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28 Ago 2012

Smilodonte, Alberto Corradi e il suo eroe surreale e romantico.

 di Rossana Calbi -

“L’idea di trovarti, di possedere una parte di te mi faceva provare qualcosa. Qualcosa come i dischi di Goldrake, i robot di Mazinga che non ho, la mia collezione di insetti… che fa schifo, lo so. Qualcosa che mi facesse sentire… meno solo.”

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Tristi e comuni le parole di Alberto, il protagonista di Smilodonte, fumetto autobiografico e surreale di Alberto Corradi. Con i pensieri sperduti di un bambino dagli occhi grandi e chiari, che infilza sul polistirolo gli insetti e i suoi desideri, Corradi racconta la paura di essere solo, il voler essere speciale per qualcuno, forse anche solo per se stesso. Una graphic novel vibrante di citazioni letterarie, in cui la solitudine si perde nelle pagine di Burroughs e la speranza si ritrova nella chiusura con le parole di Jorodowsky.
Una storia semplice: una presa in giro di un bimbo prepotente e il ricordo di un momento in cui il protagonista, il piccolo Alberto, si vede già alla ricerca di qualcosa che sia il dente di una tigre preistorica, lo smilodonte che dà il titolo alla storia, o una sua identità che lo rappresenti al mondo non è chiaro, e non deve esserlo. Corradi non fa una ricerca nel suo passato e nei suoi ricordi per trovare una soluzione a paure e inquietudini che si portano sempre con sé, l’autore, che è lo stesso protagonista della storia, guarda il suo mondo onirico, non lo interpreta, non lo spiega, lo racconta confondendo le letture, gli studi classici, le parole di una mamma preoccupata e una voce femminile che dolcemente lo chiama “amore”.

Ma quelle rimangono solo voci, il senso di solitudine tormenta il giovane.
Alberto ha bisogno di trasformarsi in un eroe, come uno dei protagonisti dei fumetti di Alan Moore, mentre i suoi ricordi si trasformano in scheletri e la paura non ha più nessun senso, Alberto capisce che “l’esistenza è un caso. Non ha forma. […] Nessun senso se non quello che le vogliamo imporre.”

Alberto deve trovare il suo smilodonte, deve trovarlo triste e solo come un cane abbandonato e ferito, lo porterà sempre con sé assieme a tutti gli scheletri che caratterizzano la produzione artistica di Corradi, fumettista, scrittore e artista in senso ampio.

Quei mostri che lo inseguono fin da bambino diventeranno parte di lui perché il protagonista e quindi lo stesso autore, li ingloberanno in sé, solo masticandoli e metabolizzandoli, Alberto potrà rinascere come uomo e come artista.

Smilodonte è la storia di uno di quei ragazzini, un po’ tristi e solitari, alle prese con libri incomprensibili sempre ai margini delle classiche combriccole, è la storia di quell’uomo strano che con una sola frase ci fa capire che conosce quel senso di inadeguatezza che ci accompagna e che ci fa sentire spesso soli, è la storia di un artista che sa ripercorrere il suo passato e ritrovare in esso un modo per raccontare altro.

Alberto Corradi, Smilodonte, Black Velvet,  pag. 78, €10

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