Arezzo, Casa museo hi tech per Vasari
Corriere di Arezzo, David Mattesini, 03.12.2009
Lettera aperta a Bondi mentre rispunta l’atto di consegna al Comune del 1921.
Dal Pdl proposta operativa con l’obiettivo di non perdere l’Archivio. Il 22 marzo cambio di proprietà. Le preziose carte acquistate dai russi. Il problema è la permanenza dell’Archivio ad Arezzo. . Il Pdl propone una Casa museo digitale dedicata al Rinascimento
Il prossimo 22 marzo cambia la proprietà dell’Archivio Vasari e allora che succede?
Da questa domanda, o meglio al di là di questa, prende spunto una proposta estremamente concreta lanciata dal Pdl aretino.
Creare un percorso di valorizzazione permanente degli scritti vasariani, che all’interno della Casa Museo, preveda la possibilità di consultare l’archivio in digitale.
Una vera e propria casa delle beltà del Rinascimento di casa nostra passando anche dal Rosellino e Piero dell Francesca. E in parallelo magari rilanciare la storica rivista “Il Vasari”.
Insomma una Casa Museo hi tech.
Chiaro che prima di tutto ci sarà da riaggiornare l’inventario delle opere, magari con l’aiuto dell’Università, e poi crearne copie in digitale.
Il lancio in occasione delle celebrazioni vasariane del 2011, poi, sembra davvero perfetto.
Polo aretino che tra l’altro annovera tra i suoi corsi di laurea più prestigiosi, quello in conservazione dei Beni Archivistici e documentali. Insomma la miglior tutela dell’aretinità, secondo il Pdl, è proporre un percorso concreto di valorizzazione e tra Sovrintendenza e Università, le competenze ad Arezzo ci sono eccome. E per farlo non è che resti poi troppo tempo. Da qui l’esigenza di mandare una lettera al Ministro Bondi, aperta alla sottoscrizione degli aretini, per tradurre quel vincolo pertinenziale che lega le Carte del Vasari alla Casa Museo di Arezzo, in una proposta costruttiva che scongiuri una volta per tutte ogni possibile e futuro contenzioso internazionale.
Già, perché a ben guardare, fino ad oggi non è che si sia dato un gran risalto al suddetto archivio. E di aretini che l’hanno visto dal vivo, ce ne sono stati ben pochi, figuriamoci i turisti. E dire che l’atto di consegna dell’archivio al Comune da parte del Conte Rasponi Spinelli è datato 1921 e l’ultimo inventario reso noto è del 1938 ad opera di Alessandro Del Vita.
Atto, ratificato dal Consiglio, dal Prefetto e dall’allora sindaco Nenci, in cui “il Comune si impegnava a esporre le preziose carte dentro Casa Vasari in vetrine, teche, comunque in contenitori che ne garantissero l’uso pubblico e permettessero a studiosi e specialisti di consultarle, attraverso lettura o estrazione di copie, con le cautele e gli orari stabiliti dal municipio”, precisa Pierluigi Rossi.
Ma all’atto finale datato 30 luglio del ‘21, non è stato dato seguito, tanto che ottanta anni dopo, siamo ancora qui. “Titolarità formale e proprietà sostanziale non sono la stessa cosa - spiega il coordinatore del Pdl Maurizio D’Ettore - e la digitalizzazione permetterebbe una diffusione mondiale”.
In parallelo la proposta di Lucia Tanti a Vasai di creare nel 2011, percorsi che coinvolgano i 39 Comuni della Provincia. E dire che da solo l’epistolario michelangiolesco varrebbe un museo

