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5 Mar 2012

Bergamo celebra Carlo Ceresa con una grande antologica dal 10 marzo

ceresa2.jpg (P.M.P.) -

Oltre cento opere per renderanno omaggio a un grande protagonista dell’arte del secolo XVII.

Con la mostra antologica “Carlo Ceresa (1609-1679) . Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione” Bergamo si accinge a celebrare non soltanto uno dei suoi figli più illustri, ma anche un artista significativo e molto ricercato dal collezionismo colto nel mercato antiquario.

L’esposizione si terrà dal 10 marzo al 24 giugno negli spazi del museo “Adriano Bernareggi” e dell’accademia Carrara-Galleria d’arte moderna e contemporanea; l’iniziativa è curata dai conservatori dei due enti, rispettivamente Simone Facchinetti e Giovanni Valagussa, e da Francesco Frangi, professore di storia dell’arte all’Università di Cremona.

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Ma la mostra offrirà un panorama più vasto della meravigliosa pittura lombarda  del secolo XVII e si potranno ammirare anche capolavori di contemporanei del pittore originario della val Brembana. come Daniele Crespi, Evaristo Baschenis e Luigi Miradori. E accanto alle loro, ecco le testimonianze di altri personaggi che garantiranno una rilettura completa della produzione di Ceresa; fra gli altri, Giovan Battista Moroni, Bernardo Strozzi e Giuseppe Ghislandi, più conosciuto come Fra’ Galgario.

I dipinti, provenienti dalle più importanti istituzioni italiane e straniere, da chiese del territorio e da collezioni private, toccheranno tutti i temi esplorati dal maestro bergamasco: un viaggio che va dal ritratto ai soggetti sacri. Ceresa è considerato il maggior artista orobico, insieme a Baschenis, del ‘600, sia per la capillare diffusione delle sue realizzazioni nei paesi della provincia, sia per la qualità espressiva delle sue invenzioni. Ne è prova il fatto che due quadri a lui riferibili - l’”Angelo annunciante” dell’Accademia Albertina di Torino e il “Ritratto di gentiluomo” del Prado di Madrid - sono stati per lungo tempo attribuiti, proprio per l’estrema cura esecutiva, uno a Orazio Gentileschi e l’altro a Diego Velázquez. Il percorso prenderà avvio dalle sale del “Bernareggi” dove verrà analizzata l’attività giovanile di Ceresa. Invece la sezione allestita alla Carrera tratterà il contesto generale in cui si colloca la sua esperienza seguendo da vicino il suo percorso stilistico, dalla maturità alla vecchiaia. L’apertura sarà nel segno di uno sguardo sulla pittura barocca del tempo contrapposta alla scelta poetica, di forte ispirazione realista, del maestro di San Giovanni Bianco.

In realtà, una parte della mostra sarà ospitata da una terza location. All’”Orio Center”, di fronte all’aeroporto di Orio al Serio, saranno proposti due suoi oli su tela: il “Ritratto di gentiluomo”, risalente alla seconda metà del ‘600, e la “Natività di Gesù adorato dai pastori e san Felice di Cantalice”, datato 1640-1650.

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