Al teatro Vascello “Sogno di una notte d’estate”, l’eterna contemporaneità di William Shakespeare
di Rossana Soldano -
Mi piace il rumore dei passi sul palcoscenico. Mi piace perché racconta gli attori prima ancora delle presenze. Come nelle sceneggiature, le parole fanno l’opera e i toni gli interpreti. Ma il teatro di William Shakespeare non assomiglia a nulla. Lui, che era insieme autore e attore, ha inventato anche i passi e i toni di voce. Lui ha disegnato caratteri capaci di attraversare palcoscenici temporali, opere inimitabili ma replicabili all’infinito. Lui ha annullato il tempo. Il suo teatro è arrivato fino a noi, eterno contemporaneo, nudo di artifizi ma vestito degli unici abiti che non passeranno mai, le passioni umane. Per questo abbiamo sempre l’impressione che sia stato scritto pochi attimi fa. Per questo non c’è cornice scenografica o epoca storica che possa contenerlo, per questo continuiamo a riconoscerci nei suoi personaggi. Per questo, una scenografia di pannelli bianchi può diventare una foresta magica e mantelli di plastica le vesti di fate e signori di boschi incantati. Per questo anche una commedia come ‘Sogno di una notte d’estate’, dal 31 gennaio in scena al teatro Vascello, tratta da ‘Midsummer night’s dream’, la più fantastica tra le commedie del Bardo, può essere rappresentata senza la pretesa di effetti scenici pirotecnici e proiettarci ugualmente in un mondo onirico in cui, alla fine, è la realtà ad essere frutto dell’immaginazione.
La storia racconta di due coppie di amanti confusi e ingannati, tra i quali spicca il personaggio di Elena, prima rifiutata da Demetrio e poi incredula di fronte alla sua improvvisa passione, interpretato dall’ottima Barbara Ronchi, bravissima nel trasformare anche un imprevisto scenico –un tacco incastrato nel tappeto d’erba- in una caratterizzazione. E poi elfi e folletti e un’improbabile compagnia di attori, che arricchisce la trama di una comicità a tratti esilarante, grazie al supporto non trascurabile di dialetti nostrani, nello specifico il pugliese e il napoletano. Come spesso accade nelle opere di Shakespeare, sono personaggi secondari a meritare la ribalta, e in ‘Sogno di una notte di mezza estate’ sono sicuramente il folletto Puck e lo spavaldo attore che interpreta Piramo a fare da mattatori, entrambi eccellentemente interpretati rispettivamente da Silvia D’Amico e Luca Marinelli. Lo spettacolo, messo in scena dal Teatro Stabile delle Marche, con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Arte drammatica ‘Silvio D’Amico’ , è recitato da attori giovanissimi e diretto da Carlo Cecchi, anche interprete nella doppia parte di Egeo e Cotogno. Non trascurabile il nome di Vincenzo Piovani alla voce ‘consulenza musicale’. E di grandi nomi è stato anche il parterre in occasione della Prima al Vascello, in sala c’erano personaggi del mondo dello spettacolo, dell’alta borghesia romana, politici e giornalisti, per fare qualche nome Valeria Golino, Paolo Sorrentino, Ginevra Elkann, Serena Dandini, Ginevra Bompiani, Andrea Cosentino, Massimo Vannucci, Luciana Castellina. E lo spettacolo scivola leggero e coinvolgente, proprio come una notte d’estate, tra polveri magiche e follie d’amore, tentazioni e suggestioni fino ad arrivare al suo apice nella messa in scena della recita degli Artigiani, nell’amore tragicomico tra Piramo e Tisbe, in cui Shakespeare parodia il se stesso di Romeo e Giulietta, rendendo la morte degli amanti in una scena di umorismo macabro. Geniale. Così, quando Puck nel finale si congeda dal pubblico
‘Se noi ombre vi siamo dispiaciuti, immaginate come se veduti ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione. Se vana e insulsa è stata la vicenda, gentile pubblico, faremo ammenda con la vostra benevola clemenza, rimedieremo alla nostra insipienza’,
procrastinando un successivo incontro in un’altra opera –che sarà ‘La tempesta’- e nei panni di un nuovo persognaggio –Ariel
‘A tutti buonanotte dico intanto, finito è lo spettacolo e l’incanto. Signori, addio, batteteci le mani e Robin v’assicura che domani migliorerà della sua parte il canto’
gli applausi in sala richiamano più volte gli attori in scena e i passi svelti e decisi appartengono a loro, solo a loro. Questi passi, neanche Shakespeare poteva immaginarli.
‘Sogno di una notte d’estate’
Teatro Vascello, via Giacinto Carini 78
dal 31 gennaio al 12 febbraio
da martedì a sabato ore 21.00 - domenica ore 18.00