Il giallo dei 25 libri antichi sequestrati prima dell’asta
Antiquariato L’indagine dei carabinieri su preziosi incunaboli arrivati dalla Spagna Un sospetto: provenienza falsata per aggirare i controlli? All’estero Ora una rogatoria per verificare di quale Paese siano i proprietari
Corriere Fiorentino, . Simone Innocenti -
Venticinque incunaboli sono stati sequestrati dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Libri antichi e preziosi che dovevano essere battuti venerdì 27 aprile alla «Gonnelli Casa d’Aste», nella centralissima via Ricasoli. Casa d’aste che, al momento, risulta essere estranea alle indagini. Il sequestro, coordinato dal sostituto procuratore di turno Paolo Canessa, è scattato perché ci sarebbero dubbi sulla loro provenienza.
Non si tratta di testi contraffatti. Da un primo controllo sembrano autentici quei documenti stampati con la tecnologia dei caratteri mobili tra la metà del XV secolo e l’anno i5oo incluso. Secondo i documenti gli incunaboli dovrebbero provenire dalla Spagna. Ed è stato proprio questo che ha fatto scattare i primi accertamenti: almeno in un caso, gli investigatori sono risaliti alla proprietaria di uno di quei volumi che sarebbe in Italia e non in Spagna come si trovava scritto sui registri. Tra i 25 incunaboli, ad esempio, Macrobius In Somnium Scipionis expositio (lotto 6), terza edizione (commento di Macro-bio al Sogno di Scipione ciceroniano), oltre alla prima edizione italiana delle epistole di San Girolamo (lotto 22), unica edizione illustrata di quest’opera, pubblicata in periodo incunabolo.
Un problema di importazione ha quindi fatto scattare i primi sospetti sulla reale provenienza dei volumi, che sono particolarmente apprezzati da collezionisti e studiosi. I carabinieri ipotizzano, dunque, che ci sia stata una falsificazione dei registri: un meccanismo, questo, che avrebbe permesso di aggirare la comunicazione alla Soprintendenza dei beni culturali, ente che può decidere -in via del tutto teorica - se mettere il veto alla vendita dei volumi. Al mondo infatti ci sono circa 450.000 incunaboli (di molti testi esistono svariate copie) e di questi circa iio.000 si trovano in Italia. Sono opere molto preziose e per questo motivo sono conservate in musei e biblioteche specialistiche.
I carabinieri stanno cercando di capire se il sospetto sia o meno fondato, ma ci vorrà del tempo. Serviranno, ad esempio, le risposte di una rogatoria internazionale, dato che durante gli accertamenti è comparso il nome di una libreria spagnola. Nulla a che vedere, insomma, con la Libreria Antiquaria Gonnelli, fondata nel 1875 da Luigi Gonnelli ed una delle più antiche e storiche librerie antiquarie d’Italia tutt’ora esistenti. Il blitz dei giorni scorsi rientra nell’ambito dei controlli predisposti dal Comando generale dei carabinieri: gli specialisti dell’Arma controllano ogni asta per capire se tutto sia in regola