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29 Mar 2013

Catania: a Palazzo Valle si rinnova l’antica magia del corallo siciliano

catania-home.gif Non un’arte minore, ma una fonte di veri capolavori  che hanno una tradizione collezionistica consolidata e di respiro internazionale come erano le antiche wunderkammern, sontuose testimonianze della nostra cultura millenaria.

di PierLuigi Massimo Puglisi 

La mostra proposta a Palazzo Valle dalla Fondazione Puglisi Cosentino con il contributo della Fondazione Roma Mediterraneo riunisce i capolavori assoluti dell’antica arte del corallo in Sicilia.

I nuclei principali delle opere in mostra testimoniano la ricchezza e la qualità di alcune collezioni fondamentali del settore, quelle della Banca di Novara, del Museo Pepoli di Trapani (destinato ad ospitare l’esposizione, in seconda tappa, dal 18 maggio al 30 giugno), della Fondazione Whitaker, e del Museo Diocesano di Monreale, altre raccolte pubbliche accanto a pezzi singoli, tesori di collezionisti privati italiani e stranieri.

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Idealmente questa mostra è il proseguimento di  ”Antichi telai. Tessuti d’arte del patrimonio del Fondo Edifici di Culto” del Ministero dell’Interno di Palazzo Ruspoli a Roma del 2009, di cui si attende ancora il necessario seguito e nella quale erano esposti -fra l’altro - alcuni eccezionali paliotti siciliani lavorati a corallo raramente visti.

L’esposizione  di Catania  si sposterà poi a Trapani, come annunciato, ma è auspicabile che più avanti abbia la possibilità di far conoscere di più queste meraviglie dell’inventiva con una itinerante. Solo un auspicio per carità, ben sapendo che nell’Italia degli sprechi giganteschi, mai si trovano sostegni e incentivi per promuovere la nostra cultura più antica.

Assicurare, imballare, allestire hanno costi spesso proibitivi, ma auspicare che più avanti anche una serie limitata di pezzi rappresentativi facciano da ambasciatori di un lavoro che tuttora ha radici solide, e possa diventare una itinerante, può avere un senso.

Gioielli, calici, ostensori, crocifissi, reliquari, presepi, scrigni, calamai, saliere e soprattutto elementi di raffinato arredo: specchiere, tavoli da gioco, cornici, sino a monumentali trumeaux destinati a case principesche e regge, talvolta come doni di Stato. Devozione, gioielli e pezzi d’arredo.

Secondo la mitologia i coralli si formarono quando il sangue che sgorgava dalla testa recisa della Medusa venne a contatto con l’aria e si solidificò. La loro forma ha suggerito il simbolismo dell’Albero, inteso come origine e asse del mondo e collegamento tra i diversi mondi, unione dei tre generi della natura, l’animale, il minerale e il vegetale, e della vita, simboleggiata dal rosso sangue.
A colpire l’immaginario erano il colore, la forma e la misteriosa capacità di indurirsi al contatto con l’aria. In medicina, tritato, veniva considerato una panacea per le emorragie e le anomalie del ciclo mestruale e un coagulante per ferite, ulcere e cicatrici. Ma soprattutto sapeva preservare i neonati dai pericoli del fulmine e dalla morte improvvisa. I suoi rametti posti a forma di croce ne facevano una barriera contro Satana, i demoni e gli influssi malvagi. Anche per questo lo si donava ai Battesimi
La sua polvere favoriva la dentizione, allontanava ogni malessere e persino le crisi epilettiche. E, negli adulti, aiutava vitalità e la potenza generatrice.
Ma il corallo era soprattutto simbolo della bellezza e perfezione del Creato e per questo divenne la materia prima, insieme con l’oro, per preziosi, meravigliosi oggetti di culto, per arredi sacri e profani.

Intorno al rosso prodotto della secrezione di carbonato di calcio di un polipaio composto dall’assembramento di esseri viventi che si sviluppano sul fondo del mare, a profondità talvolta non elevate e in colonie molto numerose, sono fiorite e si sono radicate infinite credenze, dovute alla doppia natura del corallo quale specie vivente e oggetto prezioso carico di valenze apotropaiche. Questa convergenza di interessi ha contribuito alla vera e propria “corsa al corallo” che ha rischiato di far scomparire le colonie più raggiungibili, oggi attentamente regolamentate e salvaguardate nelle aree marine protette e talvolta coltivate in appositi vivai subacquei.

Valeria Li Vigni, direttore del Museo Pepoli e curatrice della grande mostra, ha raccolto meravigliose realizzazioni in corallo esponendo collezioni inedite. Stupirà la fantasia degli artisti che con il corallo, e specificamente con il corallo di Trapani raccolto, dai fondali delle Egadi, al banco skerki e intorno all’isola di Tabarca, con sistemi di raccolta rudimentali talvolta dannosi per intere coltivazioni. Intorno a questa pesca con le coralline si è sviluppato, a Trapani, un commercio florido e sono sorte numerose botteghe artigiane che hanno saputo creare capolavori di grande valore artistico.

Tale fiorente attività si sviluppò per la diffusione del culto della Madonna di Trapani, intorno alla quale crebbe la richiesta dei pellegrini di rosari in corallo. Dalla produzione strettamente religiosa si sviluppò la produzione manierista che raggiunse, come l’esposizione ampiamente documenta, vertici di virtuosismo impensabili creando oggetti che, nelle forme più fantasiose, continuano a trasmettere al visitatore le vibrazioni davvero magiche del Rosso Corallo.
Un catalogo scientifico, pubblicato da Silvana Editoriale, accompagnerà l’evento. La cura è affidata a Valeria Li Vigni, Maria Concetta Di Natale (direttore del Dipartimento Beni Culturali e Studi Culturali dell’Università di Palermo dove è professore ordinario di Museologia, Storia del Collezionismo e Storia delle Arti Decorative) e Vincenzo Abbate (storico dell’arte e curatore scientifico del Museo Mandralisca di Cefalù)  

I grandi capolavori del Corallo . I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle

Fondazione Puglisi Cosentino, Catania, Palazzo Valle, Via Vittorio Emanuele,122, 0957152228, Fax 0957152228  - fino al 05/05/2013 - Ingresso Gratuito

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