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15 Set 2017

Pavia. Una grande mostra fa luce sul popolo longobardo

Pavia, capitale dell’antico Regno Longobardo, ospita in questi giorni una pregevole esposizione su quel popolo di origine germanica che nei secoli bui del Medioevo dominò per lungo tempo l’Italia. La mostra, che proseguirà a Napoli e San Pietroburgo, comprende un’importante selezione di opere e reperti per approfondire la vita e le abitudini della gente “dalle lunghe barbe” che ha cambiato la storia della penisola italiana.

di Vittorio Schieroni

Fibule a S da Cividale del Friuli, Cella, 600 circaSpada con impugnatura con decorazioni auree dalla tomba 1 di Nocera Umbra, fine del VI - inizi del VII secoloGrande fibula a staffa dalla tomba 162 di Nocera Umbra, primi decenni del VII secolo

Era da tempo che Pavia aspettava un’occasione per far luce sul proprio passato e, magari, partendo da queste basi, cercare una via di rilancio per il futuro. Accanto alle preziose architetture del centro storico e alla sua Certosa, al territorio che la circonda, con il Parco del Ticino e le potenzialità enogastronomiche delle campagne e dell’Oltrepò, ciò che può affascinare di questa città è proprio la sua storia. Perché a Pavia la storia è passata con pienezza, lasciando segni profondi e duraturi, in un periodo che è l’Alto Medioevo, secoli attraversati da incertezze e difficoltà sul piano economico, a livello politico e culturale, un’epoca di cambiamenti profondi. Dapprima con il nome Ticinum, poi Papia, la città ha avuto un ruolo importante nei periodi romano e ostrogoto, divenendo capitale del regno dei Longobardi, ruolo di sede del potere monarchico che mantenne anche per il Regno d’Italia dopo la conquista di Carlo Magno.

La mostra aperta al pubblico in questi giorni al Castello Visconteo vuole fare chiarezza su un popolo germanico poco conosciuto e legato troppo spesso ai concetti di barbarie, rozzezza e di scarsa civiltà, lontano dagli antichi fasti dei Romani e dalle successive magnificenze rinascimentali, che hanno lasciato le proprie tracce in altre più note e visitate città italiane. Longobardi. Un popolo che cambia la storia raccoglie oltre trecento tra opere e reperti archeologici provenienti da un’ottantina di musei ed enti prestatori italiani e stranieri sotto la curatela di Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi, insieme agli oltre cinquanta studiosi che hanno dato il loro apporto per gli studi e le ricerche e per la realizzazione del catalogo. Nel percorso espositivo figurano preziosi ed elaborati gioielli, oggetti d’arte, frammenti marmorei, insieme ad armi, monete, corredi funerari e manufatti di varia natura, un insieme di testimonianze materiali che proviene dalla storia degli “uomini dalle lunghe barbe”, scavando nella loro dimensione quotidiana, nella vita sociale e religiosa, nei loro rapporti di incontro e scontro con gli altri popoli, dall’Impero Romano d’Oriente ai Franchi.

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L’esposizione, che comprende anche video e installazioni multimediali ed è accompagnata da laboratori, approfondimenti e visite guidate ai luoghi della Pavia dell’epoca, si rivela essere una delle più importanti e articolate mai realizzate sull’argomento. Longobardi. Un popolo che cambia la storia sarà allestita a fine anno anche al Museo archeologico nazionale di Napoli e nella primavera del 2018 approderà al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, ulteriori opportunità per accrescere l’attenzione e la conoscenza non solo nei confronti del popolo longobardo, ma della città che è stata il pilastro centrale su cui si è retta la sua organizzazione statale.

Longobardi. Un popolo che cambia la storia
Castello Visconteo, Viale XI Febbraio 35, 27100 Pavia
1 settembre - 3 dicembre 2017
Informazioni, orari e biglietti: www.mostralongobardi.it

Corredo con guarnizioni di cintura in ferro ageminato, bicchieri in petra e un coltellino, inizio del VII secoloFibbia da cintura da Testona-Moncalieri, VI e VII secoloLastra di ambone con pavone dalla basilica di San Salvatore a Brescia, 760-770

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