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9 Nov 2016

Roma - Parigi, Accademie a confronto. L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi

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In mostra oltre 130 opere di artisti italiani e francesi che a diverso titolo sono entrati in rapporto con l’Accademia: quadri, disegni di figura, sculture, bassorilievi e disegni di architettura elaborati per i concorsi, oppure donati in occasione dell’entrata degli artisti nel corpo accademico o infine lasciati per testamento.
Tra le opere anche importanti prestiti internazionali, dal Musée National des Châteaux de Versailles et de Trianon all’École Nationale Supérieure des Beaux Arts di Paris. Da Villa Medici invece provengono due calchi in gesso della Colonna Traiana che ricordano la grande impresa promossa da Colbert a Roma per avere a Parigi una copia a grandezza naturale del celebre monumento e infine dal Museo Napoleonico di Roma due progetti celebranti Napoleone.
Di grande interesse il Putto di Raffaello, affresco staccato donato all’Accademia da Jean-Baptiste Wicar come lascito nel 1834,  l’olio su rame di Nicolas Vleughels, Il sogno di Giuseppe, l’Autoritratto di Antonio Canova, un gesso del 1812, oltre ai tre disegni di Pierre Bernard del Grand Prix d’architecture del 1783.
Altro quadro importante è l’opera che celebra l’amicizia tra l’Accademia di San Luca e la Francia, quella del pittore Charles François Poerson che presenta l’allegoria dell’unità tra le istituzioni romana e francese: il Re Sole, nelle vesti di Apollo, benedice l’incontro tra le Accademie impersonate da due giovinette.
Le opere sono suddivise a seconda dei concorsi accademici, Clementini (dal 1702) e Balestra (dal 1768), vere e proprie occasioni dove le tre Arti – pittura, scultura e architettura – si confrontano, garantendo così ampia partecipazione ad artisti di nazionalità diversa.
Sulla rampa di Borromini, restaurata per l’occasione, i visitatori potranno seguire in successione cronologica gli esiti dei vari concorsi e le differenze stilistiche nelle opere degli artisti francesi e italiani. La mostra prosegue nella Galleria in cui, accanto alle opere esposte per l’occasione, saranno messe a confronto sculture, pitture e disegni della collezione permanente in relazione agli scambi tra Roma e Parigi.
L’Accademia di San Luca venne fondata a Roma alla fine del Cinquecento, espressione del sodalizio di artisti che riconoscevano nel disegno il principio fondatore dell’unità delle tre Arti.
A Parigi, la creazione delle Accademie fu invece, fin dall’inizio, un’impresa promossa direttamente dallo Stato allo scopo di formare gli artisti che avrebbero lavorato nelle commesse pubbliche e nelle grandi Manifatture; nel 1648 venne fondata l’Académie Royale de Peinture et Sculpture e nel 1671 l’Académie Royale d’Architecture. A complemento delle nuove scuole di Parigi, venne aperta nel 1666 anche la sede di Roma, dove gli allievi francesi avrebbero ultimato la loro formazione studiando l’antico.
Il periodo presentato dalla mostra, infatti, copre l’arco di tempo che dalla metà del Seicento giunge agli inizi dell’Ottocento, in modo da comprendere ai due estremi i momenti in cui l’Accademia di San Luca e l’Accademia di Francia sono state più vicine, quasi sul punto di fondersi.
Nel 1677, grazie all’accordo stabilito al tempo di Innocenzo XI e del re Luigi XIV, si tentò il gemellaggio tra l’istituzione romana e quella francese, che poi non ebbe seguito.
Alla fine del periodo considerato, si riaffacciò di nuovo l’idea di un’unificazione: in un mondo riconfigurato radicalmente dalla Rivoluzione del 1789 - in una città senza papa e soggetta al diretto dominio di Napoleone - nel 1810  fu avanzata di nuovo la proposta di creare una grande e unica scuola delle arti a Roma, riunendo l’Accademia di San Luca e l’Académie de France. Accanto a Villa Medici, dove dal 1804 si era trasferita la sede francese, ci si proponeva di occupare il convento di Trinità dei Monti per fare del Colle del Pincio un’acropoli delle Arti.
È in corso di pubblicazione un volume che approfondirà i temi della mostra cui seguirà un Convegno Internazionale in programma a gennaio p.v., sulla storia e gli esiti delle istituzioni accademiche.

L’esposizione resterà aperta fino al 13 gennaio 2017

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