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30 Giu 2008

Il Convegno di Arezzo ha fatto il punto sulla Fiera Antiquaria e stabilito la nuova rotta per il futuro dando il via a prospettive più ampie

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Soddisfazione legittima per un Convegno di grande livello che ha sciolto ogni dubbio sul percorso da seguire e ha dato indicazioni precise. “Qualità è ciò che è autentico, e più precisamente pertinente con la nozione antiquaria” ha detto Antonio Paolucci , indicando così il percorso futuro della Fiera. Sono emerse anche le nuove opportunità future: finanziamenti, investimenti e un approccio diverso alle nuove forme di comunicazione.

Sullo sfondo, toccati con grande lucidità in numerosi interventi, i problemi complessivi del mercato italiano dell’arte, ad indicare che nel villaggio globale tutto si connette ed è interdipendente.

Non ci è ancora pervenuto un comunicato ufficiale dell’organizzazione, complesso certamente giacché gli interventi dei relatori sono stati 12 a cui si sono aggiunti quelli di diversi operatori, ma tentiamo di dare una prima sensazione a caldo di questo convegno.

In sostanza un convegno costituente, e vorremmo aggiungere, convincente.

Quella che è emersa è una linea di indirizzo chiara, che nel prossimo periodo verrà discussa certamente con gli operatori per  tutti gli aspetti applicativi, ma che non sembra proprio “addomesticabile”, ossia svuotabile dei sui contenuti.

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 Almeno cinque le grandi novità emerse.

Per prima, una linea chiara, che potremmo chiamare “linea Paolucci” su come dovrà essere la Fiera Antiquaria del futuro : solo materiale autentico, cioè “pertinente”, sottoscrivendo un Patto con gli operatori prima delle concessioni, per lasciare la massima libertà, ma nel rispetto delle regole, dopo.

Seconda: la possibilità di finanziare acquisti ed investimenti in arte da parte di investitori/risparmiatori, ma anche di rifinanziare aziende in crisi di liquidità, come ha ben spiegato la Relazione di Lucio Misuri di Bancaetruria dando il via a prospettive e opportunità nuove e suscettibili di grandi sviluppi.

Terza:  una nuova legge ad hoc -  che sarà presentata alla regione Toscana dal consigliere Mauro Ricci ma che può servire da battistrada per un rilancio nazionale dell’intero settore -  per premiare le manifestazioni fieristiche antiquarie di qualità, ma anche gruppi o singole aziende che si muovano in direzione di una maggiore professionalità.

Quarta novità: sono stati tracciati i contorni, con l’intervento del Presidente di AssIart Giancarlo Graziani, delle nuove figure professionali ormai necessarie per sviluppare gli investimenti in arte, ossia l’antiquario di un futuro già iniziato.

Quinta novità: sono stati tracciati i contorni del grande problema della comunicazione del mercato dell’arte per gli anni futuri, soprattutto pensando ai nuovi media, attraverso due interventi, quello di Pierluigi M. Puglisi - presidente del CT della Fiera ed editore di Eosarte  - e di Paolo Manazza, editorialista economico del Corriere della Sera ed editore di Arslife,com.

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Dida:Fanfani, Ceccarelli, Nicchi, Col Pastore

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Dida: Nicchi e Paolucci, Misuri, Lemme, Ricci

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Dida: Pratesi, Puglisi, Manazza, Teardo

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Dida: Vignali, Graziani, Paolucci, Isabella Brega

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Naturalmente non è tutto.

Gli interventi del Colonnello Pastore dell’NTP, di Fabrizio Lemme, il celebre “avvocato dell’arte”, di Giovanni Pratesi, presidente AAI, di Carlo Teardo presidente FIMA hanno toccato argomenti diversi, ma tutti di grande rilevanza, sempre confermando la convinzione sulla linea Paolucci, del resto fortemente voluta dal presidente della Fiera Paolo Nicchi e chiarita per gli aspetti operativi del Patto, dall’Assessore alle attività produttive Piero Ducci.

Sullo fondo, toccati con grande lucidità in numerosi interventi, i problemi complessivi del mercato italiano dell’arte, ad indicare che nel mercato globale tutto si connette e crea interdipendenza.

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Perché i problemi ci sono, in questa fiera come nell’intero mercato, complessi ed articolati, ma si è chiarito che una manifestazione antiquaria è tale se fa cultura della conservazione e dell’identità, se sa dare una visione del mercato dell’arte che porti al desiderio di acquisto enon di semplice guardare, se da opportunità di aggiungere qualcosa ad una collezione o è stimolo ad iniziarla, se crea le condizioni per lo sviluppo delle imprese del settore, se si muove in ambiti di chiari.

La scarica di adrenalina, elemento insostituibile della trouvaille, è stata più volte ricordata e ribadita come necessaria, ma è anche emersa una linea chiara degli operatori intervenuti di difesa dalla concorrenza sleale che taluni praticano nel mercato utilizzando a sproposito il termine “usato” ; la necessità del  rispetto della legalità e delle regole, a tutela del patrimonio ma anche del consumatore sono stati sottolineati, come pure la necessità di fare proseliti nella nuova generazione  sia come collezionisti che come nuovi operatori, anche attraverso una formazione attenta e mirata.

Una linea condivisa  da tutti gli interventi senza eccezioni, da quelli autorevolissimi dei relatori, a quelli degli operatori, che dalla stessa Amministrazione.

dscf1450_marked.jpgInsomma ben pochi i punti dolenti che non siano stati esaminati, quindi avvertiamo che questo è solo un breve commento a caldo perché sicuramente sui temi di un Convegno - al momento il più completo di quelli cui abbiamo potuto assistere  in questa materia - così articolato da doverci tornare più volte

Gli atti che saranno editati più avanti,  saranno una raccolta di documenti necessari a molti come punto di partenza per la comprensione dei problemi più generali del mercato.

Ora resta la parte operativa perché scadono ad ottobre le concessioni dei posteggi agli operatori della Fiera Antiquaria più antica d’Italia, occasione per darsi nuove regole e costruire una nuova immagine che sarà quindi basata sulla qualità cioè, come spiegato più volte,  soprattutto sulla autenticità dei pezzi, anche minori, ma pertinenti con il fatto che si agisce in una manifestazione specifica e tematica.

“Niente matrioske o altri prodotti etnici sotto la Madonna del Rossellino”ma almeno 50 anni per tutto, e almeno una generazione, 25 anni, per il modernariato. Tutto questo sostenuto da un Patto fra organizzatori ed operatori, fatto soprattutto nell’interesse di questi ultimi.

Regole chiare prima, massima libertà di concorrenza dopo.

Prima di ripartire un antiquario di Montecarlo, presente al Convegno ci ha detto” Avete scelto una strada difficilmente reversibile. Ora dovete solo andare avanti. Se vi dovesse servire, una mano ve la darò volentieri, perché la strada è quella giusta.”

Notazione finale: che fine ha fatto la stampa locale ed in particolare i cronisti de la Nazione? Desaparecidos.

Scommettiamo che al momento di raccontare qualche pettegolezzo sui banchi spostati di mezzo metro o altre cosucce fondamentali per la comprensione del mercato, ricompariranno?

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