventato dal buonismo wuwwueffino quando non ha di meglio sottomano per farsi notare.
E così un caso che poteva sembrare isolato diventa l’emblema di una situazione, a dir poco ambigua, che il mondo del mercato dell’arte, ma non solo quello, scopre di trovarsi a vivere quotidianamente. 
Poi si arriva al processo vero, con l’avvocato e PM: costi e perdita di tempo. Sentenza: assoluzione (che pubblichiamo a parte integralmente fra i documenti utili), in cui si scopre, udite udite, che la legge non è retroattiva. Mai. Nemmeno la famosa Convenzione di Washington.
E questa volta gli ambientalisti non possono approfittare del labirinto farraginoso di norme sovrapposte, aggiornate continuamente, elenchi gia lunghissimi che vengono  e continuamente più allungati, per cui non sai mai se puoi cogliere un fiore in un campo o farti un’insalatina di cicoria.(…abbiamo mangiato pane e cicoria…) Chissà che il giorno prima non l’abbiano messa tra le specie protette.
Sembrava finita. Ma non è così. Perché quell’antiquario li è lui un vero uccellaccio: sapete cosa fa? Si appella. Perché?
“A leggere bene, la sentenza elimina il fatto penale, come ovvio, ma lascia aperta lo stesso la strada a possibile ammende. Salate. Qui invece ci sono tre parti lese: il buon senso, io, ed il Ministero dei Beni Culturali, che non si è accorto che gli ambientalisti gli hanno fatto uno scippo di giurisdizione, andando a mettere bocca grazie all’utilizzo improprio della Convenzione sulle cose antiche, che non sono certo competenza loro, anzi sindacando ciò che secondo la loro incompetenza è o non è antico, al posto delle Soprintendenze e degli antiquari, e ottenendo in qualche caso la distruzione di pezzi antichi. C’è allora ancora qualcosa da chiarire una volta per tutte, su queste denuncie temerarie.”
Voi credete che verranno gli ambientalisti alla festa?
A proposito: il denunciante, sig Giorgio Grazzini, è attualmente Coordinatore Provinciale dei volontari di  Vigilanza Ambientale del wwf di Arezzo. Di quanto accaduto, nessuna traccia nel loro sito, come nulla fosse accaduto. Per verificare basta andare in http://www.wwf.it/AREZZO/organizzati.asp.
Se poi volete leggere integralmente la sentenza guardate nei documenti utili di eos.

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