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22 Giu 2012

Maryolaine Leray, Un piccolo cappuccetto rosso

 di Rossana Calbi -

Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!
Chiosava così Perrault nella sua versione de Le Petit Chaperon Rouge del 1697 ne I racconti di Mamma Oca. La povera giovinetta carina e di buona famiglia faceva veramente una brutta fine. I fratelli Grimm, due secoli dopo, la fecero salvare dal provvidenziale cacciatore.
Le favole cambiano e si adattano ai tempi: fu giusto avvisare le giovani fanciulle, e più tardi si rese necessario salvarle. Adesso è il momento che i lupi stiano attenti quando vedono un cappuccio rosso.

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L’illustratrice Maryolaine Leray scarabocchia una macchia rossa e gli dà carattere e personalità. Il lupo può essere anche alto, brutto e cattivo, ma la nuova e piccola  ragazzina con il mantello rosso saprà usare proprio ciò che la dovrebbe spaventare di più e risolverà la situazione a suo vantaggio.
Il tratto semplice e immediato dell’illustratrice francese rivisita la favola piena di arcani simbolismi e di inquietanti risvolti. La nuova morale di questo piccolo libro, anche le dimensioni del volume sono proporzionate alla sua protagonista, insegna che bisogna temere le piccolette!

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Una favola nuova, quella edita da Logos, che insegna ai bambini che la paura è una cattiva consigliera e che di fronte al lupo cattivo si può reagire con intelligenza ribaltando le situazioni. Se nell’‘800 c’era bisogno di un cacciatore per risolvere la situazione di pericolo, nel ventunesimo secolo la piccola cappuccetto non ha bisogno di rispondere con efferatezza alla violenza del lupo, non necessita di coltelli o fucili, utilizza la sua unica arma: la testolina che nasconde sotto il cappuccio rosso.
Le sarà utile, più che la forza, la dolcezza, a volte è proprio questa che spiazza l’avversario, perché siamo così abituati allo scontro che non sappiamo più riconoscerla, quindi neanche interagirvi, ed è proprio questa l’arma vincente!

Piccole cappuccetti, prima di uscire di casa svuotate il panierino dalla paura e riponete con cura le frittelle per la nonna, il vostro fedele iPad, molta intelligenza e un pizzico di dolcezza. Nessun lupo sembrerà più così nero e spaventoso.

Per gentilezza e cortesia  verso i lupi e soprattutto perché non si dica che non li avete avvisati, scrivete sulla vostra nuova t-shirt: attenti a cappuccetto rosso!


Maryolaine Leray, Un piccolo cappuccetto rosso, Logos edizioni, pag. 36, €12

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